Kawaita hana – Fiore secco

Kawaita hana – Fiore secco

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Titolo chiave del cinema nipponico degli anni Sessanta e della filmografia di Masahiro Shinoda, interpretato magistralmente da un Ryō Ikebe già in stato di grazia, Fiore secco (Kawaita Hana, 1964) approda in dvd grazie alla RaroVideo. Edizione più che soddisfacente, tra gli extra una videointervista a Roberto Silvestri.

Muraki, affiliato della banda Fusada, esce di galera dopo aver scontato tre anni per aver ucciso un membro della banda rivale Yasuoka. La situazione è molto cambiata, tra le due bande è in atto una tregua; nel frattempo è comparsa una nuova organizzazione, la Imai di Osaka… [sinossi]

A far riemergere dalle ceneri della dimenticanza temporale una perla del cinema nipponico anni Sessanta come Fiore secco (Kawaita Hana, sarebbe più corretto parlare di fiore pallido) ci pensa come al solito il Gruppo Minerva RaroVideo che, grazie a una preziosissima edizione in home video della pellicola diretta nel 1964 dal maestro Masashiro Shinoda, regala al mercato nostrano un autentico pezzo da collezione da custodire gelosamente nella cineteca personale di qualsiasi cultore che si rispetti.

Interpretato magistralmente da un Ryō Ikebe già in stato di grazia e che il grande pubblico conoscerà qualche stagione dopo grazie alla serie cult de Il tatuaggio del drago o a Guerra spaziale del 1977, Fiore secco racconta la storia di Muraki, un gangster della yakuza che esce di prigione dopo aver scontato una condanna per omicidio. Ritrovando i vecchi compari malavitosi, fa la conoscenza di Saeko, una giovane ed energica ragazza altolocata in cerca di adrenalina. Diventerà il suo mentore, mentre cerca di adattarsi ai cambiamenti che la gang ha subito mentre lui era in prigione.
Fautore insieme a Nagisa Ōshima di quella che si può considerare a tutti gli effetti la Nouvelle Vague del Sol Levante, Shinoda ci trascina in un poetico bianco e nero dalle forti tinte noir che echeggia per precisione e chirurgia narrativa e registica alla poetica ozuniana (in particolare nella capacità di costruire quadri di straordinaria potenza e di rara bellezza), discostandosi di conseguenza dal formalismo di Kurosawa. Movimenti di macchina lenti e ridotti al minimo indispensabile, perfettamente funzionali allo script e a dialoghi asciutti e incisivi che tendono a esaltare al massimo le performance attoriali.

Il regista giapponese osserva il tutto con uno sguardo che sa essere tanto morboso quanto distaccato e freddo, a seconda delle dinamiche e degli snodi drammaturgici che la vicenda assume di volta in volta. Una storia, quella raccontata in Fiore secco, che nell’accodarsi a uno dei filoni tradizionali della cinematografia nipponica, ossia quello che sarà battezzato yakuza movie, si caratterizza per un aspro realismo che però non rifugge da abbandoni onirici che riportano alla mente il cinema di Jean Renoir e Alain Resnais. Un film che parla della dipendenza dal gioco d’azzardo e dell’incapacità di relazionarsi e abbandonarsi ai sentimenti, in una realtà squallida e asettica come quella delle bische e della sale da gioco, nelle quali anime spaesate vagano in cerca di una dose di adrenalina e rischio che dia loro la sensazione di essere ancora vivi, di poter respirare.

La RaroVideo, da parte sua, fa del suo meglio (e ci riesce) mettendo a disposizione della pellicola immagini nitide prive di qualsiasi imperfezione e un audio di spessore e assoluta presenza, ben distribuito grazie a una buona equalizzazione del suono. Pochi ma interessantissimi gli extra proposti, che oltre a mettere a disposizione dello spettatore un intenso trailer originale propone una video intervista a Roberto Silvestri di 14 minuti circa, nella quale il noto critico e giornalista snocciola e affronta le tematiche e i punti forti dell’opera.

Info
Il trailer originale di Fiore secco.
La scheda di Fiore secco sul sito della RaroVideo.
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