One Night Only – Quando tutto è possibile
di Will Gluck
Esempio di rom-com americana al contempo classica e parodica che celebra modalità cinematografiche anni Novanta/inizio Duemila, One Night Only – Quando tutto è possibile di Will Gluck si prende sul serio e altrettanto scherza sugli schemi della commedia sentimentale, prendendo le mosse da una premessa narrativa surreale e lievemente distopica che ragiona in modo tenue sulle derive neo-conservatrici del mondo occidentale. Niente di trascendentale, ma anche schietta rivisitazione di un genere, un tempo di grande successo, che attualmente sembra in via di sparizione dagli schermi. Con Callum Turner e Monica Barbaro, coppia di protagonisti affiatati e divertiti.
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Negli Stati Uniti un “decreto” ha sancito il divieto del sesso prematrimoniale, instaurando un avveniristico sistema di controllo sociale a distanza e concedendo una deroga generale soltanto per una notte ogni anno. Nella fatidica notte di libertà il pizzaiolo Owen, fidanzato ma non ancora sposato, viene mollato dalla sua ragazza, mentre la single Allie, cantante per jingle pubblicitari che teme di esibirsi in pubblico, si mette in cerca del suo cavaliere senza troppo successo. Più volte i due s’incontrano per caso, in mezzo a mille peripezie che sembrano spingerli a passare la nottata insieme. [sinossi]
Rom-com, questa sconosciuta. Non c’è rimasto poi molto di romantico nel cinema statunitense degli ultimi anni, quantomeno in quello che arriva in sala senza insabbiarsi subito nel mondo delle piattaforme. One Night Only (Will Gluck, 2026) ha un netto sapore anni Novanta, e qualche omaggio dichiarato agli Ottanta – nel cast d’attori fa capolino pure Molly Ringwald in un ruolo secondario, insieme a nientemeno che LeVar Burton, che interpretò, fra le altre cose, il Kunta Kinte ragazzo del televisivo Radici (1977) ed entrò poi a far parte di Star Trek. Della rom-com classica il film di Gluck conserva anche la rilettura greve, divertente e scanzonata che si era affermata nei Nineties tramite l’epocale Tutti pazzi per Mary (Peter e Bobby Farrelly, 1998), che si proponeva al contempo come parodia e aggiornamento dei canoni espressivi romantici, e che dette vita a tutto un filone di epigoni dove la scatologia faceva il paio con i palpiti d’amore, presi un po’ in giro e rivalidati in un’unica soluzione. In tale direzione la premessa narrativa di One Night Only contiene in sé, del resto, già un focus fortemente esplicito, che utilizza il surreale e il fantastico come principale motore. Si ipotizza infatti che negli Stati Uniti, tramite un fantomatico “decreto”, sia stato vietato il sesso prematrimoniale con avveniristici strumenti di controllo sociale (un tatuaggio sul braccio che cambia di colore), e che soltanto una notte all’anno sia possibile consumare rapporti non siglati dalle nozze. È una sorta di Carnevale liberatorio, in cui la popolazione si dà alla pazza gioia con la spada di Damocle sulla testa di un tempo fortemente limitato, che alimenta entusiasmi ma anche sentimenti ansiogeni. Giusto qualche ora di libertà, per ritornare poi ad attendere fino all’anno successivo. O magari convincersi a sposarsi, sperando che la coppia non abbia mai a incontrare qualche periodo di crisi. One Night Only si nutre dunque di uno spunto narrativo che subito apre verso una comicità surreale in cui a regnare è la ricerca affannata del sesso. A sbizzarrirsi in facili e immediate letture socio-politiche, il film di Gluck spalancherebbe un notevole varco. Venuti da anni di potenti ondate neo-conservatrici, gli Stati Uniti (ma anche gran parte dell’Europa) suggeriscono distopie in favore di patria e famiglia, e magari ad animare Gluck e il suo sceneggiatore Travis Braun è intervenuta l’aria del tempo, da riconvertire in materia di una scherzosa commedia romantica. D’altra parte, in mezzo alle mille peripezie dei protagonisti Allie e Owen, ogni tanto si fa pure fatica a orientarsi fra progressismo e reazionarietà. La libertà sessuale è una conquista, ma c’è ancora posto per l’amore romantico? E l’amore romantico è progresso o reazione? È un po’ la stessa domanda che il film sembra porsi implicitamente rispetto allo stato attuale del cinema americano di consumo. One Night Only sembra star lì a rivendicare una propria posizione, il posto di un intero genere cinematografico perlopiù rimosso dai radar della produzione odierna. E lo dimostra anche il destino del film nei circuiti italiani. Fino a non troppi anni fa il film avrebbe avuto probabilmente un’ampia distribuzione con garanzia di sicuri incassi, magari non stratosferici ma comunque soddisfacenti, da perfetta produzione media e mainstream. A fine agosto 2026, invece, il film di Gluck va ricercato con il lumicino in spettacoli unici o quasi nell’intera giornata, e a orari non esattamente favorevoli per il grande pubblico, nonostante l’alto numero di schermi sui quali è programmato.
Il mondo cambia, il cinema cambia, i gusti del pubblico e i modi di fruizione pure. E in mezzo è passato quello spartiacque drammaticamente epocale della pandemia, che ha lasciato molti segni in ogni ambito dell’esistenza umana, ivi compresa l’arte del cinema. Secondo tale linea di ragionamento, un film di gusto corrente come One Night Only rischia di trasformarsi inaspettatamente in occasione di resistenza cinematografica. Ciò detto, è anche un buon film One Night Only? È un film di medio gusto, quasi mediocre, medio in tutto, non fosse che per l’idea surreale intorno al quale è costruito. È mediamente divertente, intrattiene per 102 minuti piazzando qualche bella risata e qualche momento di credibile romanticismo. Gran parte del merito va ai due protagonisti, Callum Turner e Monica Barbaro (attrice da seguire: di recente si è vista in A Complete Unknown nei panni di Joan Baez, e in Crime 101), carini, bravini, affiatati, convocati a riempire una nottata di scorribande di cui si conosce a menadito svolgimento e (ça va sans dire) conclusione. È abbastanza inconsueto semmai l’uso della musica, con belle canzoni intra- ed extradiegetiche (incluso un brano dei New Radicals, primo loro singolo inedito dopo quasi trent’anni) chiamate ad allentare di tanto in tanto il ritmo narrativo e talvolta utilizzate come ulteriore elemento di comicità – Allie è una cantante di jingle pubblicitari che ha paura di esibirsi in pubblico, e qua e là sembra di rivedere da lontanissimo la Sharon di Paola Cortellesi alle prese con “Magica Trippy” nell’epoca d’oro della Gialappa’s Band. Rispetto agli anni scatenati dei fratelli Farrelly e compari è comunque assai più allentata l’aggressività dei momenti comici. Sulla grevità più conclamata sembra esser passata sopra una robusta spolverata all’insegna del cinema dei bollini d’avvertimento per i contenuti cosiddetti sensibili. L’unica notte annuale di libertà sessuale innesca certo una serie infinita di equivoci e paradossi, ma non vi è mai vera ed evidente adesione alla volgarità demenziale – al netto di qualche tenue trovata su guanti di plastica e pluriball, con qualche risonanza da Una pallottola spuntata (David Zucker, 1988).Si dà maggiore priorità alla velocità del racconto, allo scoppiettio della gag fisica e visiva, al dialogo brillante, alle sfumature del corteggiamento nei momenti in cui il film si concede qualche pausa di distensione. E intanto si vedono passare ologrammi di Meg Ryan, Cameron Diaz, Ben Stiller, Jennifer Aniston, qualche flash di Drew Barrymore, Hugh Grant, Julia Roberts, Jennifer Garner… Si potrebbe anche andare più indietro nel tempo, ché la tradizione dellarom-com americana risale ai primi decenni del Novecento. Ma l’orizzonte di riferimento per Will Gluck sta più negli anni Novanta e primi Duemila che altrove. Sono trascorsi un paio di decenni, circa un quarto di secolo. One Night Only cerca di rispondere al bisogno (o meglio, cerca di contribuire a ricrearlo) di un cinema che, quando entri in sala, sai esattamente che cosa vedi, dal primo all’ultimo minuto. La quiete del già noto, per staccare e riprendere fiato. Ossigeno per le sale cinematografiche, in altri tempi. Adesso è quasi roba per pochi, parrebbe.
Info
Il trailer di One Night Only – Quando tutto è possibile.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: One Night Only
- Paese/Anno: USA | 2026
- Regia: Will Gluck
- Sceneggiatura: Travis Braun
- Fotografia: Yaron Orbach
- Montaggio: Robert Nassau, Tia Nolan
- Interpreti: Ben Marshall, Bobby Cannavale, Callum Turner, Charlie Gillespie, Este Haim, Grace Dumdaw, Jay Ellis, Julia Fox, King Princess, LeVar Burton, Mateo Ray, Maya Hawke, Michelle Hurd, Molly Ringwald, Monica Barbaro, Nicholas Braun, Okieriete Onaodowan, Pete Davidson, Quintessa Swindell, Sydney Cole Alexander
- Colonna sonora: Christopher Stracey, Este Haim
- Produzione: Olive Bridge Entertainment, Universal Pictures
- Distribuzione: Universal Pictures
- Durata: 102'
- Data di uscita: 27/08/2026






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