’77 No Commercial Use

’77 No Commercial Use

di

Grazie all’uso quasi esclusivo di immagini repertorio, montate in continua correlazione e contrapposizione concettuale, ’77 No Commercial Use riesce a raccontare l’anno 1977 con sguardo appassionato e non riconciliato. In Italiana.doc al Torino Film Festival.

È morto il ’77. Viva il ’77.

È il ’77, finalmente il cielo (rosso) è caduto sulla terra. Wow. (A) Soffiare sul fuoco, a/traverso la zizzania, la gioia (armata), rivolta (di classe) e cospirazione, senza tregua, è uno strano movimento di strani studenti, congiura dei pazzi senza famiglia, senza galere. La prateria è in fiamme, la rivoluzione è finita, abbiamo vinto. [sinossi]

Uno degli enormi limiti del nostro cinema contemporaneo non lo si può che cogliere nella sua incapacità – e nel suo rifiuto – di rileggere il passato in maniera ponderata e priva di pregiudizi. E nell’orizzonte di un generale depauperamento della nostra storia si coglie una malafede – o una ignoranza, o una ritrosia, o una paura – ancor più precisa al cospetto degli anni della contestazione, quegli anni che vanno dal ’68 al ’77, e che oggi vengono visti con grande sospetto, particolarmente nel momento in cui si intravvede quel buco nero che fu la lotta armata.
Inutile fare la lista dei film che non hanno saputo – o voluto – affrontare a dovere il decennio del conflitto sociale, basti pensare però al recente lavoro di repertorio di Francesco Munzi, Assalto al cielo, per capire come la soluzione più facile sia sempre quella della ridicolizzazione e del distanziamento, non solo ideologico (ché quello, ovviamente, ci può anche stare), ma anche emotivo.
Per una volta allora non si può che accogliere con grande piacere un titolo come ’77 No Commercial Use, che di quegli anni – e nello specifico di quell’anno, il ’77 – dà una chiave di lettura forte e appassionata, non celandone i contrasti e anzi abbracciandoli per meglio chiarirli agli occhi dello spettatore.

Diretto da Luis Fulvio (all’anagrafe Luis Fulvio Baglivi, collaboratore di Fuori orario e dipendente della Cineteca Nazionale) e selezionato in concorso in Italiana.doc alla 35esima edizione del Torino Film Festival, ’77 No Commercial Use è un film fatto quasi interamente di materiale di repertorio che lavora – proprio in ossequio alla scuola ghezziana – sulla giustapposizione e contrapposizione di concetti e immagini, di suoni, rumori e proteste, attingendo da ogni tipo di materiale, per lo più mai visto, o almeno mai visto in questa ottica.

Comincia con un estratto di La Soufrière di Werner Herzog il film di Luis Fulvio, un estratto in cui il cineasta tedesco parla di come in quel periodo storico la terra stesse tremando in maniera incontrollata in quasi ogni parte del mondo. E il passaggio dalla tettonica impazzita alla rivolta sociale è breve: quell’anno fu un anno di rivolgimento senza precedenti, di contestazione verso tutto (non solo, come già prima, verso il PCI e il sindacato, ma anche verso il ’68 stesso), di ribaltamento carnevalesco di ogni regola fino ad allora condivisa. Un anno che poi portò – per via del rapimento di Aldo Moro del ’78 – a una repressione senza precedenti, i cui effetti anestetizzanti viviamo ancora oggi.

Luis Fulvio ci racconta tutto questo, montando insieme riprese di dibattiti di allora, estratti da film (da Buñuel a Bresson, passando per Fassbinder e Straub), riprese di proteste di piazza (tra cui anche la famosa contestazione a Lama, allora segretario CGIL, alla Sapienza), immagini riprese ex novo di libri dell’epoca, momenti di concerti dei Sex Pistols o dei Ramones, sospensioni liriche per la morte di grandi figure della storia del cinema, a partire da Rossellini (che morì a Roma il 3 giugno del ’77).
Su una griglia semplice e lineare – dal primo gennaio al 31 dicembre – ’77 No Commercial Use si muove con continui salti di registro, con messe a confronto e conflitto di immagini e suoni, lungo una riflessione che vuole – e riesce a – restituire la disperata vitalità di quel momento storico, la voglia di cambiare il mondo anche a costo della vita, il coraggio di buttarsi, di sfidare l’ordine costituito, di portare l’attacco al cuore dei dis-valori borghesi.
Se dunque in Assalto al cielo Munzi ironizzava a più riprese sull’ingenuità dell’epoca (come si poteva pensare di cambiare il mondo?), Luis Fulvio ci ricorda – con uno spirito divulgatore che è perfettamente rosselliniano – che invece in quell’anno il mondo è cambiato, la rivoluzione è stata fatta, ha vinto e niente era più come prima. Solo che è durata poco. Tra l’altro, in tal senso, ’77 No Commercial Use è anche un film autobiografico, di un’autobiografia immaginata e in qualche modo filogenetica, visto che l’autore è nato proprio nel ’77, un’autobiografia in cui si immagina quel che sarebbe potuto essere se in quella temperie ci fosse stato anche lui. Ed è dunque in questa ottica che vanno lette anche le citazioni cinefile, non solo nell’ottica alla Fuori orario del mettere insieme le cose per una sorta di contro-flusso iper-televisivo, quanto anche come gesto d’affetto verso un cinema che non c’è più e che, però, ci ha segnato.

E senza mai lasciarsi andare a sviolinate retoriche – e rischiando solo in alcuni momenti l’effetto antologico – Luis Fulvio limita al massimo la presenza autoriale, cercando di recuperare quell’oggettività dei materiali che possono avere senso solo nella messa in relazione concettuale l’uno con l’altro e non nell’accumulo indiscriminato. Così, per dare l’idea visiva di questa ricerca, di questo cercare di mettere i pezzi a posto, ci viene mostrato ogni tanto il tentativo di portare a termine un cubo di Rubik; tentativo impossibile perché tutte le tessere del ’77 non potranno mai essere messe perfettamente in ordine, ed è questo un altro segno dell’invidiabile unicità di quell’anno.

Info
La scheda di ’77 No Commercial Use sul sito del Torino Film Festival.
  • 77-no-commercial-use-2017-luis-fulvio-1.jpg
  • 77-no-commercial-use-2017-luis-fulvio-2.jpg
  • 77-no-commercial-use-2017-luis-fulvio-3.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Torino 2017

    Il Torino Film Festival 2017, dal 24 novembre al 2 dicembre. La trentacinquesima edizione della kermesse piemontese, tra opere prime, documentari, film di ricerca, la sezione Amerikana, la retrospettiva dedicata a De Palma... Tutte le nostre recensioni.
  • Festival

    Torino 2017 – Presentazione

    Tra gatti, opere prime seconde e terze, documentari, sperimentazioni più o meno ardite e ovviamente Brian De Palma prende corpo il programma della trentacinquesima edizione del Torino Film Festival, sempre sotto l'egida di Emanuela Martini.
  • Interviste

    Enrico Ghezzi: “La verità è il primo inganno”

    Verità e finzione, F for Fake. Welles, Ciro Giorgini, Adriano Aprà e la critica. Fuori Orario e le dicotomie Rossellini/Lang, Truffaut/Godard, Lumière/Méliès. Abbiamo intervistato Enrico Ghezzi.
  • Venezia 2016

    Assalto al cielo

    di Con Assalto al cielo, fuori concorso a Venezia 2016, Francesco Munzi più che maldestro appare svogliato nel non voler provare a dare un minimo di chiave di lettura al racconto del decennio della contestazione, dal 1967 al '77.
  • Interviste

    Intervista a Ciro Giorgini

    Tra gli autori di Fuori Orario, Ciro Giorgini è anche uno dei massimi esperti del cinema di Welles. Lo abbiamo incontrato per parlare con lui di tutte le questioni ancora aperte intorno al cinema wellesiano...
  • Laceno d'Oro 2017

    Incanto

    di Il cinema di Claudio Romano ed Elisabetta L'Innocente appare come un incanto, un in-canto, un'elegia a bassa risoluzione di un mondo sperduto, contemporaneamente pre e post apocalittico, dimenticato. Una poesia sentimentale, campestre e casalinga.
  • Festival

    Rotterdam 2018Rotterdam 2018

    In corso fino al 4 febbraio la 47esima edizione dell'International Film Festival di Rotterdam, sotto la direzione artistica di Bero Beyer: una costellazione di visioni che va dall'installazione di Apichatpong Weerasethakul a Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, musicato dal vivo.
  • Prossimamente

    Gli indesiderati d'Europa RecensioneGli indesiderati d’Europa

    di Mettendo in scena la fuga in montagna di Walter Benjamin dalla Francia occupata dai nazisti, Fabrizio Ferraro in Gli indesiderati d'Europa allude all'eterno ritorno della figura del migrante, ieri come oggi.
  • DVD

    Escalation RecensioneEscalation

    di Opera prima di Roberto Faenza, Escalation è un bel recupero che torna a parlarci di un lontano cinema contestatario, modulato sui toni della satira grottesca e della freddezza concettuale. In dvd per Cinekult e CG.
  • Festival

    I Mille Occhi 2018 PresentazioneI Mille Occhi 2018 – Presentazione

    Apre con Il regno del terrore, il film di Anthony Mann ambientato durante la Rivoluzione francese, e chiude con Un uomo a metà, lo straordinario viaggio psicanalitico di Vittorio De Seta, la 17esima edizione de I mille occhi di Trieste, curato da Sergio Grmek Germani, dal 14 al 20 settembre al Teatro Miela, di cui anche quest'anno Quinlan è media partner.
  • Festival

    I Mille Occhi 2018I Mille Occhi 2018

    Apre con Il regno del terrore di Anthony Mann, ambientato durante la Rivoluzione francese, e chiude con Un uomo a metà, straordinario viaggio psicanalitico di Vittorio De Seta, la 17esima edizione de I mille occhi di Trieste, festival curato da Sergio Grmek Germani. Dal 14 al 20 settembre.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento