Prendiamoci una pausa
di Christian Marazziti
A otto anni di distanza da Sconnessi Christian Marazziti torna alla regia con Prendiamoci una pausa, altra commedia corale che stavolta ruota interamente attorno alla crisi di coppia e ai suoi molteplici risvolti. Nonostante qualche battuta felice il film non riesce comunque a reggere il peso della propria ambizione, con un colpo di scena appiccicato con forza a una narrazione davvero troppo esile, e tenuta in piedi solo da alcune singole interpretazioni del folto cast.
Il mercoledì tocca allo stinco di maiale
Tre coppie di età diverse decidono di prendersi una “pausa di riflessione”. Per il quarantenne Fabrizio è un disastro emotivo che nasconde altro; per la sua compagna Valeria un’opportunità; per Valter, prossimo ai sessanta, è un inaccettabile torto impostogli dalla moglie Fiorella, con cui è sposato da trent’anni, mentre per lei è un’esigenza; per la diciannovenne Erica è un incidente di percorso; per il suo ragazzo Gabriel, conosciuto online, è uno scudo per nascondere la ricerca di se stesso. [sinossi]
Nell’arco di un decennio il cinema di Christian Marazziti ha mutato radicalmente veste, passando dall’impianto didattico/sociale che investiva il medical-thriller E-Bola (visto alla Festa del Cinema di Roma nel 2015, e a onor del vero ben presto finito nel dimenticatoio) alla commedia commerciale, genere affrontato senza particolari guizzi dapprima in Sconnessi (2018) e che ora si rinverdisce con l’arrivo in sala di Prendiamoci una pausa. Non è però cambiato in questo lasso di tempo un aspetto determinante delle sceneggiature dello stesso Marazziti, che ama intessere orditi che prevedono un buon numero di personaggi, esseri umani “costretti” al confronto inesausto con gli altri per cercare di comprendere vagamente se stessi e la propria intimità. È così anche in questa nuova sortita dietro la macchina da presa, che parte da un concetto basico – la crisi di coppia che si risolve con un generico “prendiamoci una pausa” – per lanciarsi nell’impresa di discettare d’amore, delle sue pene, della disperata necessità degli uomini e delle donne di cercarsi nell’altro da sé. Ecco quindi che Marazziti, qui accompagnato nella stesura dello script da Mauro Graiani e Gianni Corsi, parte da lontano, facendo principiare il suo film dal momento dell’innamoramento tra Valter e Fiorella, decenni prima dello svolgimento dell’azione. Si sa, il tempo ha un ruolo determinante nel più struggente dei sentimenti… Ma su questo aspetto sarà opportuno tornare più avanti. Sono per l’appunto trascorsi trent’anni e Valter e Fiorella hanno anche due figli; lui gestisce con grande passione un ristorante che annovera nella clientela fissa un avvocato di nome Gianni che a seconda del giorno della settimana porta a cena una delle sue tre amanti. C’è poi Fabrizio, un quarantenne non troppo maturo che non riesce mai a soddisfare completamente l’amata Valeria; e c’è Erica, diciannovenne che ha molti dubbi riguardo la propria sessualità che esplodono in maniera deflagrante nel momento in cui un coetaneo con cui si era lasciata andare a una festa – Gabriel – scompare dal nulla senza alcun motivo apparente.
A tirar le fila di questo esercito umano in crisi provvede una psicoterapeuta che riceve anche a distanza, e che è interpretata da una sulfurea Lucia Ocone, tra le migliori all’interno di un cast estremamente composito e per questo senza dubbio altalenante, ma che rappresenta in ogni caso l’elemento di collante per un’opera che altrimenti correrebbe il serio rischio di deragliare del tutto. Marazziti si impegna, ma la sua messa in scena è troppo didascalica e televisiva per tenere insieme un’ambizione sfrenata, che non si esaurisce nel tentativo magari goffo ma non privo di qualche spunto comico efficace di filosofeggiare sull’amore, sul suo senso, sulla natura stessa delle relazioni interpersonali – perfino quelle del tutto amicali; la vera mira del regista, e nonostante sia possibile rintracciare qualche indizio qua e là nel corso della narrazione la visione d’insieme viene precipitata addosso allo spettatore nel finale, senza alcun preavviso, è quella di imbastire una riflessione sull’aleatorietà del tempo, sull’illusione del divenire, sul “legame” tra le storie come qualcosa di assai più materiale del semplice tema complessivo. Un colpo di scena inavvertito ma soprattutto fine a se stesso, perché non riesce a mutare in alcun modo il senso della visione, o anche solo della lettura di ciò che ha preso corpo sullo schermo fino a quel momento. Che tutti i personaggi siano in realtà connessi tra loro – escamotage per di più affatto originale – è superfluo, perché tanto il racconto della coppia, della sua crisi e rigenerazione non cambia in alcun modo, né tale scoperta apre a scenari in grado di stupire. Ma si tratta in fin dei conti dell’esemplificazione di un cinema anodino, superficiale, semplicistico e mai davvero interessato a scavare nella società di cui si perita di parlare. E non riescono ad apparire in alcun modo salvifiche alcune ottime interpretazioni (Paolo Calabresi, Claudia Gerini, Alessandro Haber), perché si tratta solo di maschere che sanno come servire una battuta, ma non riescono mai davvero a diventare personaggi. Come capita avendo a che fare con molte commedie italiane contemporanee, l’unica è sapersi accontentare, se proprio si vuole.
Info
Prendiamoci una pausa, un trailer.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: Prendiamoci una pausa
- Paese/Anno: Italia, Polonia, Spagna | 2026
- Regia: Christian Marazziti
- Sceneggiatura: Christian Marazziti, Gianni Corsi, Mauro Graiani
- Fotografia: Fabrizio Lucci
- Montaggio: Luca Montanari
- Interpreti: Alessandro Egger, Alessandro Haber, Aurora Giovinazzo, Claudia Gerini, Daniela Poggi, Eleonora Puglia, Fabio Volo, Francesca Colasante, Gianluca Brundo, Ilenia Pastorelli, Jenny De Nucci, Julia Charlotte De Rossi, Lucia Ocone, Marcella Jo Pirillo, Marco Giallini, Massimiliano Vado, Milena Miconi, Paolo Calabresi, Pietro Romano, Rebecca Coco Edogamhe, Ricky Memphis, Sara Zanier, Saverio Raimondo, Simona Marchini
- Colonna sonora: Alessandro Bencini
- Produzione: Agresywna Banda, Camaleo Film, Eagle Pictures, Koboflopi
- Distribuzione: Eagle Pictures
- Durata: 103'
- Data di uscita: 15/01/2026



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