Con le interpretazioni intense di Federico Cesari e Benedetta Porcaroli, Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, diretto da Giuseppe Piccioni, si distingue dai modelli biografici recenti, preferendo la misura intima a ogni monumentalità. Leggi tutto
A trent'anni dalla sua realizzazione La scuola resta, insieme a Il portaborse, l'opera più compiuta di Daniele Luchetti, che qui può contare su una base di partenza solida, vale a dire i testi di Domenico Starnone. Leggi tutto
Nell’affrontare la storia vera di un uomo che ha sacrificato la propria vita per salvarne un’altra, Il Nibbio di Alessandro Tonda si configura come abile film di genere senza mai farsi d’inchiesta, preferendo il ritratto nazional-popolare di un uomo, la commemorazione un eroe. Leggi tutto
L'ombra di Caravaggio non è solo quella che domina i suoi straordinari dipinti, ma anche l'oscuro emissario del Vaticano che indaga sulla sua condotta di vita. Michele Placido torna dopo sei anni alla regia con un biopic sui generis, studio sull'indissolubilità tra vita e arte, e tra "vero" e "rappresentato". Leggi tutto
Bianca è l'ossessione amorosa di Michele Apicella, e come lui insegna al liceo Marilyn Monroe, una struttura dove la matematica ha lo stesso peso del juke box. Ma Michele, che sa leggere nei numeri, non è in grado di trovare un proprio posto al mondo. Leggi tutto
Tentativo di recupero del cinema politico italiano anni Settanta alle soglie dei Novanta, Il muro di gomma di Marco Risi si addentra nel mistero della strage di Ustica con apprezzabile rigore d’inchiesta secondo una rilettura dimessa e sottovoce. Leggi tutto
Un buono spunto e uno sviluppo incerto, anche Io sono Tempesta di Daniele Luchetti cade nell'incancrenito problema della commedia italiana odierna. La vittima principale poi, è sempre quella: il grottesco, rimpianto e costantemente rimosso dal nostro cinema, anche quando sembra cercarlo. Leggi tutto
Provando a includere nell'usurato schema comico Nord/Sud anche la coabitazione tra italiani e arabi, Luca Miniero realizza con Non c'è più religione un film paternalista, maldestro e, soprattutto, mai divertente, ad eccezione di una fugace apparizione di Herlitzka. Leggi tutto








