Attraversato da evidenti striature del Michelangelo Antonioni di Blow-Up, il cinema di Tinto Brass si avvicina con Col cuore in gola alle astrazioni dell'Op Art: l'intrigo thriller è qui unicamente il grimaldello per scardinare le oziose abitudini della produzione industriale. Leggi tutto
Ultimo film di François Truffaut, Finalmente domenica! si diverte a rivisitare con consapevolezza critica il noir e la screwball comedy dell’età classica americana alla luce di riflessioni intime sulla giovinezza, l’incombere dell’età e l’effimero della vita. Leggi tutto
Ultimo titolo in concorso, Il dono più prezioso è la singolare incursione di Hazanavicius nel cinema d'animazione. Una fiaba nera che si immerge nella Seconda guerra mondiale, tra i boschi della Polonia, lungo il tragitto dei treni della morte. Leggi tutto
Il sorpasso è il film che per primo raffigura senza edulcorazioni lo schianto cui sta andando incontro l'Italia ancora presa dalla sbornia del boom economico. Una curva dopo l'altra, sempre più veloci, in una sfida contro il tempo che è sfida contro lo spazio sociale. Leggi tutto
Elegante, cupo e nichilista come pochi altri, Il grande silenzio di Sergio Corbucci è uno dei capolavori del western italiano e internazionale, collocato a uno splendido crocevia tra genere e scarto. Protagonisti, un inconsueto e ben intonato Jean-Louis Trintignant, e un Klaus Kinski più psicotico che mai. Leggi tutto
Tratto da un celebre romanzo di Fruttero&Lucentini, La donna della domenica di Luigi Comencini è un mix di giallo e commedia italiana di costume e caratteri, che riflette intorno all'esplosione dell'erotismo e della pornografia nella vita quotidiana dell'Italia del suo tempo. Leggi tutto
Adattando una sceneggiatura di Vincenzo Cerami, Gianni Amelio metteva in scena nel 1983 un conflitto padre/figlio in cui il senso di umanità si era dileguato per via del terrorismo. Proiettato in 35mm al Torino Film Festival, Colpire al cuore resta una delle più preziose testimonianze della tensione emotiva di quegli anni. Leggi tutto
Ettore Scola chiude gli anni Settanta con un ritratto livido, acido e disilluso della classe intellettuale romana, quella dei salotti borghesi. Un'opera di straordinaria attualità, anche a distanza di quasi quaranta anni dalla sua realizzazione. Leggi tutto








