CE2
di Jacques Doillon
Nuova opera per il veterano regista francese Jacques Doillon, CE2, presentata nella Big Screen Competition del 51 International Film Festival Rotterdam. Un film incentrato sull’infanzia, su fenomeni allarmanti quali il bullismo, ma Doillon evita le facili spiegazioni sociologiche e ogni schematismo.
Cosa direbbe oggi il maestro Richet?
Claire e Kevin frequentano entrambi una scuola di un piccolo centro francese. Sono nella stessa classe, CE2, per i bambini dagli otto ai nove anni. Claire è oggetto di continue prepotenze da parte di Kevin, sempre più violento, e dei suoi amici. Quando sua madre, con la sua disordinata vita, si palesa, diventa chiaro che Kevin sta affrontando una situazione complicata a casa. Contro ogni aspettativa, tra i due bambini nasce un’amicizia. [sinossi]
«Per una sorta di strano equilibrio, chi ha avuto un’infanzia difficile spesso è più preparato alla vita adulta di chi è stato molto protetto, molto amato. È una specie di legge di compensazione». Così si esprimeva, nel suo discorso di fine anno, il maestro Richet di Gli anni in tasca (L’argent de poche). Dopo quasi quarant’anni da quel caposaldo di Truffaut di cinema sull’infanzia, possiamo chiederci cosa sia cambiato nella società francese di provincia per quanto riguarda il mondo dei bambini. Ci pensa il quasi ottantenne Jacques Doillon a fornire un delicatissimo ritratto delle nuovissime generazioni con CE2 (titolo che richiama la classe dei protagonisti ma che, per il mercato internazionale, è sostituito con Third Grade), film presentato ora nella Big Screen Competition del 51 International Film Festival Rotterdam.
Siamo in un piccolo centro francese, come del resto in Gli anni in tasca, dai titoli di coda apprendiamo che CE2 è stato girato a Lussigny, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Questo permette a Doillon di prendere le distanze da tutto il cinema sociale delle banlieue che è fiorito negli ultimi decenni. Nel piccolo centro del film, proprio per le sue dimensioni, non può esserci distinzione tra quartieri bene e zone popolari, e gli abitanti, di qualsiasi estrazione sociale, si frequentano e i loro figli fanno le stesse scuole. Così è possibile far collidere due bambini e i loro universi famigliari così diversi. Quello borghese, benestante e benpensante, di Claire, che vive con la madre, persona elegante, mentre il padre è un militare impegnato in una missione all’estero; e quello precario di Kevin, che viene rimbalzato tra una madre sciroccata che vive con un nuovo compagno, e un padre perdigiorno.
Jacques Doillon mette in scena, con efficace realismo, e coadiuvato da degli straordinari bambini interpreti, il disagio giovanile contemporaneo, fatto di bullismo, prevaricazioni con una spiccata connotazione sessista. Nelle prepotenze di Kevin nei confronti di Claire, nell’obbligarla a baciarlo o nell’allungare le mani sulle sue parti intime, emerge una componente sessuale pur in uno stato ancora embrionale. Si fa ombra il concetto abbozzato di molestie. Un qualcosa di congenito nell’istinto maschile o un’imitazione del mondo degli adulti in cui vive Kevin? Si propende per la seconda ipotesi a giudicare dal padre, che finisce per importunare la madre di Claire, spinto dai suoi jeans attillati, quando va a parlarle del problema con il figlio. Tutto ciò suona come facile e stereotipato. E nella prima mezz’ora di CE2, Doillon mette in scena una facilissima lettura sociologica del disagio minorile, nell’antitesi tra gli ambienti famigliari dei due protagonisti. Ma in realtà il regista sta giocando con i pregiudizi borghesi connaturati nel pubblico, per poi rimescolare le carte quando non ribaltarli.
La mentalità del padre di Kevin sembra basarsi su logiche tribali o da maschio alfa. Non riconosce le autorità e arriva a dire al figlio di rispettare Claire solo perché si rende conto che il padre della bambina è un militare, quindi a un grado alfa più alto del suo. Ma la famiglia perbene della bambina si fonda su un padre paracadutista di stanza in Mali, nell’operazione francese a sostegno del governo contro i ribelli jihadisti. Quante persone avrà ucciso in guerra in una di quelle missioni cosiddette di pace? Se lo chiedono morbosamente in tanti, ma lui a casa mantiene l’assoluto riserbo in tal senso. Come non possiamo poi non passare dalla parte del rozzo padre di Kevin quando irrompe a scuola su tutte le furie, perché al figlio viene negato il servizio di mensa? E sembra pure problematica la nuova famiglia cui sarà assegnato Kevin, dopo essere stato tolto ai genitori, una famiglia rustica di campagna che alleva maiali e dove si suona la fisarmonica. Doillon, in questo smantellamento dei luoghi comuni, gioca una carta estrema: fa avvicinare i due bambini, in una storia sentimentale infantile, cogliendo delicatamente anche i primi istinti puberali (vedi le bambine che discettano di amore e fidanzamento). Ma le personalità infantili sono cangianti e volubili e Kevin potrebbe diventare un adulto molto diverso dai modelli che ha avuto nell’infanzia. Sarebbe la lezione, aggiornata, del maestro Richet.
Info
CE2 sul sito di Rotterdam 2022.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: CE2
- Paese/Anno: Francia | 2021
- Regia: Jacques Doillon
- Sceneggiatura: Jacques Doillon
- Fotografia: Pierre Cottereau
- Montaggio: Camille Delprat
- Interpreti: Alexis Manenti, Antoine Cholet, Cyril Sader, Doully Millet, Madeline Knoll Relot, Nora Hamzawi, Roxane Barazzuol
- Produzione: Arena Films
- Durata: 97'


Rotterdam 2022 – Presentazione
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