2:22 – Il destino è già scritto

2:22 – Il destino è già scritto

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Thriller australiano diretto da Paul Currie, 2:22 – Il destino è già scritto vorrebbe riflettere sul fato e sugli incastri temporali, ma finisce per lasciarsi travolgere dalla sua stessa confusione concettuale.

Troppi pattern dentro di me

Dylan Boyd si rende conto che le sue giornate sono scandite dal replicarsi di piccoli eventi apparentemente casuali che si ripetono identici ogni giorno alla stessa ora, in una successione che termina puntualmente alle 2.22 alla stazione del treno. Dylan indaga sullo strano schema in cui il fato sembra aver imprigionato la sua vita, scoprendo un collegamento con un giorno di trent’anni prima in cui una coppia di fidanzati venne assassinata proprio alla stazione… [sinossi]

Passati attraverso una stagione di uscite in sala già di per sé poco esaltante, ecco che – con il luglio entrante – l’annata 2016/2017 si avvia alla conclusione lasciando campo libero ai consueti fondi di magazzino: non si può definire altrimenti 2:22 – Il destino è già scritto, thriller australiano diretto da Paul Currie (produttore di La battaglia di Hacksaw Ridge, regista televisivo e autore di un solo altro lungometraggio per il cinema, One Perfect Day, nel lontano 2004) e interpretato dall’olandese Michiel Huisman, acconciato come se fosse una sbiadita copia del già sbiadito Bradley Cooper.
Huisman incarna Dylan, un controllore di volo con il chiodo fisso per i pattern, convinto che vi sia un disegno preciso nella sua esistenza e ossessionato da una serie di eventi che si ripetono sempre uguali nella prima parte delle sue giornate, fino alle fatidiche post-prandiali 2:22 p.m. Il giovane si vanta, ad esempio, di poter affermare con sicumera: “Per me è un gioco trovare l’ordine nel caos”.

Peccato che in 2:22 – Il destino è già scritto non vi sia né ordine né caos, ma solo tanta confusione. Currie affastella temi e suggestioni: la paura del volo e del lasciarsi andare per vivere pienamente (e qui vi innesta anche una sciapa storia d’amore), l’idea che tutto sia pre-ordinato (come diceva in modo sibillino il padre del protagonista, evocato strumentalmente solo all’inizio e alla fine del film: “Tutto è nelle stelle”), la suggestione della ciclicità del tempo, la fascinazione per i simulacri (uno pseudo-artista che mette in scena proprio quanto sta accadendo a Dylan) e per la reincarnazione (la storia di un uomo morto trent’anni prima che ha molto in comune con quella del protagonista). Tutto questo materiale viene poi buttato via solo con una scenata di gelosia tra i personaggi e con una spiegazione/spiegone che cerca maldestramente di approdare a una abborracciata quadratura del cerchio.

Se allora il thriller esistenziale post-Interstellar è aggrovigliato su se stesso, se la storia d’amore è puramente funzionale nel mettere in scena dei volti (e non dei corpi) carini, pettinati e levigati (come quello del già citato Huisman e della compagna Teresa Palmer), se i personaggi sono in fin dei conti essi stessi dei pattern assolutamente privi di sfumature, l’unica vera curiosità di questo film diventa la sua ambientazione. L’australiano Currie ha girato a New York con lo spirito di un turista di provincia che non a caso si intestardisce nel riprendere iconici luoghi-non-luoghi legati al viaggio e allo spostamento: l’aeroporto JFK dove lavora il protagonista e, soprattutto, la stazione dei treni Grand Central, già scenario per parecchi film, in primis la magnifica sequenza finale di Carlito’s Way.
Currie sembra proprio essere ossessionato dal Grand Central, lo riprende da ogni angolatura, dalla facciata alla hall con l’orologio che ritorna sempre alle 2:22, fino ai soffitti decorati e raffiguranti la sfera celeste (da qui il tema delle stelle paterno). Il tutto però è gravato da un ulteriore problema: la messa in scena di 2:22 – Il destino è già scritto è tanto piatta e conformisticamente svolazzante nel suo abuso di steadycam che nemmeno si riesce ad assaporare un sapore di scoperta urbanistico/architettonica. E così Grand Central finisce per diventare anonima come l’asettico appartamento del protagonista ricostruito in studio.

Info
Il trailer di 2:22 – Il destino è già scritto su Youtube.
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