Tateshi Danpei

Tateshi Danpei

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Tratto dal romanzo di Yukinobu Hasegawa e sceneggiato da Akira Kurosawa, Tateshi Danpei mescola commedia e melodramma, vita reale e rappresentazioni sul palcoscenico, passato e futuro. Una sorta di jidai-geki fuori tempo massimo, anche nella sua dimensione teatrale. Mizuho e Kurosawa caricano sulle spalle della figura comico-drammatica di Danpei il peso del tempo, di una nazione costretta ad aprirsi, delle tradizioni minacciate dal rinnovamento.

Osaka, 1917. Danpei Ichikawa è un anziano coreografo di duelli di spada per il teatro che assiste ai cambiamenti che la società moderna sta attraversando. Pur di continuare la pratica della propria arte, Danpei è pronto a confrontarsi con le richieste dei giovani colleghi che gli chiedono maggiore realismo e dinamismo. Ben presto, però, anche il teatro inizierà a subire l’influenza della modernizzazione, rendendo sempre più inutile il lavoro del maestro… [sinossi]

Giocato inizialmente con toni leggeri e impreziosito da un finale struggente, Tateshi Danpei di Harumi Mizuho mette in scena da una prospettiva minimalista uno dei tanti cambiamenti che hanno travolto la popolazione giapponese dopo il Trattato di Kanagawa del 1854. La modernità, parola chiave di questo film e degli ultimi due secoli di storia del Sol Levante, è l’impalpabile e incomprensibile forza che spinge ai margini l’anziano coreografo Danpei Ichikawa, costretto a fare i conti con realismo e dinamismo, con un teatro che si allontana sempre più dalla tradizione.

Tratto dal romanzo di Hasegawa e sceneggiato da Kurosawa [1], Tateshi Danpei mescola commedia e melodramma, vita reale e rappresentazioni sul palcoscenico, passato e futuro. Una sorta di jidai-geki fuori tempo massimo, anche nella sua dimensione teatrale. Mizuho e Kurosawa caricano sulle spalle della figura comico-drammatica di Danpei il peso del tempo, di una nazione costretta ad aprirsi, delle tradizioni minacciate dal rinnovamento. Il vecchio coreografo è oramai accerchiato dalle nuove generazioni, dal gusto dei nuovi spettatori, da una società che si è messa a correre. Testardamente avvinghiato a una gloria che non raggiungerà mai, Danpei troverà solo miseria.

In controluce, al di là delle querelle tra Teatro Kabuki e Nuovo Teatro Nazionale (Shinkokugeki), si può intravvedere la parabola dell’industria cinematografica giapponese, dal 1917 narrato in Tateshi Danpei al 1962, l’anno di produzione del film. Negli anni Venti il cinema nipponico prendeva forma, i chambara ponevano le basi per uno sviluppo industriale; negli anni Sessanta il cinema dei padri veniva messo in discussione, i linguaggi mutavano, emergevano nuovi stili, irrompeva il “realismo”. Erano gli anni de La stagione del sole (1956) di Kō Nakahira, dei taiyōzoku eiga, di Yasuzō Masumura, dell’Art Theatre Guild e di tutto quel che segue.

L’ottima fattura della pellicola, sostenuta dalle interpretazioni di Ganjiro Nakamura (Danpei) e Raizō Ichikawa (Sawada), non trova purtroppo un adeguato riscontro nell’edizione DVD della Pulp Video, distribuita dalla CG Entertainment. Sorvolando sulla mancanza di veri e propri contenuti extra, ad eccezione di una galleria fotografica e del trailer originale [2], permane un retrogusto amaro per la bassa qualità video, lontana dalle potenzialità del supporto. La visione del film, nonostante un buon audio (due tracce: giapponese DD 5.1 e giapponese DD 2.0), è infatti penalizzata da una scarsa definizione delle immagini, dei dettagli, degli sfondi. Un vero peccato.

Note
1.
Kurosawa aveva firmato anche la sceneggiatura della versione diretta da Masahiro Makino nel 1950, prodotta da Toei Company e Tokyo Eiga.
2. Alla difficoltà di reperire materiale originale si può sempre sopperire con video-interventi critici, delle utili introduzioni alla visione. Valgano come esempio il DVD Il corvo di Clouzot e l’imperdibile cofanetto Powell & Pressburger, ottime edizioni della collana Il piacere del cinema, targate Flamingo Video/Teodora e distribuite dalla CG Entertainment.
Info
Tateshi Danpei sul sito della CG Entertainment.
La scheda di Tateshi Danpei su IMDb.
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