Il venditore di medicine

Il venditore di medicine

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Il venditore di medicine finisce quindi per combinare idee e spunti diversi, accumulando materiale e finendo in realtà per indebolire l’intreccio, appesantito soprattutto da quel segmento più “emotivo” che talvolta pare un diversivo narrativo non così strettamente necessario.

Bruno è un informatore medico di successo: grazie a regali, mazzette, vacanze e congressi, l’uomo – così come i suoi colleghi – “convince” i medici a prescrivere i medicinali che promuove. L’azienda per cui lavora però non sta navigando in acque eccelse, non è soddisfatta dei risultati ottenuti dalle varie sezioni operative e minaccia licenziamenti: per Bruno è l’inizio della fine. [sinossi]

Servizi dei telegiornali, notizie di arresti e di apertura di procedure d’indagine su casi di corruzione nella sanità accompagnano i titoli di testa: così si apre Il venditore di medicine, quinto titolo italiano presentato Fuori Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma e opera seconda di Antonio Morabito, che alle spalle ha un passato da documentarista. Un ritratto a tinte plumbee di un’Italia affarista, superficiale e immorale, fotografia di un sistema vergognoso che fa leva sulla scarsa professionalità ed etica di medici senza scrupoli, che alla devozione per la missione che dovrebbero portare avanti hanno preferito quella per il gadget tecnologico più avanzato, per la macchina più lussuosa, per il congresso in terra esotica più intrigante.
C’è un’idea solida e concreta alla base del progetto de Il venditore di medicine, che vorrebbe inserirsi nella scia di quel cinema “civile e sociale” che alle pagine più controverse della vita nel nostro Paese ama abbinare il racconto della storia di uomini travolti dalla società in cui vivono: ed è il caso di Bruno, un uomo mite coinvolto in un giro d’affari contrario ad ogni di forma di deontologia morale, che contemporaneamente indossa i panni della vittima e del carnefice.

Il protagonista è un classico antieroe, preda di contraddizioni e inquietudini, schiavo dello stesso meccanismo che in realtà lo vede agente, “ultima ruota del carro” in una piramide gerarchica totalmente improntata alla conquista di quote sempre maggiori di mercato: Morabito lo accompagna lungo le interminabili giornate trascorse tra uno studio medico e l’altro, a volte documentandone la durezza e la grettezza, in altri casi sottolineando le sue fragilità di essere umano, terrorizzato all’idea di poter perdere il lavoro e di dover ridimensionare tutti i suoi disegni futuri. Una scelta interessante, che sottolinea la natura ibrida del progetto, che al carattere più immediato di denuncia affianca non solo dinamiche quasi da thriller ma anche un plot dal respiro più drammatico e umano, che testimonia l’inesorabile caduta nel baratro che coinvolge il protagonista: Il venditore di medicine finisce quindi per combinare idee e spunti diversi, accumulando materiale e finendo in realtà per indebolire l’intreccio, appesantito soprattutto da quel segmento più “emotivo” che talvolta pare un diversivo narrativo non così strettamente necessario, pur avendo il pregio di conferire maggiore tridimensionalità al personaggio di Bruno.
La numerose ramificazioni del racconto tuttavia non sembrano incidere eccessivamente sul lavoro di scrittura che sta alla base del progetto che si dimostra discretamente solido, sebbene soprattutto la porzione centrale della narrazione subisca una serie di rallentamenti che rendono più vischioso lo scorrimento della storia. Ad accompagnare il regista nel suo viaggio alla scoperta della sanità corrotta c’è un cast di nomi più che noti, da Claudio Santamaria, che dà volto e sostanza alle tante anime di Bruno, a Isabella Ferrari, agguerrita e inflessibile capo-area per la verità alle prese con una interpretazione non esattamente indimenticabile, passando per Ignazio Olivia, nel ruolo di un medico fieramente impermeabile ai tentativi di comparaggio: nel novero degli interpreti è da segnalare tuttavia anche una presenza inaspettata, ossia quella del giornalista Marco Travaglio – alle prese con il suo primo ruolo di fiction – nei panni di un primario di oncologia di un grande ospedale.

Morabito racconta gli scambi di favori e i giochi di potere che si nascondono dietro ai rapporti fra le aziende farmaceutiche e i medici con serietà e consapevolezza: peccato per qualche incertezza e imperfezione di troppo che finiscono per sgranare la compattezza e la robustezza del progetto.

INFO
Il trailer ufficiale de Il venditore di medicine.
Il sito ufficiale de Il venditore di medicine.
La programmazione de Il venditore di medicine.
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