The Furnace

The Furnace

di

Diretto da Roderick MacKay e sostenuto da un cast impeccabile, The Furnace è un western dai riflessi storico-politici immerso nell’Outback. Stratificato e coinvolgente, il film di MacKay riporta a galla storie dimenticate dagli aussie e si prefigge il dichiarato obbiettivo di stimolare l’inclusività del popolo australiano – in questo eastern gli eroi sono afghani, persiani, indù, sikh, aborigeni… Un’opera prima con parecchia carne al fuoco e la conferma che l’Australia è terreno fertile per il morente ma mai defunto cinema western.

Uomo bianco, va’ col tuo dio!

1897, Australia occidentale. Per sfuggire a una dura esistenza e tornare a casa, un giovane cammelliere afgano fa coppia con un misterioso bushman in fuga con due lingotti d’oro da una dozzina di chili con il marchio della corona. L’improbabile coppia deve battere uno zelante sergente di polizia e i suoi uomini nella corsa per raggiungere una fornace segreta: l’unico posto in cui possono manipolare in sicurezza i lingotti rimuovendo il marchio della corona. Il film è un’improbabile storia di eroi che si muovono tra avidità e ricerca della propria identità in una nuova terra. L’opera fa luce sulla storia dimenticata dei cammellieri Ghan australiani: prevalentemente musulmani e sikh provenienti da India, Afghanistan e Persia, essi esplorarono l’interno desertico del paese, stringendo così dei legami unici con gli aborigeni locali… [sinossi]
The Furnace è una rivisitazione della mitologia di frontiera
che tesse questa storia dimenticata nell’arazzo dell’Outback.
La mia speranza è che il film generi
un senso di identità australiano più inclusivo.
– Roderick MacKay

Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 2020, The Furnace è un western capovolto, un eastern australiano che ripercorre, scrivendole in un’ottica storica e dichiaratamente inclusiva, le vicissitudini del popolo altro: non solo gli aborigeni, cuore pulsante del western australiano contemporaneo (in una fase simile al western politico statunitense degli anni Settanta), ma anche e soprattutto i tanti afghani, indiani e persiani che hanno alimentato coi loro cammelli l’esplorazione dei territori interni e il commercio.

«Oggi l’Australia ha il più alto numero di cammelli selvaggi». Parte da questa curiosità MacKay, per allargare prontamente lo sguardo e immergere personaggi e spettatori in un’avventura dalla struttura classica ma dai riflessi politici e contemporanei. In formato panoramico, cadenzato da esplosioni di violenza (MacKay si destreggia bene tra ritmo contemplativo e sparatorie o scontri all’arma bianca), The Furnace è un viaggio iniziatico attraverso l’Outback, un coming of age spirituale, culturale e politico – la corruzione del Capitale da una parte, la (r)esistenza aborigena dall’altra.

Il cuore rosso dell’Australia diventa teatro della rinascita del protagonista, ma anche del riscatto dei cammellieri islamici, indù e sikh: in questo senso, l’afflato didascalico di The Furnace non eccede mai, trovando calibrate traiettorie per tutti i personaggi, villain compresi. Sulla scia dei vari Sweet Country, The Nightingale o Goldstone, il film di MacKay prosegue un discorso centrale per il presente e il futuro dell’Australia, che passa anche attraverso quella che lo stesso regista e sceneggiatore definisce «una rivisitazione della mitologia di frontiera che tesse questa storia dimenticata nell’arazzo dell’Outback». Un nuovo mito della Frontiera come veicolo per una generale e fertile consapevolezza.

The Furnace è un western di datteri e sepolture: ognuno col suo dio e le sue tradizioni, aspetto affrontato da MacKay senza inutili sottolineature, inserito con estrema coerenza in quello che è un arazzo non solo paesaggistico, ma anche umano, religioso e narrativo. Un buddy movie che discende da Peter B. Kyne e John Huston e che riesce a guardare da diverse angolazioni alla figura paterna, ai buoni e cattivi maestri. Un film che ragiona anche sulle piccole, perfino impercettibili (si veda il rapporto tra Riley e Jimmy/Zhai Mei), forme di coesistenza.

Info
La scheda di The Furnace sul sito di Venezia 2020.
Una clip tratta da The Furnace.

  • the-furnace-2020-Roderick-MacKay-01.jpg
  • the-furnace-2020-Roderick-MacKay-02.jpg
  • the-furnace-2020-Roderick-MacKay-03.jpg
  • the-furnace-2020-Roderick-MacKay-04.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Venezia 2020

    Primo festival di massa a svolgersi in presenza, Venezia 2020 ha su di sé gli occhi di tutto il mondo cinematografico. In un programma inevitabilmente rivisto può forse trovare spazio, dopo anni, la ricerca di film al di fuori dagli schemi precostituiti e predigeriti.
  • Venezia 2020

    Venezia 2020 – Minuto per minuto

    La Mostra di Venezia 2020 non assomiglierà a nessun'altra, anche se avremmo fatto volentieri a meno di questa unicità. Come che sia non è un buon motivo per rinunciare al Minuto per minuto, cronaca festivaliera dal Lido con aggiornamenti quotidiani, a qualsiasi ora del giorno.
  • Venezia 2018

    The Nightingale RecensioneThe Nightingale

    di The Nightingale è un’opera programmaticamente priva di equilibrio, a tratti quasi randomica, sotto shock come la sua protagonista. Un revenge movie che si inabissa in una terra ostile, in un contesto storico incivile, brutale, tremendamente maschilista e classista, razzista.
  • Venezia 2017

    Sweet Country

    di Prosegue il racconto del regista e direttore della fotografia Warwick Thornton sulla condizione passata e presente degli aborigeni australiani. Questa volta, con il western Sweet Country, presentato in concorso a Venezia 2017.
  • Roma 2016

    Goldstone

    di Ivan Sen dirige un western contemporaneo nelle zone desertiche dell'Australia, tra traffico di prostitute cinesi, diritti negati agli aborigeni e corruzione dilagante. Alla Festa di Roma 2016.
  • Venezia 2021

    Old Henry RecensioneOld Henry

    di Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2021, Old Henry di Potsy Ponciroli è un solido western crepuscolare che mescola un po' le carte della mitologia del selvaggio West. Una pellicola indipendente con un pregevole cast, in primis Tim Blake Nelson.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento