Legend of the Millennium Dragon

Legend of the Millennium Dragon

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In linea con il fantasy ecologista di matrice miyazakiana e debitore della grandeur otomiana, Legend of the Millennium Dragon semplifica alcune tematiche, rivolgendosi con efficacia a un pubblico di adolescenti e intessendo un intreccio gradevole, sulla scia del classico di Mark Twain A Connecticut Yankee in King Arthur’s Court, seppur un po’ scontato e frettoloso in alcuni snodi narrativi. Prodotto dallo Studio Pierrot, disponibile in dvd e blu-ray targati Sony.

L’incredibile viaggio del giovane Jun, catapultato in un passato misterioso, popolato da mostri, draghi e governato da poteri occulti. Costretto ad affrontare una serie di difficili battaglie e grandiose avventure, Jun, da ragazzino timido come tanti della sua età, si troverà a combattere il male per assicurare l’armonia e la serenità nel mondo, perché questo è scritto nel suo destino, il destino di un grande eroe… [sinossi]

Terzo lungometraggio diretto da Hirotsugu Kawasaki dopo Spriggan (2001) e Naruto the Movie 2: Legend of the Stone of Gelel (2005), Legend of the Millennium Dragon arriva in Italia direttamente per il mercato home video in versione DVD e Blu-ray grazie alla Sony. La distribuzione di un anime (di qualità) è sempre una buona notizia, un segnale di allargamento dei nostri confini, di uno sguardo che si sposta un po’ più in là. Rispetto al passato si sono fatti significativi passi in avanti, con l’uscita di titoli come 5 Centimeters per Second di Makoto Shinkai (Kaze), La ragazza che saltava nel tempo e Summer Wars di Mamoru Hosoda (Kaze), Sword of the Stranger di Masahiro Ando (Dynit) e Tekkonkinkreet – Soli contro tutti di Michael Arias (Sony), senza scordare le preziose pellicole dello Studio Ghibli (Lucky Red).

Il film di Kawasaki, regista e animatore di vasta esperienza e dal curriculum invidiabile, è un fantasy dagli intenti chiaramente didascalici: amicizia, giustizia, storia, religione (shintoismo e buddismo), cultura, ecologia e via discorrendo [1]. In linea con il fantasy ecologista di matrice miyazakiana e chiaramente debitore della grandeur otomiana, Legend of the Millennium Dragon è però altalenante sia a livello narrativo che grafico [2]. L’animazione è fluida anche nelle sequenze più complesse e il lavoro sui fondali e sui colori è ammirevole: si veda la spettacolare sequenza d’apertura che riecheggia l’incipit di Mononoke Hime di Miyazaki e la meticolosa riproduzione delle foreste e delle montagne. Assai meno convincente l’eccessivo ricorso alla computer grafica, anche in sequenze non action, con movimenti di macchina spesso troppo meccanici: alla presunta spettacolarità generata dal computer preferiamo il fascino pittorico delle risaie e dei paesaggi. Anche dal punto di vista narrativo, non tutto fila liscio: il problema di fondo, come per buoni titoli come Origin: Spirits of the Past (2006) di Keiichi Sugiyama, è il forte debito e l’inevitabile confronto con opere più mature e complesse. La sceneggiatura di Kawasaki, autore anche dello storyboard, rimanda ripetutamente all’universo miyazakiano (la simpatica demone Mizuha sembra un clone di San di Mononoke Hime) e si abbandona a un finale che sembra suggerito da Ōtomo, come già era accaduto con Spriggan. La sensazione di déjà-vu è inevitabile. Ma non tutto il male viene per nuocere: Legend of the Millennium Dragon semplifica alcune tematiche, rivolgendosi con efficacia a un pubblico di adolescenti e intessendo un intreccio gradevole, sulla scia del classico di Mark Twain A Connecticut Yankee in King Arthur’s Court, seppur un po’ scontato e frettoloso in alcuni snodi narrativi – non stupisce, in questo senso, l’esistenza di una versione più lunga di circa venti minuti.

Il film di Kawasaki è prodotto dallo Studio Pierrot, fondato nel 1979 da due ex-dipendenti della gloriosa Tatsunoko Production [3]. Ancora una volta, l’industria degli anime ci mostra l’elevatissima qualità artistica e tecnica delle sue opere e dei suoi interpreti. Legend of the Millennium Dragon è un buon prodotto per il panorama nipponico, ma avrebbe i contorni del miracolo nella maggior parte delle industrie cinematografiche mondiali.

Il DVD della Sony è di ottima fattura dal punto di vista tecnico, con l’elevata qualità dell’immagine che restituisce il certosino lavoro sui colori e sui dettagli. Peccato che alla ricchezza delle tracce audio (Dolby Digital 5.1 in italiano, giapponese, inglese, francese, tedesco e spagnolo) e dei sottotitoli (italiano, inglese, inglese per non udenti, francese, tedesco, spagnolo, arabo, danese, olandese, finlandese, hindi, norvegese, turco e svedese) non corrispondano altrettanti contenuti extra. Ma il dato davvero importante in questi casi è l’uscita italiana di un titolo che altrimenti sarebbe rimasto inedito. Per il grande schermo, ahinoi, servirà ancora molta pazienza.

Note
1. Oltre alle tre regie cinematografiche, Hirotsugu Kawasaki può vantare la regia dell’ottavo episodio della serie OAV Record of Lodoss War (1990-91) e la direzione dell’animazione dell’episodio Stink Bomb del cult movie Memories (1995) di Katsuhiro Otomo. Fondamentale la carriera di animatore, che lo ha visto impegnato in produzioni di altissimo profilo come Akira (1988) e Steamboy (2004) di Ōtomo, Ghost in the Shell (1995) di Mamoru Oshii, Laputa, il castello nel cielo (1986) di Hayao Miyazaki, Metropolis (2001) di Rintaro e la serie Kemonozume (2006) di Masaaki Yuasa.
2. Ōtomo ha realizzato il character design del drago Orochi. Ben più determinante, sia a livello grafico che narrativo, il suo contributo ai tempi di Spriggan, progetto che lo vedeva impegnato nel triplice ruolo di produttore, supervisore della sceneggiatura e mecha designer (l’arca).
3. Tra le produzioni dello Studio Pierrot ricordiamo quantomeno Lamù (1981-1986), Esteban e le misteriose città d’oro (1982-1983), Dallos (1983), Lamù: Beautiful Dreamer (1984) e È quasi magia Johnny (1987-1988).
Info
Il trailer originale di Legend of the Millennium Dragon.
La scheda di Legend of the Millennium Dragon su AnimeNewsNetwork.
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