El Verdugo

El Verdugo

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Più convincente nelle scene d’azione (l’assalto al treno, la scontro finale), El Verdugo ci riporta agli anni gloriosi degli spaghetti western, quando Hollywood guardava a Cinecittà con fervido interesse. Altri tempi. Distribuito in dvd dalla Koch Media.

Non è una pellicola memorabile El Verdugo, eppure ci regala più di uno spunto interessante. Diretto da Tom Gries nel 1969, 100 Rifles [1] è uno spaghetti western di produzione americana, con immancabile location spagnola: il meticcio Yaqui Joe Herrera, rapinatore di banche un po’ guascone, inseguito dallo sceriffo di colore Lyedecker, deve portare al suo popolo cento fucili rubati all’esercito americano. I due, nemici-amici, dovranno fare i conti con il generale Verdugo. Nel mezzo, all’apice della sua prorompente avvenenza, la sinuosa Rachel Welch nel ruolo dell’indiana rivoluzionaria Sarita.

Gries, che aveva già diretto il più convincente e corposo Costretto ad uccidere (1968)[2], cerca di costruire, seguendo il canovaccio di molte produzioni italiane di quel periodo, un western politico, sessantottino: delle suggestioni di Corbucci [3], Sollima and Co., a dire il vero, non rimangono che pallide tracce. Molto semplicemente, Burt Reynolds non è Tomas Milian e la logica della contestazione è troppo lontana: pur partendo da un fatto storico (lo sterminio degli indiani Yaquis nello stato di Sonora, nel 1912), El Verdugo non riesce a trasmettere il fervore politico di pellicole come Tepepa (1968) di Giulio Petroni o Corri uomo corri (1968) di Sergio Sollima. In un cortocircuito di rielaborazioni del genere fondante del cinema a stelle e strisce,Gries perde per strada il polveroso realismo di molte pellicole nostrane, la crudezza della narrazione e della messa in scena, i personaggi “brutti, sporchi e cattivi”. El Verdugo sconta, in un certo senso, i volti e i corpi da copertina dei tre interpreti principali, in primis Rachel Welch, protagonista di una memorabile (e un po’ comica, vista la casta camicia) doccia en plein air [4].

Più coraggiosa, considerando l’anno di produzione e la natura commerciale della pellicola, la storia d’amore tra la bianca (seppur nel ruolo di una indiana) Welch e il nero e aitante Jim Brown, sceriffo dalle inclinazioni democratiche. Una pellicola, in fin dei conti, che cerca di stare al passo coi tempi, schierandosi dalla parte degli oppressi, affidando il ruolo principale a un attore di colore, ritagliando un ruolo attivo alla Welch, dando ampio spazio al seducente meticcio Yaqui Joe. Più convincente nelle scene d’azione (l’assalto al treno, la scontro finale), El Verdugo ci riporta agli anni gloriosi degli spaghetti western, quando Hollywood guardava a Cinecittà con fervido interesse. Altri tempi.

Distribuito dalla Koch Media, il dvd presenta tre tracce audio (italiano, inglese e tedesco) in un buon dolby digital 2.0, con sottotitoli in italiano e inglese. Gli extra, non ricchissimi ma apprezzabili, offrono il trailer inglese e tedesco, una versione pubblicitaria in super8 e una ricca galleria fotografica, tra scatti di scena e varie versioni della locandina.

Note
1. Questo il titolo originale, che sottolinea l’importanza dei fucili contrabbandati da Yaqui Joe Herrera (Burt Reynolds). Il titolo italiano, El Verdugo, mette in risalto (eccessivamente) il ruolo del crudele generale Verdugo, interpretato senza particolari slanci da Fernando Lamas (attore e regista soprattutto per il piccolo schermo, da Love Boat, Charlie’s Angels e Quincy a Missione impossibile, Operazione ladro, I giorni di Bryan e via discorrendo).
2. Il regista americano, scomparso prematuramente nel 1977, poté contare su un cast assai solido per Costretto a uccidere: Charlton Heston, Donald Pleasence, Bruce Dern, Ben Johnson e Lee Majors.
3. Burt Reynolds aveva girato nel 1966, proprio con Sergio Corbucci, il western Navajo Joe. Diventerà una stella di prima grandezza alcuni anni dopo, con i cult Un tranquillo week-end di paura (1972) di John Boorman e Quella sporca ultima meta (1974) di Robert Aldrich.
4. Interessante il confronto tra il trailer inglese, più attento a focalizzarsi sulla componente action, e il trailer tedesco, che trasforma El Verdugo in una sorta di western erotico. Questione di marketing.
Info
Il trailer originale di El Verdugo.
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