Nell'anno in cui Mario Martone con Qui rido io raggiunge una delle vette della sua filmografia, anche Sergio Rubini torna alla regia (a due anni da Il grande spirito) per raccontare i fratelli De Filippo. Il suo film non possiede la stratificazione di Martone, ma non si può dubitare della sincerità del suo autore. Leggi tutto
Il sud raccontato da Gabriele Salvatores non è un luogo specifico, ma è un confine ideale, oltrepassato il quale lo Stato si fa da parte per lasciare spazio al malaffare, allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, alla criminalità. Leggi tutto
Le fantasie western e lo sfondo delle ciminiere dell'Ilva non riescono a redimere Il grande spirito di Sergio Rubini, sorta di kammerspiel a due voci su una terrazza, privo però del necessario supporto di dialoghi sensati. Leggi tutto
Una storia senza nome rappresenta il nadir della già non formidabile filmografia di Roberto Andò: una storia scombiccherata e mal scritta, una recitazione completamente fuori controllo e un'ambizione sfrenata che trova scarsi appigli nella realtà. Leggi tutto
Roberto Andò con Le confessioni prova a trasferire su scala globale il paradosso di Viva la libertà, ma stavolta il gioco non riesce e il suo film finisce per somigliare più allo Youth sorrentiniano che a una utopia politica. Leggi tutto
In dvd per Mustang Entertainment e CG Home Video l'opera seconda di Michele Placido. Tentativo di rinascita del cinema popolare italiano a inizio anni Novanta, ma assai incompiuto e presago di future narrazioni televisive. Leggi tutto
Una disamina acre e ricca di sarcasmo della mala politica nostrana, con un doppio - ed eccezionale - Toni Servillo. Leggi tutto
Il Vallanzasca di Michele Placido manca di compattezza narrativa, non centra il contesto storico e sembra sviluppato solo su un accumulo di sequenze disorganiche. E tra queste qualcosa di buono c'è, ma meno rispetto a Romanzo criminale. Leggi tutto








