The Lady Shogun and Her Men

The Lady Shogun and Her Men

di

Nonostante gli evidenti limiti produttivi e la messa in scena che non riesce quasi mai a restituire la monumentale claustrofobia dell’ōoku, dello shogunato, delle tradizioni e dei cerimoniali, The Lady Shogun and Her Men ha il pregio della lievità: tra melodramma e racconto storico, commedia e dramma, le quasi due ore scorrono piacevolmente fino all’epilogo. Presentato all’Udine Far East Film Festival 2011.

Il sesso debole

All’inizio del XVIII secolo il Giappone è devastato da un’epidemia che spazza via gran parte della sua popolazione maschile, con il risultato che i due sessi si scambiano i ruoli: le donne occupano i posti di potere e gli uomini diventano preziosi per allevare la nuova generazione… [sinossi – catalogo Far East Film Festival 2011]

Il lungometraggio di Fuminori Kaneko, noto al pubblico del Far East Film Festival per Kisarazu Cat’s Eye: Nihon Series (2003) e Kisarazu Cat’s Eye: World Series (2006) e autore di alcune serie per il piccolo schermo (Kisarazu Cat’s Eye, Tiger & Dragon, Tokkyu Tanaka 3 Go), è un prodotto di non facile lettura, perennemente in bilico tra toni leggeri e dramma storico, con alcuni spunti interessanti nella messa in scena, nonostante un budget limitato e alcune sequenze più vicine agli standard e all’estetica televisiva piuttosto che al grande schermo. In larga parte già vista e rivista, trita e ritrita, l’ambientazione storica e sociale di The Lady Shogun and Her Men (Ōoku, 2010) si lascia apprezzare soprattutto per l’idea di base, un ribaltamento distopico che vede il potere in mano alle donne, mentre gli uomini cadono come mosche sotto i colpi letali di una misteriosa peste rossa. Siamo all’inizio del XVIII secolo, in pieno shogunato Tokugawa, e la suggestione di un Giappone virato in rosa è assai curiosa e stimolante e, ça va sans dire, ridisegna il ruolo dei samurai, massima espressione dell’orgoglio maschile, della tradizione nipponica e della rigidità delle gerarchie sociali – sceneggiato da Natsuko Takahashi, il lungometraggio è un adattamento del manga Ōoku: The Inner Chambers di Fumi Yoshinaga. Ma non tragga in inganno il titolo e lo spunto di partenza: nonostante la peste rossa e lo shogunato femminile, la pellicola gira attorno agli uomini e all’involucro svuotato di senso dei samurai.

Come Ōshima, Kaneko si insinua tra le mura di un universo tutto maschile, chiuso, cupo, meschino, intriso di pulsioni sessuali celate al mondo esterno: la casta di uomini scelti per l’ōoku, come lo Shinsengumi di Tabù – Gohatto (1999), è corrotta e corruttrice, destinata inesorabilmente a consumarsi, superata dai tempi e dai mutamenti esterni. Ancora una volta, ma con un segno diverso, le vicende girano attorno a un giovane samurai capace di scalare le rigide gerarchie fino al vertice assoluto: il percorso di Mizuno Unoshin (Kazunari Ninomiya), a differenza del feroce agnellino Sozaburo Kano di Ōshima, è però virtuoso e trasparente, nobile nella sua semplicità.

Nonostante gli evidenti limiti produttivi e la messa in scena che non riesce quasi mai a restituire la monumentale claustrofobia dell’ōoku, dello shogunato, delle tradizioni e dei cerimoniali, The Lady Shogun and Her Men ha il pregio della lievità: tra melodramma e racconto storico, commedia e dramma, le quasi due ore scorrono piacevolmente fino all’epilogo un po’ macchinoso. Efficace, infine, l’entrata in scena della nuova Shogun, Yoshimune Tokugawa (Kō Shibasaki), bella e orgogliosa, col piglio del politico moderno e progressista: il confronto con i samurai-pavoni è uno dei momenti narrativamente ed esteticamente più riusciti dell’intera pellicola.
Accolto favorevolmente dal pubblico (soprattutto femminile) in Giappone, The Lady Shogun and Her Men resterà inevitabilmente inedito nel Bel Paese: un piccolo jidaigeki consigliato eventualmente ai cultori del genere per completezza e curiosità [1].

Note
1. Il termine indica una rappresentazione cinematografica o teatrale generalmente legata al periodo Tokugawa (1603-1867).
Info
Il trailer originale di The Lady Shogun and Her Men.
La scheda di The Lady Shogun and Her Men sul sito del Far East.
  • The-Lady-Shogun-and-Her-Men-2010-Kaneko-Fuminori-01.jpg
  • The-Lady-Shogun-and-Her-Men-2010-Kaneko-Fuminori-02.jpg

Articoli correlati

Array
  • Cannes 2017

    Blade of the Immortal

    di Takashi Miike torna sulla Croisette fuori concorso con Blade of the Immortal, un jidaigeki screziato di horror tratto da un manga di Hiroaki Samura. Un divertissement che mostra il lato più ludico del regista giapponese, che allo stesso tempo torna a ragionare da vicino su tematiche a lui particolarmente care come il concetto di corpo e la coazione a ripetere.
  • Archivio

    SilenceSilence

    di In Silence Martin Scorsese torna a ragionare sul significato di fede, sul conflitto culturale e sulla necessità di aprirsi all'altro per comprendere se stessi, e dare un reale peso alle proprie convinzioni.
  • Animazione

    Sword of the Stranger RecensioneSword of the Stranger

    di Trattenuto, dolente eppure rinfrescato dall’indomito spiffero del genere, Sword of the Stranger sarebbe stato amato, non ne dubitiamo, da Akira Kurosawa e Sergio Leone...
  • Far East 2015

    The Tragedy of Bushido RecensioneThe Tragedy of Bushido

    di Tra i capolavori sepolti della nuberu bagu giapponese degli anni Sessanta, il film d'esordio di Eitaro Morikawa svela le ipocrisie delle regole "d'onore" della vita dei samurai. Un'opera fiammeggiante, riscoperta al Far East 2015.
  • AltreVisioni

    Hara-kiri: Death of a Samurai

    di Takashi Miike firma il remake del capolavoro di Masaki Kobayashi, tragica riflessione sull'iniquità della società feudale giapponese. In concorso a Cannes 2011.
  • DVD

    Hunter in the Dark RecensioneHunter in the Dark

    di Con Hunter in the Dark si entra sin dalle prime battute nell’universo crepuscolare di un Giappone dominato dalla corruzione, dagli intrighi di corte, per cui lo stesso Shogun vede ridursi i propri poteri in favore di ministri avidi, dediti a vessare le province. Buona qualità per il dvd della RaroVideo ed extra che regalano qualche sorpresa.