Sexxx

Presentato alla sezione Festa mobile – Palcoscenico del Torino Film Festival, Sexxx è l’ultimo lavoro di Davide Ferrario, che ripropone lo spettacolo di danza dallo stesso titolo del coreografo Matteo Levaggi. Ferrario torna a interessarsi, a distanza di sedici anni da Guardami, della rappresentazione artistica della sessualità e della distanza che può intercorrere tra l’oggetto e la sua raffigurazione.

E tu e noi e lei fra noi

Ferrario parte dall’omonimo spettacolo ideato dall’eclettico coreografo Matteo Levaggi, andato in scena nel 2013 alla Lavanderia a Vapore di Collegno e al Teatro Elfo Puccini di Milano, incentrato sul corpo, il sesso, i limiti e le pulsioni fisiche. Il regista lo trasforma in un film che non è semplice documentazione del balletto, ma diventa a sua volta una sinuosa, incalzante riflessione sul corpo e sullo sguardo. [sinossi]

Va anzitutto fatta una doverosa premessa sul teatro filmato in un’epoca in cui i cinema promettono di portarti alla prima della Scala o di un altro teatro glamour, nello splendore del 3D. Le riprese, televisive o cinematografiche, non possono che depotenziare, raffreddare l’effetto di una forma di rappresentazione che trae la sua ragion d’essere nel contatto diretto, dal vivo, con gli spettatori. Il teatro poi è una forma d’arte ancora non riproducibile, ogni replica è diversa dall’altra. È il suo specifico e il suo bello. Il linguaggio del cinema inoltre si fonda sul montaggio e quello che vediamo in un teatro filmato è una scelta del regista di farci vedere ora un primo piano di un personaggio, ora un totale della scena, ora un close-up del volto di quell’altro personaggio. Vero che anche lo spettatore in sala effettua un suo montaggio mentale, focalizzando lo sguardo sui punti che ritiene importanti. Il limite della ripresa cinematografica sta quindi dell’imposizione dell’arbitrio della visione del regista rispetto alla libertà dello spettatore in sala. Il teatro filmato è quindi altra cosa, comunque una mediazione rispetto al teatro dal vivo, espressione che suona come tautologia. Riflessione questa che si intende estesa a ogni forma di rappresentazione teatrale, prosa, lirica, danza.
Ferrario appare perfettamente consapevole di questi limiti del mezzo cinematografico che cerca di trasformare in virtù. Se in Guardami la riflessione poteva essere sulla mancanza assoluta di erotismo nella routine del set di un film porno, sulla differenza tra l’immagine erotica e il suo profilmico dominato da un clima da catena di montaggio, in Sexxx il discorso si fa più complesso e diversificato, coinvolgendo vari approcci e diverse forme d’arte. La prima scelta fondamentale del regista è quella di riprendere le prove dello spettacolo, senza pubblico quindi e documentando alcune parti del backstage, il training, il trucco, alcune domande motivazionali che il coreografo pone ai suoi danzatori. E la mdp di Ferrario riesce a restituire la dimensione assolutamente conturbante, baccanalesca dello spettacolo. Danzatori e danzatrici dal corpo scultoreo, nudi con solo un perizoma color pelle su cui è disegnata una striscetta nera in corrispondenza dei genitali. Interpretabile come la pecetta di censura di una volta o come richiamo al pube, sulla cui funzione di attrazione sessuale si sprecano studi antropologici, vedi La scimmia nuda di Desmond Morris. I passi e i movimenti di danza evocano atti sessuali variamente combinati, triangoli, orge, intese corporee, promiscuità. La mdp di Ferrario accarezza questi corpi in un tripudio di sensualità e carnalità. E li riprende a volte secondo originali prospettive come quando mette in primo piano le loro scarpe tolte lasciando nello sfondo sfuocato i corpi.

Ferrario si pone l’ambizioso scopo di una riflessione sull’erotismo e sulla sua possibile rappresentazione in diverse forme artistiche. Si comincia con la pittura classica e con la ripresa dell’opera Susanna e i vecchioni del Tintoretto. Ancora una volta consapevole della distanza e delle relazioni tra cinema e arti figurative, il regista propone prima una serie di close-up, di dettagli funzionali a ricostruire la narrazione sottesa dal quadro – l’arbitrio del regista che impone i particolari su cui focalizzarsi, cosa che dovrebbe essere soggettiva e diversa per ogni persona che osserva il quadro. Segue poi comunque il totale del dipinto e poi ancora una prospettiva più allargata, quella del museo con le sale e i quadri esposti e la massa di visitatori. Si passa poi a una carrellata di nudi nella pittura classica, tra i quali spicca Diana e Callisto di Palma il Vecchio: un tripudio di nudità femminili. La lascivia, la voluttà come è stata espressa dall’arte classica. Questo incipit è una delle varie digressioni con cui Ferrario inframmezza la danza. Ce ne sarà una autocitativa di Guardami con scene da un sex show di una fiera del sesso e con il set di un film a luci rosse. Poi un altro momento di erotismo stavolta patinatissimo, dolcegabbanesco e in bianco e nero. Tra le varie declinazioni della raffigurazione del sesso c’è anche quella povera e banale di massa a cui peraltro Ferrario relega il product placement che deve evidentemente assolvere. La ragazza distesa sul letto in atteggiamento lubrico esibisce improvvisamente una lattina della versione sabauda della Coca Cola, tormentone dei frequentatori del Torino Film Festival. Si finisce con l’erotismo meno scontato. Due corpi nudi di vecchi che Ferrario scruta a distanza ravvicinata: i nei, le rughe compongono come dei disegni di un quadro astratto. I corpi sgraziati, sfatti, poi in totale seguendo la stessa progressione iniziale, si fanno arte con la fotografia.
Tutta questa consapevolezza, tutti questi accorgimenti si rivelano però dei palliativi atti ad arricchire un po’ quello che di fatto Sexxx non può che essere in definitiva, cioè teatro filmato con tutti gli inevitabili limiti di cui sopra. Limiti che si fanno sentire in modo pesante. La danza risulta alla fine estenuante e noiosa, pur in un film che non supera l’ora e mezza. Non sarebbe così probabilmente nello spettacolo dal vivo, con il suo maggior coinvolgimento e con la tensione continua che si creerebbe con il pubblico.

Info
Il trailer di Sexxx.
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