Lovemilla

Lovemilla

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Il finlandese Teemu Nikki firma il suo primo lungometraggio, Lovemilla, portando sullo schermo l’omonima web series e firmando una commedia romantica con la partecipazione di zombie, robot e supereroi. In concorso al Festival del cinema fantastico di Neuchâtel.

Amore, alcool e mostri

Aimo e Milla sono una coppia normale, se non fosse per il fatto che vivono a casa dei genitori di lei, due alcolizzati divenuti zombie. Aimo sostiene continuamente di mettere da parte i soldi perché possano vivere per conto loro, ma in realtà spende tutti i suoi risparmi per comprare una tuta robotica, in modo da nascondere la propria obesità. Delusa, Milla pone termine alla relazione. E come se non bastasse, gli alieni stanno per invadere il pianeta… [sinossi]

Negli ultimi anni abbiamo potuto notare una certa ambizione nel cinema finlandese per quanto riguarda i prodotti di genere. Il primo scossone, dopo le atmosfere surreali e orrifiche di Sauna, uscito nel 2008, l’ha dato Jalmari Helander nel 2010 con Rare Exports, reinterpretazione macabra ed esilarante delle leggende di Babbo Natale (qui nella sua accezione originaria finnica, con sembianze caprine). Poi, nel 2012, è toccato a Timo Vuorensola e al suo Iron Sky, discontinua ma spassosa commedia di fantascienza – si parla di nazisti sulla Luna – finanziata in gran parte grazie al crowdfunding. E poi di nuovo Helander che, come Vuorensola, ha voluto puntare ad una maggiore visibilità internazionale, ragion per cui il simpatico Big Game, pur essendo ambientato in Lapponia, è parlato per lo più in inglese ed ha un cast internazionale di non poco conto, incluso Samuel L. Jackson nei panni del presidente degli Stati Uniti.

A questa tendenza si oppone Lovemilla, opera prima di Teemu Nikki basata sull’omonima web series di successo. Laddove Helander e Vuorensola puntano, ciascuno a modo suo, al mercato internazionale, Nikki mantiene il suo film profondamente ancorato nella realtà finnica, in termini geografici e linguistici. Una realtà dove alieni, supereroi e robot coesistono e l’alcool trasforma certe persone in zombie (un’allusione alle abitudini del popolo finlandese?). Una realtà squisitamente working class che riflette alla perfezione il budget ridotto e dà maggiore pathos ai sogni di una vita migliore che attraversano la vita quotidiana della protagonista.

Lovemilla è una pellicola curiosa, divertente, intrigante. Indice di un certo talento, che necessita solo dell’idea giusta per fare il salto di qualità nel contesto del lungometraggio. Sì, perché le diverse trovate comiche e lo spirito allegramente ambizioso che impreziosiscono l’operazione non possono celare fino in fondo una certa debolezza strutturale. In diversi momenti, infatti, si ha l’impressione di stare assistendo più ad una serie di cortometraggi o sketch anziché a un film capace di funzionare come singola unità. Un difetto notevole ma non insormontabile in quello che potrebbe segnare l’inizio di una carriera sgangherata ed interessante.

Info
La scheda di Lovemilla sul sito del Neuchâtel International Fantastic Film Festival
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