13 Assassini

13 Assassini

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In blu-ray 13 Assassini, lo splendido jidai-geki di Takashi Miike, presentato nel 2010 in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il nobile samurai Shinzaemon Shimada riceve in segreto l’incarico di assassinare il crudele signore feudale Naritsugu in seguito alla sua violenta ascesa al potere. Insieme a un gruppo di abilissimi samurai, Shinzaemon progetta un’imboscata per catturare il feudatario. Naritsugu è protetto da un letale esercito capeggiato dallo spietato Hanbei, acerrimo nemico di Shinzaemon, e gli impavidi samurai sanno che stanno per avventurarsi in una missione suicida. Shinzaemon e i suoi uomini trasformano un piccolo villaggio di montagna in una trappola mortale, ma all’arrivo di Naritsugu scoprono che il nemico ha una superiorità numerica di quindici a uno. È giunta l’ora per i 13 intrepidi assassini di affrontare la morte in un’epica battaglia con esplosioni infuocate, diluvi di frecce e clangore di spade. [sinossi]

L’importanza assoluta della distribuzione in dvd e in blu-ray (supporto del quale ci occupiamo in questa occasione) di 13 Assassini di Takashi Miike è ribadita dalla locandina che potete rintracciare anche all’interno della scheda tecnica, in fondo alla recensione: sotto il titolo è possibile leggere con chiarezza la scritta “dal regista di Audition Takashi Miike”. Una prassi abbastanza comune, quella di sponsorizzare un film facendo riferimento al titolo più noto tra quelli diretti precedentemente dal regista, ma che nel caso in questione assume contorni quasi grotteschi: tra Audition e 13 Assassini non corrono infatti solo undici anni, ma anche la bellezza di quaranta lungometraggi diretti da Miike, ai quali si aggiungono tre cortometraggi e otto lavori televisivi. L’iperproduzione del cineasta nipponico potrebbe mettere in difficoltà anche il più attento esegeta della sua arte, ma non v’è dubbio che in Italia con troppa facilità si è abbandonato al proprio destino uno dei massimi esponenti della Settima Arte degli ultimi due decenni: certo, c’è stata la meritoria operazione di distribuzione home video curata dalla Dynit, ma si è trattato di una serie di uscite prive del battage pubblicitario necessario per fare presa su una popolazione di homo videns sempre  più distratti, abbagliati dalla luce del televisore e poco interessati a quel che accade nel mondo del cinema, soprattutto quello proveniente da territori ancora oggi considerati (non senza una punta di razzismo) “esotici”.

È dunque davvero da applaudire la scelta della 01 Distribution di editare il terz’ultimo parto creativo di Miike (nel 2011 hanno visto la luce l’ottimo Harakiri: Death of a Samurai, remake stereoscopico del classico jidai-geki diretto da Masaki Kobayashi, e il divertissement Ninja Kids!), dopo gli applausi convinti ricevuti durante la Mostra del Cinema di Venezia, dove rimase scandalosamente escluso dai premi assegnati tra mille polemiche dalla giuria presieduta da Quentin Tarantino, e la fugace apparizione in sala, dove è stato distribuito dalla BIM lo scorso giugno. Un film che correva seriamente il rischio di attraversare come un ectoplasma i percorsi distributivi nazionali, finendo con troppa rapidità nel dimenticatoio, e che trova invece una propria meritoria collocazione sugli scaffali dei negozi, con un’uscita home video che potrebbe anche approfittare dell’approssimarsi delle feste. Sul valore artistico di 13 Assassini si è già avuto modo di disquisire in passato, ma è interessante approcciare nuovamente il discorso alla luce della visione del già citato Harakiri durante l’ultimo Festival di Cannes: due film che sembrano quasi dei gemelli eterozigoti, con il primo a cercare di fondere il jidai-geki con squarci di chambara e il secondo a innervare la materia per eccellenza del cinema nipponico con le nuovissime tecnologia legate alla tridimensionalità. Nell’avvicinarsi a un genere quasi mai trattato in precedenza (a parte il pressoché invisibile Onna kunishuu ikki, anno domini 2002), Miike dimostra di non avere timori reverenziali e pur sfoderando una messa in scena raggelante nella sua eleganza, si permette digressioni personali ed eversioni di stile e di timbrica: una dimostrazione di poetica che rivendica la propria riottosità, la furia salvifica nell’affrontare il mondo.

Un film da gustare tutto d’un fiato, suddiviso quasi perfettamente in due tronconi apparentemente in contrasto tra loro (la prima metà è riflessiva e parlata, nella seconda deflagra in pieno la barbarie sanguinolenta della battaglia) ma in realtà indispensabili per donare completezza alla pellicola. Il blu-ray approntato dalla 01 Distribution si fa apprezzare per la qualità video e audio, con un ottimo lavoro sulle tonalità del colore e sul contrasto, che permette di godere fino in fondo anche delle sequenze più concitate. Il film è presentato sia nella versione doppiata che in quella originale giapponese: quest’ultima è altamente consigliata, anche se i sottotitoli reperibili sono solo quelli pensati per gli spettatori non udenti. Purtroppo, se si esclude il trailer cinematografico, non c’è traccia di contenuti speciali, fattore che ci spinge ad abbassare sensibilmente il voto all’insieme rispetto a quello che assegnammo al film a ridosso della proiezione veneziana. Resta comunque l’importanza dell’evento: anche solo dieci anni fa un’uscita del genere sarebbe stata praticamente inimmaginabile. E non è cosa da poco…

Info
Il trailer italiano di 13 assassini.
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