Anniversary

Anniversary

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Esordio a Hollywood per il regista polacco Jan Komasa, Anniversary è il racconto di una famiglia borghese intellettuale americana, seguita anno dopo anno in occasione dell’anniversario di matrimonio dei genitori, in cui si insinuano i germi della degenerazione politica che sta vivendo il paese, in parallelo con quella in Polonia raccontata da Komasa nel precedente The Hater. Tra Festen e Le invasioni barbariche. In apertura e in concorso al Warsaw Film Festival 2025.

Le feste di famiglia generano mostri

Quando il figlio di Ellen e Paul presenta la sua nuova fidanzata, in un tranquillo pomeriggio durante la festa per il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio, nessuno immagina che quello sarà l’inizio della fine per quella che sembrava una famiglia felice. La nuova fidanzata è Liz, un’ex studentessa di Ellen, che è una docente universitaria dalle idee liberali, espulsa anni prima dall’università a causa delle sue opinioni radicali. Con ogni anniversario successivo, l’influenza di Liz sulla famiglia diventa sempre più forte e distruttiva, mentre la nuova ideologia che promuove, chiamata “Il cambiamento”, ottiene un’attenzione pubblica sempre maggiore. I conflitti familiari, un tempo sopiti, riemergono con nuova forza mentre il paese vacilla sull’orlo del collasso. [sinossi]

Conosciamo l’autore polacco Jan Komasa per Corpus Christi, film presentato alle Giornate degli Autori veneziane nel 2019 e poi candidato all’Oscar come migliore film straniero, che lo segnalò fuori dalla patria dove è un cineasta popolare, sia per le sue opere autoriali sia per le serie televisive o i blockbuster. Corpus Christi è un film incentrato sulla finzione, nella messa in scena di un ex-detenuto che si finge prete, per far uscire la verità, i sentimenti reali. Ricorda un po’, in tal senso, Oltre il giardino, il celebre film di Hal Ashby con un gigantesco Peter Sellers, peraltro tratto da un romanzo di uno scrittore polacco, Jerzy Kosinski. Komasa ha poi diretto The Hater, un’impietosa descrizione di una società governata dai social media, territorio massimo della messa in scena, nella loro connessione con quella deriva del sistema democratico che riguarda molti paesi occidentali. La sparatoria di quel film, nella quale viene ucciso un candidato socialista, fa subito pensare alle facili uccisioni, per mano di esaltati, o fatti passare per tali, dal grilletto facile che fanno parte della storia della politica americana. Komasa prosegue il suo discorso proprio nel suo primo film hollywoodiano, Anniversary, prodotto dalla Liongate, con interpreti del calibro di Diane Lane e Kyle Chandler. Il film è stato selezionato in concorso e come film d’apertura, alla 41ª edizione del Warsaw Film Festival. Per Komasa si tratta del secondo film in lingua inglese dopo il britannico Good Boy prodotto da Jerzy Skolimowski.

Con Anniversary, Komasa prosegue il discorso sulla crisi delle democrazie partendo da ciò che è più sacro per la società americana, così come è sempre stato raccontato nelle serie televisive, ovvero la famiglia. Si celebra l’anniversario di matrimonio di una coppia di intellettuali, il 25°, con una grande festa all’aperto. La moglie, Ellen, è una docente universitaria dalle idee liberali. In quell’occasione il figlio presenta in famiglia la sua fidanzata, Liz. A Ellen sembra un volto noto e, da una ricerca, realizza che si tratta di una sua studentessa che professava idee estremamente radicali, di destra, a punto da essere espulsa dall’università. La giovane donna ha portato avanti le sue tesi in un pamphlet intitolato The Change, ed è diventata leader di un movimento che persegue una nuova America, anche bypassando le regole democratiche e abolendo i partiti politici. Un movimento sostenuto da alcune compagnie private come la Cumberland Company. Fin troppo facile il riferimento all’ideologia trumpiana (ma qui abbiamo una Trump in gonnella), e muskiana, e di riflesso alla Polonia governata fino al 2023 dalle forze nazional-conservatrici e sovraniste, a come questa sia cresciuta nel disprezzo di una classe intellettuale benestante sedicente progressista. Il film non lesina riferimenti a Mussolini, Bush e alla Hitlerjugend. Anche nelle sue opere precedenti Komasa è sempre stato diretto ed esplicito. Ciò che conta però è l’andamento drammaturgico, la capacità di far crescere la tensione al progredire della storia che va avanti a cadenza annuale, fino ad arrivare al 30° anniversario dei coniugi. Nel corso del tempo aumentano le bandiere americane in strada, bandiere in realtà leggermente diverse dal vessillo originale, così come le tensioni famigliari si acuiscono fino a degenerare. Anniversary ha la fattura del film che esplora il marcio che si annida dietro l’apparente serenità e il perbenismo della famiglia borghese. Potremmo usare come punto di riferimento Festen di Thomas Vinterberg. Ma il tutto si connota in un’atmosfera di decadenza e da declino dell’impero americano che sfocia in una fantapolitica in realtà tutt’altro che lontana da una situazione come quella attuale già di per sé grottesca.

La celebrazione di un dolcissimo amore, il profluvio di candele accese, e il nuovo amore di un’altra coppia, la generazione successiva, e una calma piatta come le acque del vicino lago, dove ci si tuffa o si va in canoa, o la tranquillità nelle passeggiate nei boschi, in paesaggi stucchevoli, ci portano in un’atmosfera cechoviana. Una vita famigliare osservata come i pesci dell’acquario di casa. Un mondo altoborghese che sembra vivere solo di feste e svaghi. Una quiete che, con sapienza drammaturgica, esplode in una tempesta. Komasa sa rimarcare, con il suo direttore della fotografia Piotr Sobocinski Jr., con una mdp agitata quei picchi di tensione. Tutto avviene all’interno dell’elegante magione dei protagonisti, nel susseguirsi delle ritualità borghesi d’obbligo, gli anniversari, il Natale. Gli affetti umani si ibridano con le ideologie politiche, ma l’amore è cieco così come la fede politica. E Komasa usa la metafora, ancora esplicita, del quadro Gli amanti di Magritte, che raffigura due innamorati incappucciati, situazione che riguarda i genitori del film. In questo modo chiarisce che il declino dei valori democratici, negli Stati Uniti come in Polonia o altrove, non sia leggibile semplicemente come effetto della bolla in cui una intellighenzia progressista si è rinchiusa, dalla quale non vede e non capisce la piega che sta prendendo la società. Al contrario le due generazioni, genitori e figli, liberali e trumpiani, sono strettamente imparentati, connessi. L’immagine finale del film è quella del quadretto famigliare appeso a una parete, una famiglia felice. Ma anche Shining, un film dell’orrore, finiva con la foto incorniciata di una festa appesa a un muro.

Info
Anniversary sul sito del Warsaw Film Festival.

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