Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare
di Rob Marshall
Disordinato misto di Omero e Indiana Jones, ispirato dal libro di Tim Power On stranger tides, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare resta un confuso incompiuto, con elementi troppo approssimativi e poche luci in un mare di ombre.
Johnny Depp e i predatori dell’acqua perduta
Capitan Jack Sparrow si ritrova coinvolto in un rocambolesco viaggio per raggiungere la leggendaria Fonte della Giovinezza quando una donna del suo passato lo costringe a salire a bordo della Queen Anne’s Revenge, la nave del formidabile pirata Barbanera… [sinossi]
Nuovi luoghi, nuovi mari, nuovo cattivo, nuova bella e nuove bestie. Nuovi ingredienti (3D incluso) per tentare di rendere gustoso Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare, il quarto impasto dell’avventura Disney che negli ultimi anni ha reso di più in termini di incassi e di brand alla major delle meraviglie. Rischio alto, anzi altissimo perchè, persi Orlando Bloom e Keira Knightley, presi Penelope Cruz e Ian McShane, nonostante la conferma di Geoffrey Rush e la (ri)apparizione per una sequenza brevissima anche di Keith Richards, nuovamente padre di Jack Sparrow, la vera e unica star della serie resta il capitano Johnny Depp. Forse troppo poco per tenere alto il livello di fanatismo che questo tipo di saghe necessitano per autoalimentarsi e quindi per sopravvivere agli esorbitanti costi di produzione.
Alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza, tra rituali ingannevoli, bugie, tradimenti, duelli e corse folli, Sparrow & Co. provano a dare un senso a una sceneggiatura parecchio debole e che paga il bisogno di rendere noti al pubblico i tanti dettagli nuovi su cui si costruisce la vicenda, perdendosi in lunghi dialoghi esplicativi che provano a far orientare lo spettatore tra i vari fili di cui si compone la tela scritta da Terry Rossio e Ted Elliot. L’intento è quello di aprire nuove linee narrative per dare un rinnovato respiro alla storia, ma alla fine, contrariamente alle intenzioni, tutto ruota sempre di più attorno al capitano Sparrow. Ovviamente il personaggio di Depp è sempre stato il fulcro su cui far girare ogni intreccio ma, mentre negli episodi precedenti, Will Turner/Orlando Bloom e Elizabeth Swann/Keira Knightely avevano acquisito uno spessore tale da essere veri co-protagonisti dei film, personaggi profondi e ben scritti, la Angelica di Penelope Cruz rimane una figura femminile abbozzata, venuta fuori da un passato non ben deducibile e quasi ignoto anche agli stessi personaggi. Allo stesso modo, il tormento interiore di Davy Jones e la malvagità onorevole del capitano Barbossa, avevano ben più spessore della crudeltà fine a se stessa del villain Barbanera, personaggio decisamente bidimensionale, approssimativo e poco affascinante. Un cattivo standard in una storia che proprio dell’irriverenza e del distacco dagli schemi troppo rigidi di un genere avventuroso dal lieto fine programmato, ha sempre fatto un vanto e da cui ha continuamente tratto vantaggio.
Questa approssimazione nel delineare i personaggi, porta di conseguenza al centro di tutto l’azione, facendo spostare Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare dall’essere una commedia/fantasy/cappa e spada verso un misto di comicità e action movie dove prevalgono tenzoni più o meno valorose e inseguimenti non sempre motivati. Neanche da questo punto di vista quindi, si raggiunge l’eccellenza come era stato nei primi episodi.
Inarrestabili e ipercinetici, Depp e la sua ciurma saltano tra gli alberi delle navi come trapezisti di un circo, lottano con sirene e gendarmi, si scontrano e si tradiscono, saltano e corrono, eppure sembra si trascinino stanchi e lenti come zombie, prevedibili e annoiati come turisti impigriti (e alle Hawaii, spettacolare teatro di posa en plain air che hanno sostituito come location i Caraibi, gli elementi per fare i turisti ci sarebbero tutti). C’è un velo di stanchezza che appesantisce gran parte delle sequenze, anche quelle parti in cui il film si propone come il più puro degli intrattenimenti. Stanchezza che fa naufragare l’equipaggio diretto dall’ammiraglio Rob Marshall, sfortunato sostituto del capitano Gore Verbinski, mettendo sulla sua rotta una tremenda bonaccia narrativa che ne ha frenato il viaggio e fatto arenare (almeno temporaneamente) il suo vascello.
Disordinato misto di Omero e Indiana Jones, ispirato dal libro di Tim Power On stranger tides, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare resta quindi un confuso incompiuto, con elementi troppo approssimativi e poche luci in un mare di ombre. In attesa già dell’episodio numero cinque, si spera che questo passaggio a vuoto sia servito soltanto a introdurre una nuova serie di intrecci che dalla prossima puntata ci si augura tornino ad essere avvincenti come in passato.
Info
Il trailer di Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare.
- Genere: action, avventura, fantasy
- Titolo originale: Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides
- Paese/Anno: GB, USA | 2011
- Regia: Rob Marshall
- Sceneggiatura: Ted Elliot, Terry Rossio
- Fotografia: Dariusz Wolski
- Montaggio: David Brenner, Wyatt Smith
- Interpreti: Anton Lesser, Astrid Berges-Frisbey, Bronson Webb, Christopher Fairbank, Dhobi Oparei, Gemma Ward, Geoffrey Rush, Gerard Monaco, Greg Ellis, Ian McShane, Ian Mercer, Johnny Depp, Juan Carlos Vellido, Judi Dench, Keith Richards, Kevin McNally, Norberto Morán, Paul Bazely, Penélope Cruz, Richard Griffiths, Richard Thomson, Robbie Kay, Roger Allam, Sam Claflin, Sebastian Armesto, Stephen Graham, Steve Evets, Tristan Laurence Perez, Yuki Matsuzaki
- Colonna sonora: Hans Zimmer
- Produzione: Jerry Bruckheimer Films, Moving Picture Company (MPC), Walt Disney Pictures
- Distribuzione: Disney Pictures
- Durata: 141'
- Data di uscita: 18/05/2011




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