La casa delle bambole – Ghostland

La casa delle bambole – Ghostland

di

Autore del già leggendario Martyrs, Pascal Laugier vola più basso in questo suo nuovo horror, La casa delle bambole – Ghostland, centrato comunque sempre sulle indicibili sofferenze dei corpi più giovani e tenacemente architettato in modo tale da ribaltare una serie di stereotipi del genere. Presentato come primo titolo della notte horror del Torino Film Festival 2018.

L’orrore, o dell’eterno ritorno

Pauline e le sue figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera casalinga tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze… [sinossi]

Il francese Pascal Laugier è l’autore di uno degli horror più impressionanti visti negli ultimi dieci anni, quel Martyrs che metteva in scena sadicamente la voracità delle generazioni più anziane nello sfruttare le carni e le menti dei più giovani. Ora, dopo aver diretto nel 2012 il più convenzionale I bambini di Cold Rock, Laugier torna a girare un lungometraggio con La casa delle bambole – Ghostland, presentato al Torino Film Festival 2018 nel corso della classica notte horror. E sempre nel campo dello sfruttamento di giovani corpi – ancora una volta due corpi femminili, in questo caso due sorelle – ci si muove: solo che in La casa delle bambole – Ghostland il terreno su cui si sceglie di giocare è quello degli stereotipi del cinema e della cultura orrorifica americana, a partire dal continuo riferimento a Lovecraft. Beth, infatti, che sviene alla sola vista del sangue, vorrebbe diventare una scrittrice horror; Vera, invece, è più radicata nella realtà (da qui il suo nome), ha un ragazzo, delle normali aspirazioni per il suo futuro e un innato senso di ribellione nei confronti della madre, da lei accusata di preferire l’altra sorella.

Le tre – madre e due figlie – si trasferiscono in una villa isolata (primo stereotipo), inquietante già di suo perché abitata da tutta una serie di bambole e bambolotti (secondo stereotipo), e poi vengono aggredite nel corso della prima sera da due pazzi maniaci sessuali (terzo stereotipo). La sfida di Laugier è tutta di scrittura: se si tratta di dover fare di nuovo una storia convenzionale – si deve essere detto il regista – che almeno ciò avvenga attraverso una serie di travisamenti, di false piste, di esche, di sconfinamenti spazial-temporali e di confusione tra piani, quello della realtà e quello dell’immaginazione/aspirazione. Il primo colpo Laugier ce lo riserva proprio all’inizio del film: avendoci fatto credere di voler seguire un progressivo innalzamento della temperatura ansiogena (come in tanti classici del genere), ci lascia a bocca aperta nel momento in cui la mamma delle ragazze viene subito aggredita e costretta a combattere all’arma bianca. Entriamo così già nel vivo; e da lì in poi Laugier continuerà a costruire una serie notevole di coup de théâtre, tutti perfettamente architettati, tanto da far venire a tratti la sensazione di un film troppo pensato e costruito – e controllato nel minimo dettaglio – per fare veramente paura. Sensazione di disillusione che siamo però costretti a lasciar da parte in più momenti, visto che La casa delle bambole – Ghostland riesce comunque ad annoverare non pochi momenti d’intensità orrorifica, pur non arrivando mai a raggiungere – ovviamente – i livelli di angoscia di Martyrs.

La scelta poi di aver messo in piedi una struttura narrativa che si muove tra flashback e ritorni al presente, oltre ad avere un sapore tale da ricordare Il seme della follia di John Carpenter, ci pone nella condizione di assistere a un incubo interminabile, all’eterno ritorno nel campo dell’orrore e all’eterno ritorno della speranza di riuscire a sfuggirvi. Ed è tutto, di nuovo, un discorso di scrittura: si scrive per poter uscire dai propri incubi, per poterli lasciare su carta sperando di non doverli affrontare nella realtà. Ma ciò, come sa amaramente chiunque di noi quando spera fino all’ultimo che qualcosa di terribile non sia successo, non è purtroppo possibile, e il sangue alla fine fa sempre il suo corso…

Info
Il trailer di La casa delle bambole – Ghostland.
  • La-casa-delle-bambole-ghostland-2018-Pascal-Laugier-001.jpg
  • La-casa-delle-bambole-ghostland-2018-Pascal-Laugier-002.jpg
  • La-casa-delle-bambole-ghostland-2018-Pascal-Laugier-003.jpg
  • La-casa-delle-bambole-ghostland-2018-Pascal-Laugier-004.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Torino Film Festival 2018Torino 2018

    Il Torino Film Festival 2018 si muove con coerenza lungo il percorso intrapreso nel corso degli anni, tra sguardi retrospettivi, cinema "giovane" e ricerca. Un viaggio intrapreso con un'intera città, a differenza di altre realtà italiane...
  • Roma 2018

    Halloween RecensioneHalloween

    di Per i suoi primi quarant'anni, Halloween di John Carpenter viene nuovamente re-innestato in un nuovo film. Ma, come tutti i precedenti remake/sequel, anche l'Halloween di David Gordon Green è ben al di sotto delle aspettative, tra citazionismo e oggettività della messa in scena, tralasciando quasi del tutto il gioco dei punti di vista dell'originale.
  • In sala

    Hereditary - Le radici del male RecensioneHereditary – Le radici del male

    di Hereditary da un lato guarda a Rosemary's Baby, ma dall'altro sembra affascinato anche dal neo-paganesimo rurale già intravisto in The Witch di Robert Eggers; un racconto di streghe, ma anche di crisi della borghesia e dei rapporti tra genitori e figli. Un horror d'autore.
  • Trieste S+F 2017

    Halloween – La notte delle streghe

    di Tra le molte gemme recuperate sul grande schermo durante le giornate del Trieste Science+Fiction si è trovato il doveroso spazio anche per Halloween, il capostipite capolavoro della saga horror dedicata a Michael Myers diretto nel 1978 da John Carpenter, punto di svolta fondamentale del genere.
  • In sala

    Amityville – Il risveglio

    di Ennesimo tassello di una infinita saga horror cominciata nel 1979, Amityville - Il risveglio riporta in scena la celebre casa stregata, ma lo fa con poche timide idee.
  • Archivio

    I bambini di Cold Rock RecensioneI bambini di Cold Rock

    di Dopo il cult Martyrs, Pascal Laugier torna con una produzione mainstream. I bambini di Cold Rock (The Tall Man) è un thriller più consueto: lo si percepisce dalle scelte tematiche, dall'ambientazione netta e tipica, da una messa in scena di più ampio respiro, più adatta al grande pubblico. Con Jessica Biel.
  • Archivio

    Shadow

    di Shadow mette in chiaro fin da subito l'alta ambizione di Federico Zampaglione, quella di riscoprire il cinema dell'orrore narrando una storia di persecuzione e redenzione, di mostruosità reali e artificiali, di mondi impossibili, e per questo ancor più spaventosi.
  • DVD

    Martyrs RecensioneMartyrs

    di L’uscita in DVD di Martyrs di Pascal Laugier rappresenta a suo modo un evento paradigmatico per quel che concerne le distonie del sistema distributivo italiano. Passato al Festival del Film di Roma del 2008 tra gli applausi del pubblico, il film di Laugier è stato pressoché dimenticato per mesi...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento