Shen Kong

Shen Kong

di

Apertura delle Giornate degli Autori 2021, Shen Kong del giovane cineasta Chen Guan, all’esordio nel lungo, si lancia coraggiosamente in una rielaborazione artistico/emotiva del dramma pandemico ancora in atto, riportandoci ai primi giorni, alle città vuote, al panico ottundente, attraverso due giovani, splendidi, protagonisti.

Piano Universale di Ripresa e Resilienza

A Li You è stata concessa una lunga vacanza proprio quando scoppia la pandemia. Nel frattempo Xiao Xiao è costretta a rimanere in una città che non conosce bene. Una strana atmosfera incombe sul paesaggio urbano. I due vagano per le strade cercando di divertirsi. Le emozioni, lo stato d’animo, i loro valori etici e gli istinti fisici, si trasformano gradualmente in strumenti del desiderio. Ma una volta abbandonatisi al piacere più totale e raggiunto l’apice dell’euforia, cos’altro può infiammare i loro cuori, a parte i segni che hanno lasciato sulla città? [sinossi]

Singolare coincidenza che l’anno che verrà per sempre ricordato come quello della pandemia mondiale, il 2020, sia per il calendario cinese l’Anno del Topo. Il bistrattato roditore e la sua abitudine a rintanarsi in luoghi piccoli e oscuri pare una metafora fin troppo perfetta, e un filo troppo facile, della condizione in cui ogni cittadino (e ogni società) del pianeta si è improvvisamente trovato, letteralmente dall’oggi al domani. Prima che i vaccini riaprissero, seppur ancora parzialmente, le porte e gli spazi comuni, la paura dell’altro aveva infettato anche chi non aveva contratto il famigerato Covid, ed è lì che ci riporta Shen Kong, film d’apertura e in competizione delle Giornate degli Autori-Venice Days 2021, a quei primi giorni, alle notizie contrastanti e allarmistiche, alle città vuote. Chen Guan, sceneggiatore e attore oltre che regista, ha dichiarato che il “rifiuto di stare in silenzio e subire il peso della realtà” è stato la guida alla realizzazione di questo suo esordio nel lungometraggio di finzione. L’incarnazione di questo rifiuto, i due giovani attori protagonisti Wei Ruguang e Deng Keyu, fanno da asse portante ad un film trovato “per strada”, in sede di riprese, alla ricerca dei luoghi più adatti in cui far muovere due corpi giovani, freschi, guizzanti, antitesi del male e della malattia.

Li You e Xiao Xiao, questi i nomi di finzione, si divertono, riflettono, si amano febbrilmente, mentre lingue di fuoco avvolgono i loro corpi nudi, semplice ma non semplicistica materializzazione visiva di un’energia compressa tra quattro pareti ma pronta ad esplodere. La macchina da presa li (in)segue in lunghi piani, in dilatate sequenze che cercano, e in alcuni casi ottengono, l’effetto della totale empatia tra attori e spettatori, della complicità al “gioco”. Certo, molto meno efficaci sono i momenti in cui si cerca di allargare il contesto, dando l’impressione, a tratti, di un montaggio realizzato per mera giustapposizione più che per continuità logica. Ma il regista rivela un occhio adatto a catturare il frammento anche nei passaggi apparentemente meno riusciti, ne descriviamo uno per tutti: sfiancato dall’attesa e dall’inazione, un infermiere in tuta anticontagio cerca di mantenersi in forma appendendosi ad una trave di un corridoio d’ospedale, ed effettuando dei sollevamenti, un’immagine di straniante pregnanza.

Tra una visita a un parco giochi deserto, a un desolato lungofiume corredato di barca abbandonata e un incontro familiare dove la saggezza della pletora di zii si contrappone allo scanzonato menefreghismo dei Nostri, l’approdo non può che essere un “no future” mutuato dal punk, e parimenti un ritorno (forse?) ad uno stile di vita canonico, corredato di lavoro, matrimonio, dei figli. Ed allora questa vacanza dei sensi mentre il mondo va in rovina si ricollega a celebri precedenti, su tutti il Monica e il desiderio bergmaniano, chissà quanto volontari ma, in fondo, conta poco. L’universalizzazione della vitalità giovanile si adatta ad ogni avversità del destino, sia essa guerra, crisi economica o malattia contagiosa, e le chiusure possibili sono solo due: imborghesimento o morte, e su quale sia la peggiore delle due ognuno ha il suo punto di vista collegato alla fase dell’esistenza che si trova a vivere. Di sicuro quell’esperienza (come non ricordare anche i “sognatori” bertolucciani?) DEVE durare poco, bruciare in una vampata e non consumarsi lentamente. L’abilità registica di Chen Guan, e prova ne siano gli illustri precedenti evocati, si nutre di uno spontaneismo destinato inevitabilmente a evolvere, o forse scadere, nella consapevolezza e nella maturità artistica. Di sicuro apprezzeranno molto, in futuro, i puristi del significato e della coerenza, ma film come questo, imperfetti e belli e probabilmente belli perché imperfetti, sono le opere che selezioni come le Giornate degli Autori (o la Settimana Internazionale della Critica) devono accogliere nel proprio programma e nella propria missione di emersione del sommerso.

Info
Shen Kong sul sito delle Giornate degli Autori.

  • shen-kong-2021-chen-guan-03.jpg
  • shen-kong-2021-chen-guan-02.jpg
  • shen-kong-2021-chen-guan-01.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Venezia 2021Venezia 2021 – Minuto per minuto

    Venezia 2021 e Covid Atto II. Tra film, file, tamponi e prenotazioni su Boxol (il vero protagonista della Mostra) si torna a pieno regime al Lido. Più o meno. Anche il nostro “Minuto per minuto” tornerà a pieno regime? Ai posteri bla bla bla…
  • Festival

    Il programma delle Giornate degli Autori 2021

    Le Giornate degli Autori, sezione parallela e autonoma della Mostra del Cinema di Venezia, compiono diciotto anni entrando dunque nell'età "adulta". Per il secondo anno la direzione artistica è affidata a Gaia Furrer, che prosegue l'indagine di un'identità che è politica, cinematografica, sociale, e personale.
  • Festival

    Venezia 2021 – Presentazione

    Alberto Barbera e il presidente della Biennale Roberto Cicutto hanno presentato in streaming la selezione di Venezia 2021. Un'edizione che sembra volersi prendere dei rischi, garantisce il ritorno del mainstream d'oltreoceano e apre gli spazi al cinema italiano.
  • Venezia 2021

    zalava recensioneZalava

    di Demoni, superstizione, l’autorità costituita che cerca di scardinare vetuste credenze e la scienza in mezzo, a tentare una (impossibile) mediazione. Zalava dell’esordiente Arsalan Amiri, in concorso alla SIC 2021, è cinema con un animo da B-movie e una cura dei dettagli di primo livello.
  • Festival

    Venezia 2021Venezia 2021

    Recensioni, interviste e aggiornamenti dalla Mostra del Cinema di Venezia 2021, dall'attesissimo Dune ai film della Settimana della Critica, da Orizzonti ai film in concorso, da Sorrentino a Erik Matti...
  • Venezia 2021

    the stranger recensioneThe Stranger

    di Presentato alle Giornate degli Autori 2021, The Stranger (Al garib) rappresenta l'esordio al lungometraggio per Ameer Fakher Eldin, che ci porta a immergerci nella realtà delle alture del Golan, territorio occupato militarmente da Israele da oltre cinquant'anni.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento