Qualcosa di nuovo

Qualcosa di nuovo

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Due valide attrici e un testo teatrale di successo non bastano a fare di Qualcosa di nuovo una esplorazione compiuta delle dinamiche del desiderio femminile. Il film di Cristina Comencini si assesta perciò su una stanca ripetizione di situazioni e battibecchi tra amiche.

Donne dududù

Lucia e Maria si conoscono da sempre. Due amiche che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita l’Uomo perfetto. Bello, sensibile, appassionato, maturo. Il mattino però porta con sé incredibili sorprese e tra equivoci, grandi bugie e piccoli abbandoni Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse. Forse quel ragazzo incontrato per caso è davvero l’Uomo che tutte cercano perché con le sue semplici teorie riesce a fare la vera radiografia delle loro vite, a buttare all’aria abitudini e falsi miti e a rivoluzionare ogni desiderio e ogni certezza. [sinossi]

Il desiderio femminile è di certo un argomento ancora in gran parte da esplorare, sia da un punto di vista scientifico che sociale – di questi tempi al massimo si parla di maternità e famiglia – per non parlare del cinema nostrano, dove qualcosa di sensato sull’argomento non lo si vede dai tempi di Antonioni. Prova ora ad affrontare la questione Cristina Comencini – tra l’altro una delle più attive componenti del comitato in difesa dei diritti delle donne “Se non ora quando” – con il suo nuovo film Qualcosa di nuovo. Trasposizione cinematografica dell’atto unico La scena, firmato dalla regista stessa, Qualcosa di nuovo mira a giocare sul sicuro scegliendosi per protagoniste due valide interpreti del nostro cinema contemporaneo, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, nei ruoli che sul palco furono di Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti.

Quarantenni insoddisfatte, separate, single e amiche per la pelle, Lucia (Cortellesi) e Maria (Ramazzotti) sono naturalmente molto diverse tra loro. La prima evita gli uomini da tempo, indossa abiti castigati, porta i capelli legati, predica il dialogo con l’altro sesso. La seconda invece ha una vita sessuale piuttosto attiva, si veste in maniera normale, ma decisamente a colori, ha la chioma spettinata, trascura il dialogo con gli uomini a favore del linguaggio corporeo. E poi ha due bambini, che saggiamente la Comencini decide di tenere fuori campo, per restare sempre ad altezza di adulto, quasi fossimo in una striscia dei Peanuts al contrario (ma dei pupi qui non vediamo neanche i piedi).
Naturalmente la sobria Lucia non esita a rimproverare di continuo le leggerezze di Maria, mentre quest’ultima inneggia con aria da svampita ai piaceri della carne. Più chiaro di così si muore. Eppure la Comencini temporeggia a lungo su questa suddivisione dei ruoli, ribadendo le distinzioni attraverso una serie di telefonate cantilenanti tra le due amiche, che un rapido montaggio e gli interventi musicali di Andrea Farri tentano di vivacizzare. Insomma le presentazioni delle protagoniste sembrano non avere mai fine. Poi finalmente si arriva all’agognato turning point. La vivace e, naturalmente (inutile dirlo), bionda Maria ha passato una notte di passione con il diciannovenne Luca, ma quest’ultimo al suo risveglio trova in cucina Lucia e crede sia stata lei la sua appassionata amante. Ecco fatto, l’equivoco è partito e durerà a lungo, molto più delle telefonate di cui si diceva sopra. Lucia si finge Maria e viceversa, poi entrambe iniziano, senza confessarselo, una relazione col ragazzo. Il percorso di crescita dei personaggi è presto detto: Maria deve imparare a dialogare, mentre Lucia a copulare.

È tutto lapalissiano in Qualcosa di nuovo, film con cui la Comencini confeziona un prodotto per signore di mezz’età molto attento a non turbare nessuno (nemmeno i mariti delle signore), ma a proporre piuttosto un intrattenimento garbato e senza pensieri. Probabilmente infatti se la regista avesse davvero inteso affrontare i tumulti ormonali di due quarantenni invaghite di un aitante liceale, avrebbe fatto tutto un altro film, apponendogli magari anche un titolo più esplicito come ad esempio “Carne fresca”.
Épater le bourgeois, lo sappiamo da tempo, non è certo l’obiettivo della regista di Bianco e nero, e anche se Qualcosa di nuovo riesce a evitare di scadere in espliciti moralismi, in fin dei conti dietro quella sua facciata pro – panamore, con quelle sue dicotomie prestabilite e le relative inversioni (donna frigida vs donna lasciva, dialogo vs sesso) in fin dei conti vuole solo ricordarci quanto, oggi come ieri, un amore tra una quarantenne e un diciannovenne sia soprattutto una cosa bizzarra, un’occasione per mettere a nudo qualche debolezza, strappando anche un paio di risate.

Si ride poco in realtà in Qualcosa di nuovo, proprio perché niente riesce mai a uscire dai canoni del già visto e del già rappresentato, il ritmo delle gag è costruito dal montaggio, le musiche tappano i buchi di una vivacità assente, la verbosità del tutto rende continuamente esplicita l’impalcatura teatrale dell’operazione, cui la Comencini cerca di fare fronte ricercando una forma di “presa diretta” sulle sue attrici resa attraverso qualche movimento leggero dell’inquadratura, ma per carità non è proprio macchina a spalla, piuttosto un po’ di steadycam ondulatoria.
Andante con brio, ma non troppo, nonostante l’esibizione delle già note doti vocali della Cortellesi, Qualcosa di nuovo non riesce e probabilmente non vuole dire molto, a parte il suo scarno plot. E di fatto non fa brillare realmente le sue protagoniste. C’è una forma mal sopita di medietà di questo prodotto, nel quale la regista appare priva di ambizione (siamo lontani dai tempi di La bestia nel cuore), come tra l’altro confermano il suo appoggiasi al testo teatrale di successo e alle doti riconosciute delle sue attrici.

Dei validi ingredienti possono fare certo un buon “prodotto”, popolare quanto basta per richiamare un po’ di pubblico nelle sale, ma un valido film sulle dinamiche del desiderio femminile è probabilmente ancora lungo da venire, siamo ancora fermi al balbettio pop di un “donne dududù”.

Info
La pagina dedicata a Qualcosa di nuovo sul sito della 01 Distribution.
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