Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese

Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese

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Ispirato all’omonima striscia a fumetti di Posy Simmonds, Tamara Drewe è una commedia spigliata che descrive con ironia le dinamiche interpersonali e le loro complicate trame, puntando i riflettori su una piccola realtà di provinciali di cui ne osserva il mesto squallore attraverso una spiritosa rilettura in filigrana di uno dei grandi autori britannici, Thomas Hardy.

Una giovane giornalista, che lavora  per un noto quotidiano, torna nel suo paesino  natale nella campagna inglese, dove la sua casa d’infanzia è stata appena messa in vendita a seguito della morte della madre… [sinossi]

La vita scorre monotona e ripetitiva in un piccolo centro urbano del Dorset, regione silenziosa e paciosa nell’entroterra inglese: il romanziere Nicholas Hardiment e sua moglie gestiscono un grazioso resort per scrittori, il giovane Andy si dedica all’orticoltura dopo il fallimento della sua attività di grafico, due annoiate studentesse del liceo trascorrono i pomeriggi alternando letture di riviste di gossip a piccoli atti teppistici. Ben presto però la ripetitività rurale verrà sconvolta dall’arrivo di Tamara Drewe, di ritorno nella cittadina natale dopo anni trascorsi a Londra dove ha fatto carriera come giornalista: la giovane – che durante l’adolescenza aveva ricoperto il ruolo di brutto anatroccolo del paese a causa del suo naso adunco – dopo un chiacchierato intervento di rinoplastica si è trasformata in un’autentica mangiatrice di uomini, pronta a portare scompiglio nella comunità. Ispirato all’omonima striscia a fumetti di Posy Simmonds, Tamara Drewe è una commedia spigliata che descrive con ironia le dinamiche interpersonali e le loro complicate trame, puntando i riflettori su una piccola realtà di provinciali di cui ne osserva il mesto squallore attraverso una spiritosa rilettura in filigrana di uno dei grandi autori britannici, Thomas Hardy: Stephen Frears dirige con sicurezza e lucidità un film brillante, che riesce a parlare di amore e sentimenti senza concedere spazio a toni melensi. Così mentre prendono forma personaggi che sembrano strappati dalle pagine di Via dalla pazza folla, la pellicola si addentra nell’intricato territorio della combinazione fra realtà e bugie: Frears riflette sul tema dell’ipocrisia, giocando con il concetto di finzione insito alla struttura stessa del cinema e dell’arte e costruendo una geografia degli spazi che evidenzia con intelligenza la bellezza dei luoghi, ironizzando su ambienti e paesaggi che paiono tratti da cartoline turistiche.

La cifra stilistica del film è quella del classico british humor, che rende accattivante un andamento narrativo lineare, talvolta anche prevedibile eppure mai sgradevole: grazie a un pregevolissimo lavoro di costruzione dei personaggi e al supporto determinante di un cast decisamente solido (fra i vari segnaliamo Gemma Arterton, Jessica Barden, Bill Camp e Tamsin Greig), Tamara Drewe offre allo spettatore uno spaccato umano dissacrante e critico, ben attento però a non intraprendere il sentiero del giudizio moralista. Il dvd distribuito da Bim per quanto concerne i contenuti extra presenta il trailer cinematografico del film e un’intervista al regista a cura di Marina Fabbri: nella chiacchierata con la direttrice del Courmayer Noir Festival, Stephen Frears racconta con tono divertito il suo approdo al cinema dopo una carriera universitaria segnata dagli studi di diritto, dalla passione per il teatro e agli inizi sui set cinematografici sotto la guida di Lindsay Anderson e Karel Reisz. Con Tamara Drewe Frears desiderava realizzare una commedia leggera e spiritosa, che permettesse al pubblico di ridere e divertirsi: la graphic-novel di Simmonds sembrava adattarsi perfettamente alle proprie esigenze, sebbene presentasse la difficoltà per il cineasta di doversi confrontare con una visione generale della storia concepita e disegnata da qualcun altro. Per non trasformare il risultato finale in una mera esemplificazione di maschere era necessario un capillare lavoro di scrittura, che sarà poi portato a termine da Moira Buffini: il regista de Le relazioni pericolose e Alta Fedeltà sottolinea l’importanza della sinergia con i tanti sceneggiatori brillanti che lo hanno accompagnato nel corso della sua lunga e prolifica carriera e che – assieme al forte carisma teatrale che caratterizza numerosissimi elementi dei cast con i quali ha lavorato (“ci sono attori come Helen Mirren e Judy Dench dai quali puoi solo imparare”, afferma) – hanno contribuito a rendere varia ed eclettica la sua cinematografia.

Nel corso dell’intervista curata da Marina Fabbri Stephen Frears racconta il suo cinema e la sua visione generale sul mercato produttivo e distributivo contemporaneo: “Il pubblico vuole vedere film americani, il cinema europeo deve realizzare film straordinari per farsi notare dal pubblico” afferma Frears amaro, preoccupato che la concezione del cinema come spazio di intrattenimento sia superata e che occorra un rinnovo delle forme di comunicazione. Come sempre però lo sguardo è rivolto al futuro: “Presto i nuovi mezzi di fruizione influenzeranno anche il processo creativo” asserisce con convinzione. Nel frattempo non resta che affidarsi alla sottile comicità britannica per questa finestra para-letteraria che nel 2010 conquistò numerosi apprezzamenti nell’autorevole consesso della selezione Fuori Concorso del Festival di Cannes.

Info
Il trailer italiano di Tamara Drewe.
Il trailer originale di Tamara Drewe.
La scheda di Tamara Drewe sul sito di Cannes.

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