Ad appena un anno dall’originale ma incerto Io sono un po’ matto e tu? Dario D’Ambrosi si presenta nella sezione Special Screenings della Festa del Cinema di Roma 2025 con Il principe della follia, perseverando nella battaglia sociale che porta avanti da più di trent’anni. Leggi tutto
Pupi Avati firma con L'orto americano il suo quarantatreesimo lungometraggio cinematografico, e torna a guardare in direzione del cosiddetto "gotico padano": un film dell'orrore, dunque, che si muove in una dimensione ottundente, lirica e onirica. Leggi tutto
Prima manifestazione di vero cinepanettone, Vacanze di Natale ‘90 di Enrico Oldoini apre la strada alla deriva di un cinema comico italiano da consumare sotto le Feste all’insegna della grevità più conclamata. Col tempo sparirà anche qualsiasi preoccupazione stilistica. Leggi tutto
Tentativo di tornare al glorioso cinema italiano di genere, The Contract è un thriller psicologico e metafisico diretto da Massimo Paolucci che punta tutto su due grandi star americane come Kevin Spacey ed Eric Roberts. Un grande sforzo produttivo per un cinema classico. Leggi tutto
Diabolik – Ginko all'attacco segna il secondo capitolo cinematografico per la regia dei Manetti Bros. sulle avventure del celeberrimo criminale creato sessant'anni fa dalle sorelle Giussani. Non c'è più Luca Marinelli a incarnare il protagonista, che ora ha il volto di Giacomo Gianniotti. Leggi tutto
Il signor diavolo segna il ritorno di Pupi Avati al gotico padano a oltre venti anni di distanza da L'arcano incantatore; un viaggio alle radici del Male. Un'opera rarefatta, d'antan, che vive un tempo fuori dal tempo e ha il coraggio di scandagliare il rapporto tra fede e superstizione. Leggi tutto
Anche per Paolo Virzì con Notti magiche arriva il momento di lavare i panni sporchi in famiglia e fare un film sul cinema, e sul cinema italiano in particolare. Al di là delle vaghe velleità autoassolutorie un lavoro scritto senza verve, mal costruito, e privo di reali personaggi. Alla Festa di Roma. Leggi tutto
Almeno tu nell'universo guarda in modo spudorato a produzioni come Amore 14 e Tre metri sopra il cielo, ma rispetto ai film di Federico Moccia l'esordiente Andrea Biglione si distingue comunque per l'onestà di fondo, nonostante le evidenti debolezze strutturali. Leggi tutto








