The Devil’s Candy

The Devil’s Candy

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Alla sua opera seconda dopo l’oramai datato The Loved Ones (2009), il cineasta australiano Sean Byrne pesca quella che potrebbe essere una carta finalmente vincente. The Devil’s Candy è un horror perfettamente calibrato, sia nella scrittura che nella messa in scena, impreziosito da un ottimo cast: un vigoroso prodotto medio che gioca con l’heavy metal e il maligno. Quasi naturale ritrovarlo nel grandguignolesco listino di Midnight Factory, nella consueta limited edition in blu-ray con booklet nocturniano.

Jesse, un pittore tormentato da conflitti interiori, la giovane moglie Astrid e la figlia Zooey comprano la casa dei loro sogni, il cui prezzo è sceso a seguito dell’oscuro passato che avvolge la proprietà. La loro vita inizia a complicarsi quando i quadri di Jesse assumono un aspetto demoniaco e lui comincia a sussurrare con la voce del diavolo. Nel frattempo Ray, il figlio disturbato dei vecchi proprietari, sviluppa un’ossessione per Zooey, dopo essere comparso sulla soglia di casa chiedendo di ritornarvi. Appare subito evidente che Ray e Jesse sono entrambi posseduti dalle medesime forze oscure e che la famiglia di Jesse non è al sicuro né da Ray né dal diavolo stesso… [sinossi]

Tra le pieghe della sceneggiatura scritta da Sean Byrne, sorretta da una messa in scena giudiziosa e tecnicamente impeccabile, serpeggia una costante inquietudine orrorifica. No, non si salta sulla poltrona con The Devil’s Candy. Non si muore di paura. Si è però avvolti – un po’ coccolati e un po’ avvinghiati – in un racconto che riesce a evocare con estrema naturalezza il maligno, le fiamme infernali, quel Male che è così distante dal sorriso materno di Astrid (Shiri Appleby), dagli occhi belli di Zooey (Kiara Glasco), dal calore paterno di Jesse (Ethan Embry, in formissima).
Alla sua opera seconda dopo l’oramai datato The Loved Ones (2009), il cineasta australiano Sean Byrne pesca quella che – speriamo – potrebbe essere una carta vincente. In una fase del genere horror che gira spesso intorno ai rapporti madre/figlio, facendo esplodere o implodere malcapitate famiglie (o quel che ne rimane), Byrne sembra volgere lo sguardo indietro, a una narrazione anni Ottanta/Novanta, rifacendosi a un approccio narrativo più family friendly. Un horror per tutti, verrebbe da dire, ma non privo di vampate demoniache.

All’interno di questa solida impalcatura narrativa e visiva si muove un più che convincente quartetto di protagonisti: i tre componenti della famiglia Hellman, capitanata da Jesse/Embry, e lo sfortunato Ray Smilie, personaggio che permette a Pruitt Taylor Vince di mettere a frutto la sua abbondante presenza scenica e il peculiare nistagmo optocinetico – si veda l’ottimo incipit, con la strenua battaglia tra Smilie, armato solo delle sue schitarrate heavy metal, e l’arrembante presenza demoniaca. Gli occhi di Ray, i capelli metal di Zooey e Jesse e i quadri via via più demoniaci sono abbondantemente immersi nelle sonorità dei Sunn O))), dei Metallica, di PJ Harvey, degli Slayer…

La limited edition blu-ray di The Devil’s Candy è perfettamente in linea con gli altri titoli di Midnight Factory & Koch Media. Il package è ben curato (anche l’occhio vuole la sua parte…) e le caratteristiche tecniche audio e video non tradiscono le attese. Tra gli extra all’interno del disco troviamo solo il trailer, ma è il booklet curato da Pulici e Gomarasca di Nocturno a rappresentare un apprezzabilissimo plus valore. Un’agile lettura che suggerisce collegamenti cinefili, offre letture critiche, regala aneddoti gustosi, invoglia al pronto recupero dello slasher The Loved Ones e che riesce a spiegare le difficoltà, tra attese e delusioni, di un regista a Hollywood. Si consiglia di leggere il booklet dopo la visione di The Devil’s Candy e, come sempre, di gustare il film in versione originale. E, dopo, un bel disco degli Slayer e una serie di up & down di headbanging.

Info
Il trailer di The Devil’s Candy.
La scheda di The Devil’s Candy sul sito di Midnight Factory.
The Devil’s Candy sul canale YouTube Movies.
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