Accordi e disaccordi
Il grande amore per il jazz, per il mondo ingenuo degli anni Trenta e Quaranta dove la musica, la radio, il cinema, l'arte offrivano conforto alla depressione e alla guerra. Tutto questo confluisce in Accordi e disaccordi, il 27° film di Woody Allen. Leggi tutto
Oh, Canada – I tradimenti
Con Oh, Canada - I tradimenti Paul Schrader si riunisce a Richard Gere per trasformare in immagini un romanzo di Russell Banks. Un lavoro mortuario sulla morale, la finzione dell'immagine, e l'impossibilità dell'umano di tramandare la lezione della vita attraverso l'insegnamento. Leggi tutto
Tape
Sempre sospinto dal demone della curiosità, della sperimentazione del linguaggio attraverso il mezzo cinematografico, nel 2001 Richard Linklater partecipa all'esperienza InDigEnt con Tape, ambientato in tempo reale all'interno di una stanza di motel, recitato da soli tre interpreti, e girato con una videocamera. Leggi tutto
Pulp Fiction
Nel maggio del 1994 Pulp Fiction, l'opera seconda di Quentin Tarantino, vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Mentre sta ritirando il premio, in risposta a una signora che in platea sta gridando alla vergogna, il regista statunitense mostra il dito medio. Un gesto che racchiude una rivoluzione cinematografica. Leggi tutto
Kill Bill Volume 2
Tornare a distanza di neanche un anno sul luogo del delitto permette a Quentin Tarantino di elaborare in modo ancora più sfaccettato il discorso sul cinema come arte cannibale che si nutre di sé. Se nel primo capitolo dominava l'omaggio all'Asia, Kill Bill Volume 2 prende di petto lo spaghetti-western. Leggi tutto
Kill Bill Volume 1
Kill Bill Volume 1 è l'omoteleuto imperativo con cui Quentin Tarantino entra nel Terzo Millennio, per ricordare agli spettatori che nell'impero dell'immagine sempre più ristretta il cinema può allargare lo sguardo, sconvolgerlo, e solo la non aderenza al genere ha la forza di agire in tal senso. Leggi tutto
La casa di Jack
La casa di Jack era il film-scandalo di Cannes già al momento del suo annuncio in selezione; lo era per il tema che affronta, lo era per il ritorno di Lars Von Trier sul "luogo del delitto" a sette anni di distanza da Melancholia. Colto, arguto, crudele, spietato e in grado una volta di più di scandagliare l'animo umano. Leggi tutto