Venezia 2026

Venezia 2026

Venezia 2026 come oramai d’abitudine da alcuni anni svela il suo programma attraverso una conferenza stampa in streaming del Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e del Direttore Alberto Barbera: anche lo schema attraverso cui si articola la Mostra (giunta alla sua ottantatreesima edizione) segue una logica consolidata, dal concorso a Orizzonti, passando dai grandi nomi internazionali a una folta rappresentanza di titoli italiani.

A dodici mesi di distanza si torna sempre lì, com’è giusto che sia, al momento in cui Alberto Barbera – accompagnato come d’abitudine dal Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – incontra i giornalisti per svelare il programma della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che con Venezia 2026 tocca le ottantatré edizioni. Un rituale che riveste un ruolo di centrale importanza all’interno dell’estate cinefila, di fatto anticipando la chiusura dell’anno, e costringendo dunque un po’ tutti (appassionati, cultori della materia, addetti ai lavori) a fare i conti con lo stato della produzione cinematografica. Ed ecco che Venezia 2026 sciorina la consueta valanga di titoli, suddivisi tra lunghi e corti, serie, lavori di finzione e documentari, opere di realtà virtuale, senza per questo ovviamente dimenticare le conferenze stampa e i comunicati di programmazione che hanno di fatto svolto la funzione di avvicinamento al momento topico: si fa qui riferimento alla selezione di Venezia Classici, del concorso cortometraggi, della Settimana Internazionale della Critica, delle Giornate degli Autori. Com’è ovvio e naturale i bilanci si potranno davvero portare a compimento solo ed esclusivamente dopo aver visto i film presentati alla Mostra, ma a un primo sguardo non è difficile notare come Barbera punti una volta di più sulla solidità della proposta, come testimonia la struttura del programma, ma anche e soprattutto sulla voglia di allargare lo sguardo, tra un concorso con non pochi titoli inusuali e una lunghissima fila di documentari fuori competizione diretti da grandi autori del cinema internazionale (Wim Wenders, Sergei Loznitsa, Tsai Ming-liang, Amos Gitai ecc.). Com’era ampiamente prevedibile folta la pattuglia di produzioni italiane presente al Lido, con il ritorno a Venezia di un nome di primissimo piano quale quello di Nanni Moretti, che mancava dalla Mostra dai tempi di Palombella rossa – che nel 1989 venne presentato alla SIC tra mille polemiche -, e dal concorso addirittura da Sogni d’oro, che ottenne nel 1981 il Gran Premio della Giuria. Sarà nuova gloria? In attesa di scoprirlo difficile non nascondere particolare curiosità per alcuni dei titoli che irrobustiscono il programma di Venezia 2026: poi, come sempre, chi vivrà vedrà… [continua a leggere]

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Il sito ufficiale di Venezia 2026.

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