FLCL – Furi Kuri

FLCL – Furi Kuri, un delirio sia narrativo che visivo. Un mix di rock, pop, punk, anime, manga, fantascienza, turbamenti giovanili, doppi sensi, animazione caricaturale, citazioni inaspettate, immagini reali, nostalgia, amore, cataclismi, varchi temporali, eroi spaziali.

Bernoccoli, ferri da stiro e mazze da baseball

Impossibile riassunto in poche, incomprensibili, righe: il giovane Naota, che ha una specie di storia con la stramba Mamimi, viene investito dalla rombante Vespa di Aruko, maliziosa e giovane donna, in realtà un alieno. Aruko diventerà la governante di Naota e il bernoccolo di Naota, spuntato dopo l’incidente, diventerà un robot, detto Televisotto o Sommo Kanti. Intanto, come ogni giorno, il ferro da stiro gigante domina la città dall’alto e la bella Mamimi è sempre sotto il solito ponte… [sinossi]

FLCL (Fury Kury) è una miniserie delirante, ma assolutamente coerente e coinvolgente nella sua, spesso inestricabile, follia. Firmata da quattro registi (Kazuya Tsurumaki, Masahiko Ōtsuka, Shoji Saeki e Takeshi Andō), FLCL è una produzione Gainax e Production I.G.: sei episodi destinati al mercato home video, realizzati da un cast tecnico-artistico di alto livello. Il character design è stato affidato al talentuoso e raffinato Yoshiyuki Sadamoto (Neon Genesis Evangelion, Il mistero della pietra azzurra, Le ali di Honneamise) e Tadashi Hiramatsu (Neon Genesis Evangelion) ha diretto l’animazione. La colonna sonora, sicuramente uno dei punti di forza, è opera dei Pillows (davvero bella, appropriata e trascinante la sigla finale Ride on shooting star) e di Shinkichi Mitsumune.

Il delirio di FLCL è sia narrativo che visivo: un mix di rock, pop, punk, anime, manga, fantascienza, turbamenti giovanili, doppi sensi, animazione caricaturale, citazioni inaspettate, immagini reali, nostalgia, amore, cataclismi, varchi temporali, eroi spaziali…
Nel corso dei sei imprevedibili episodi, nonostante la tendenza a un lento e forse inevitabile calo, si ha la possibilità di seguire una storia ricca di spunti e riflessioni. Oltre all’abile alchimia visiva, fatta di animazioni realistiche e curate che, in un batter di ciglia, si stropicciano, sconquassano e deformano fino al manga, passando per il deformed, FLCL riesce a delineare in modo encomiabile e probabilmente inaspettato caratteri e psicologie dei personaggi principali. Fury Kury è sotto sotto una riflessione agrodolce sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza: il giovane protagonista Naota Nandaba, non a caso un dodicenne, attraversa un po’ tutte le fasi della crescita (primi turbamenti, malinconia, conflitto con il padre, conoscenza di sé), raggiungendo episodio dopo episodio maggiore consapevolezza. Il Naota eroe non è altro che Naota ragazzo e non più bambino. E il suo tormentato e ambiguo rapporto con la strampalata diciassettenne Mamimi Samejima e con l’effervescente e scatenata aliena Aruko Haruhara è giocato, in superficie, sul piano della comicità e della demenzialità (sembra una versione aggiornata del triangolo amoroso Ataru Moroboshi/Shinobu/Lamù dell’indimenticabile serie Urusei Yatsura – Lamù), ma riesce a regalare reali momenti di romanticismo e tensione erotica. Dietro tutti i fuochi d’artificio di FLCL si trova, guardando bene, una vena di amarezza.

Il motore della demenzialità della serie è senza dubbio la punk-aliena-seduttrice Aruko Haruhara, ragazza diciannovenne che sfreccia per il mondo su una fiammante Vespa gialla e che affronta i nemici con una chitarra elettrica. Aruko spunta in qualsiasi momento (governante di Naota, infermiera della scuola, ecc.) e travolge i malcapitati personaggi, la struttura narrativa e persino lo stile dell’animazione. Aruko è il ciclone distruttivo, il terremoto ormonale di Naota, il volto perfetto per Ride on shooting star.
Nei sei episodi di FLCL si possono trovare deformazioni dei visi e dei corpi dei personaggi che ricordano Bill Plympton, citazioni di John Woo, della prima serie di Lupin (quella del 1971, detta della giacca verde) e della seconda (quella della giacca rossa), di South Park. Citazioni che sottolineano ancor di più la totale scioltezza espressiva e creativa dell’animazione, libera di seguire i salti mortali della sceneggiatura. Anche i personaggi, d’altronde, scherzano su questi tour de force grafici (“Torniamo un anime normale”).

Nonostante il Dipartimento d’Immigrazione Interstellare, il leggendario pirata spaziale Atomsk, i robot nemici, la gigantesca fabbrica a forma di ferro da stiro della Medical Meccanica, il robot Televisotto (o Sommo Kanti) che esce dal bernoccolo del protagonista e via discorrendo, FLCL (Fury Kury) racconta la vita di un ragazzo nella tranquilla cittadina di Mabase. Perché, in fondo, nonostante il fumo che esce ogni giorno alla stessa ora dal mastodontico ferro da stiro, “non c’è nulla di particolare, tutto è normale”. Perché anche ribattere un satellite bomba con una mazza da baseball non è poi così impossibile: la cosa veramente difficile è avere il coraggio di far roteare la mazza…

Info
La scheda di FLCL su AnimeNewsNetwork.
FLCL su mandman.com.
Il trailer di FLCL.
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