I Can’t Stop Biting You
di Mamoru Oshii
Presentato nella sezione Limelight dell’International Film Festival Rotterdam 2023, I Can’t Stop Biting You è un film live action di Mamoru Oshii, adattamento dalla sua stessa serie anime Vlad Love, dove il mito del vampiro è trasferito nella tipica ambientazione di un college femminile giapponese.
Buon sangue non menta
Quattro studentesse di college hanno fondato un club di donatrici del sangue, ossessionate come sono dal farsi prelevare sacche ematiche. Si imbattono in una bella ragazza dai lineamenti occidentali, Mai Vlad Transylvania, che si rivela una vampira che preferisce non azzannare gli esseri umani. [sinossi]
Non ci sono più i vampiri di una volta. Già dagli anni Novanta il mito di Dracula cominciava a scricchiolare con vampiri etici che non mordevano vittime umane, come in Intervista col vampiro, dove Brad Pitt si nutre solo di sangue di animali, o Amore all’ultimo morso, in cui la vampira morde solo i criminali. Si passa poi per i vampiri hipster vegetariani di Twilight. Tutta roba da far rivoltare nella tomba il Conte, in fondo lui può farlo. Ultima rilettura e decostruzione del mito del vampiro è fornita dal visionario animatore e filmmaker Mamoru Oshii, con I Can’t Stop Biting You (il titolo originale è traslitterato come Chii Tomodachi), presentato nella sezione Limelight dell’IFFR 2023 e poco dopo uscito nelle sale giapponesi. Oshii realizza con questo film la versione live action della sua serie anime del 2020, Vlad Love, che segnava peraltro il ritorno dell’autore alla serialità televisiva cui non si era più dedicato fin dai tempi di Lamù. La giovane vampiressa protagonista, dal significativo nome di Mai Vlad Transylvania, piomba nel classico mondo delle teenager liceali nipponiche. Riesce a sostentarsi, senza mordere nessuno, perché le sue nuove amiche trafugano sacche ematiche prelevate da donatori di sangue. In realtà non è la prima volta che Mamoru Oshii cerca di dare nuova linfa ai vampiri. Per Blood: The Last Vampire, del 2000, con la regia di Hiroyuki Kitakubo, Oshii aveva ideato l’iniziale concept e la storia originale e poi svolto il ruolo di produttore esecutivo. Si trattava di un’opera cupa, con dei vampiri alquanto mostruosi, con risvolti politici, ambientata in una base americana negli anni Sessanta mentre imperversava la guerra in Vietnam. Anche qui una ragazza con la tipica blusa delle liceali giapponesi, ma in questo caso un’eroina ammazzavampiri. Ma qualcosa di quell’opera torna, come l’ambulatorio con le bocce di sangue e il personaggio di un’infermiera.
Proprio all’infermiera, pazza, di I Can’t Stop Biting You spetta la decostruzione del mito, dopo che è diventata complice delle ragazze e ne approfitta per studiare la giovane vampira. Scoprendo che tanto i crocifissi quanto l’aglio le fanno un baffo, contrariamente a quello che vuole la leggenda, mentre effettivamente la sua immagine non si riflette allo specchio né può essere catturata da un apparecchio fotografico. Mai Vlad si procurerà un grande scatolone, versione geometrica asettica della tradizionale bara. Il mondo delle protagoniste, la loro stanza per studentesse, abbonda dei tradizionali simboli dei teenager giapponesi, dai poster alle patatine e ai KitKat. Sono brave ragazze, dedite anche ossessivamente alla donazione di sangue per cui hanno fondato un club e portano il distintivo della Croce Rossa cucito sulle maniche delle loro bluse. Mamoru Oshii poi elimina qualsiasi componente erotica, un ingrediente fondamentale del mito classico del vampiro, nonostante l’ambientazione potesse prestarsi in tal senso. Rimane l’infermiera pazza e patetica a cimentarsi in una citazione “da quel film” mentre accavalla le gambe, alludendo ovviamente a Basic Istinct. Oshii in qualche modo sembra essere fermo a un’epoca ancora d’oro del cinema hollywoodiano, quando lui stesso usciva con le sue pietre miliari, come Ghost in the Shell.
Il passaggio al live action, per la storia di Vlad Love, non è definito, come non lo è mai per Oshii che ha sempre fatto ricerca di linguaggi ibridi. E qui abbiamo tutta la parte di flashback della ragazza vampira dove gli sfondi sono come pittorici, dipinti. I Can’t Stop Biting You funziona come una scanzonata bizzarria, che mette in scena la vampiressa che vola sui tetti della città con un ombrello, oppure sfodera scenografie scombinate come l’ambulatorio dove si trovano scheletri vestiti, peluche, e pupazzi di neve. E tra le bocce di sangue si scopre anche quello invecchiato, di Gengis Khan e di Rasputin. Alla fine, anche la tentazione al morso per la vampira protagonista si risolve con una gag. In definitiva I Can’t Stop Biting You è riconducibile alla storia in cui un gruppo di bambini o ragazzi, accoglie una creatura misteriosa nascondendola al mondo. Dalla sua il film sfoggia qualche tocco poetico, il brano di Strauss Il bel Danubio blu, e il tema del linguaggio – la vampira parla contemporaneamente in inglese e giapponese – caro a Oshii che è stato capace di realizzare un film parlato in polacco come Avalon. Qualche accenno di critica sociale, nel delineare un’istituzione scolastica rigida e nel tormentone di chiamare, oltre alle forze dell’ordine, il corpo di autodifesa, l’esercito nipponico. Nonostante tutti questi elementi, I Can’t Stop Biting You rimane un’operina graziosa quanto minore nella filmografia di un autore che ha saputo realizzare opere seminali.
Info
I Can’t Stop Biting You sul sito di Rotterdam.
- Genere: commedia, fantasy, horror, teen movie
- Titolo originale: Chii Tomodachi
- Paese/Anno: Giappone | 2022
- Regia: Mamoru Oshii
- Sceneggiatura: Mamoru Oshii
- Interpreti: Erika Karata, Ichiza Osaki, Mikoto Hibi, Nazuki Amano, Nina Hillman, Rena Matsui, Tamami Matsumoto, Toshio Kakei, Toshio Suzuki
- Produzione: Film "Blood Friends" Production Committee, Production I.G
- Durata: 80'


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