Mine vaganti
di Ferzan Özpetek
Özpetek abbandona finalmente il microcosmo di Testaccio per trasferire armi e bagagli in Puglia: ne nasce una commedia diseguale, quantomeno vivacizzata da un buon cast. E se l’impostazione schematica di Mine vaganti rende fin troppo facile il lavoro di vecchie volpi come Ennio Fantastichini e Lunetta Savino, a meritare un po’ più d’attenzione sono le performance di Riccardo Scamarcio e Nicole Grimaudo.
50mila lacrime e 4 amici
Quella di Tommaso, il figlio minore dei Cantone, proprietari di un pastificio in Puglia, è una famiglia numerosa e stravagante. In casa c’è molta attesa per il suo ritorno: la nonna ribelle e intrappolata nel ricordo di un amore impossibile, la mamma Stefania, amorosa ma soffocata dalle convenzioni borghesi, il padre Vincenzo deluso nelle aspettative sui figli, la zia Luciana a dir poco eccentrica, la sorella Elena che rifugge un destino da casalinga, il fratello Antonio da affiancare nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Insieme a loro Alba, la cui strada incrocia professionalmente quella dei Cantone. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. E anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto… [sinossi]
Non ritornare,
no tu non ti voltare,
non vorrei mi vedessi cadere.
A me piace così,
che se sbaglio è lo stesso,
perché questo dolore è amore per te.
50mila di Nilla Zilli
Cosa ci aspettavamo da Ferzan Özpetek? Questa domanda, che non si riferisce esclusivamente alla sua ultima opera, il diseguale Mine vaganti, trova probabilmente una definitiva risposta alla sessantesima Berlinale, tra il freddo e la neve. Ecco, dovevamo aspettarci proprio questo film, anche in passato: una buona direzione degli attori, uno sguardo sulla quotidianità piuttosto superficiale e schematico, azzardiamo didascalico, qualche ispirata sequenza, un certo gusto (preso di peso da Almodovar) per i colori accesi e le melodie anni sessanta (da Mina, icona del mondo gay, maldestramente tirata in ballo, alla calzante 50 mila di Nilla Zilli). Perché il cinema di Özpetek, evidentemente sovrastimato fin dai tempi de Le fate ignoranti, non riesce a scavare realmente a fondo, nonostante le velleità autoriali che emergono sporadicamente anche in una commedia come Mine vaganti. Una commedia che cerca più volte di strappare la risata, ricorrendo a una comicità di grana grossa, a tratti fastidiosa, poche volte divertente.
Partiamo dagli aspetti positivi di una pellicola che, presumibilmente, piacerà al grande pubblico e che, visto il cast e il tema trattato, godrà di invidiabile visibilità mediatica. Dicevamo del cast, solido e ben diretto. L’impostazione schematica da commedia all’italiana rende fin troppo facile il lavoro di vecchie volpi come Ennio Fantastichini (Vincenzo) e Lunetta Savino (Stefania): sono quindi le performance di Riccardo Scamarcio (Tommaso) e Nicole Grimaudo (Alba) a meritare un po’ più di attenzione. Scamarcio, oramai tra i protagonisti del cinema italiano [1], conferma di essere un attore in crescita, capace di confrontarsi con nuovi personaggi e nuove sfide. La scelta di affidargli il ruolo principale, lontano dalla banale icona di sex symbol, è stata indubbiamente felice. La Grimaudo, giovane attrice che può contare su una bellezza raffinata e magnetica, potrebbe aver finalmente trovato il ruolo adatto per raggiungere una maggiore notorietà e, in futuro, interpretazioni ancor più impegnative. Le potenzialità sembrano esserci. Bravi, seppur in ruoli un po’ sacrificati, Elena Sofia Ricci (Luciana), Alessandro Preziosi (Antonio), Bianca Nappi (Elena), Massimiliano Gallo (Salvatore) e via discorrendo. Insomma, come già sottolineato, il cast funziona, affiatato e divertito.
Un dato controverso è rappresentato dall’ambientazione pugliese. Felici, da un lato, di un Özpetek che abbandona finalmente il microcosmo di Testaccio, Piramide e dintorni, dipinto come il regno della borghesia radical chic, non possiamo che rammaricarci per la messa in scena stereotipata di Lecce e dei suoi abitanti [2]. Un susseguirsi di cliché ripescati a piene mani da tempi che credevamo lontani. O, se vogliamo, cliché che speravamo fossero confinati nell’arido territorio dei cinepanettoni e cinecocomeri. Più della sboccata metafora della “spiaggia libera e dell’ombrellone”, in fin dei conti perdonabile, non possiamo certamente apprezzare, ad esempio, la rappresentazione alquanto balorda degli amici omosessuali di Tommaso, dipinti come una versione poco ispirata e fuori tempo massimo de Il vizietto. Siamo davvero tornati così indietro?
Mine vaganti, già in precario equilibrio tra il gioco grottesco degli equivoci e una cornice narrativa un po’ pretenziosa, ci racconta di genitori meridionali che guardano all’omosessualità come a un’epidemia di colera, di città pugliesi dalle prospettive più ristrette di un villaggio, di giovanotti gay geneticamente costretti a esibirsi in isteriche performance canterine e ballerine. Eppoi la macchina da presa che gira spesso a vuoto, la colonna sonora invadente come in una sit-com, la zia svampita, le nipotine sovrappeso, il balletto in acqua…
Note
1. Il rischio di sovraesposizione è però sempre in agguato – si veda la parabola di Stefano Accorsi. Al giovane attore pugliese, dopo un biennio di iperattività (Italians, Verso l’Eden, Il grande sogno, La Prima Linea, L’uomo nero…) potrebbe tornare utile un periodo meno frenetico, nonostante i successi e l’indubbia crescita artistica.
2. Non crediamo che Mine vaganti abbia reso un buon servizio a questa splendida regione, nonostante i contributi della Apulia Film Commission. E, nonostante il dato positivo della vivacità produttiva in terra pugliese, siamo convinti che una maggiore selezione e un innalzamento degli standard qualitativi potrebbe portare maggiori frutti. Anche dal punto di vista economico.
Info
Il trailer di Minge vaganti su Youtube.
La pagina di Mine vaganti sul sito della 01 Distribution.
- Genere: commedia, drammatico, sentimentale
- Titolo originale: Mine vaganti
- Paese/Anno: Italia | 2010
- Regia: Ferzan Özpetek
- Sceneggiatura: Ferzan Özpetek, Ivan Cotroneo
- Fotografia: Maurizio Calvesi
- Montaggio: Patrizio Marone
- Interpreti: Alessandro Preziosi, Bianca Nappi, Carolina Crescentini, Elena Sofia Ricci, Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Lunetta Savino, Massimiliano Gallo, Nicole Grimaudo, Riccardo Scamarcio
- Colonna sonora: Pasquale Catalano
- Produzione: Fandango
- Distribuzione: 01 Distribution
- Durata: 110'
- Data di uscita: 12/03/2010








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