Shield of Straw
di Takashi Miike
Con Shield of Straw Takashi Miike firma una delle sue opere più incomprese, action che si trasforma in crudo resoconto politico del Giappone contemporaneo.
Fukuoka Tokyo – Solo andata
«Uccidete quest’uomo e otterrete un miliardo di yen di ricompensa». Con questa pubblicità apparsa su tutti i giornali giapponesi, il miliardario Ninagawa pone una taglia sulla testa di Kiyomaru, il presunto assassino della sua nipotina. A questo punto milioni di potenziali nemici possono mettersi sulla strada dei poliziotti incaricati di scortare Kiyomaru fino a Tokyo, trasformando il loro viaggio in una sfida infernale… [sinossi]
Se qualcuno vi proponesse di uccidere un uomo, promettendovi in cambio un premio di un miliardo di euro, probabilmente rifiutereste, colti dal doveroso senso di colpa. Ma se la stessa proposta riguardasse l’omicidio di un pedofilo assassino e recidivo, siete certi che la vostra rettitudine morale non vacillerebbe? Da questo interrogativo etico prende corpo Wara no tate (tradotto a livello internazionale con l’inglese Shield of Straw), nuova avventura dietro la macchina da presa per l’iperproduttivo cineasta nipponico Takashi Miike presentata in concorso durante le giornate della sessantaseiesima edizione del Festival di Cannes. Chiunque abbia anche una minima dimestichezza con il cinema di Miike, sa che dal regista di Happiness of the Katakuris, Ichi the Killer e Izo è lecito aspettarsi di tutto, senza preclusioni di sorta. In questo caso specifico Miike mette in campo tutta la sua professionalità per portare in scena un romanzo di Kauhiro Kiuchi, mangaka sono anche in occidente per la serie Be-Bop High School: la storia narra di un violentatore e assassino di bambini, Kiyomaru, sulla cui testa viene messa una taglia di un miliardo di yen da parte di un uomo facoltoso che ha perso la nipotina di sette anni tra le grinfie del serial killer. La richiesta del ricco e anziano Ninagawa è che Kiyomaru sia ucciso, ma ciò deve avvenire con il beneplacito delle forze dell’ordine. Questo rende ancora più complicata l’operazione di trasporto dell’imputato da Fukuoka, dove è stato fermato, fino a Tokyo: la scorta che deve condurlo sano e salvo in tribunale per poter prendere parte al processo si troverà a dover fronteggiare orde di giapponesi disposti a tutto pur di uccidere Kiyomaru e mettere le mani sull’ingente somma di denaro. E la tentazione può venire anche agli stessi agenti messi a protezione di Kiyomaru…
Chi si aspetta eversione oniriche e parossistiche, come quelle che avevano reso celebri precedenti opere di Miike come Dead or Alive o Gozu (primo film del regista nipponico a essere presentato a Cannes, visto che prese parte alla selezione della Quinzaine des réalisateurs nel 2003), resterà profondamente deluso: Shield of Straw è un action classico in ogni sua istanza narrativa ed estetica, condotto con secchezza ed essenzialità da Miike senza dimenticare però svisate spettacolari come l’attacco del convoglio di polizia da parte di un tir lanciato a tutta velocità e carico di nitroglicerina.
Visto con uno sguardo superficiale l’ottantaseiesimo parto creativo di Miike – contando anche gli episodi girati per film collettivi, i lavori per la televisione e via discorrendo – non è poi così dissimile da alcune opere adrenaliniche di Tony Scott, e lo svolgimento della narrazione potrebbe essere confuso con quello di molti action dozzinali, ivi compreso il nostrano Palermo Milano – Solo andata di Claudio Fragasso.
Ciò che davvero distingue Shield of Straw dalla maggior parte dei prodotti a lui apparentemente similari è però il constesto sociale in cui il film va a inserirsi e la profonda e sincera verve politica che lo anima: nel mettere in scena una nazione in cui chiunque (o quasi) è disposto a macchiarsi le mani con il sangue di un altro uomo pur di raggiungere l’agognata ricchezza economica, Miike lancia un grido di rabbia nei confronti del capitalismo. Il problema morale che alcuni dei personaggi si pongono è dettato da una nazione senza più etica, lasciata scivolare via alla deriva, in cui si agitano spettri di giustizialismo privato e che la corruzione ha minato, tarlato, profanato nel profondo.
Anche per questo acquista un valore particolare la figura di Kiyomaru, squallido e pazzoide assassino privo di qualsiasi pentimento, anima imbastardita di un Giappone – ma Shield of Straw potrebbe essere ambientato ovunque in giro per il mondo senza perdere in attualità e credibilità – oramai immerso fino al collo nella crisi, non solo economica. Sorta di Izo in carne e ossa, Kiyomaru non ha timori nell’ammettere “Mi dispiace, so di aver sbagliato. Se avessi saputo che le cose stavano così, ne avrei uccisi molti di più”. Il suo sguardo in macchina durante queste parole è l’ennesima pugnalata di Miike al moralismo di un cinema sempre troppo borghese e comodo per riuscire a capirlo. La dimostrazione l’ha data buona parte degli accrediti stampa a Cannes, che hanno accolto il film tra bordate di fischi e ululati vari.
Info
Il trailer di Shield of Straw.
- Genere: action, thriller
- Titolo originale: Wara no tate
- Paese/Anno: Giappone | 2013
- Regia: Takashi Miike
- Sceneggiatura: Tamio Hayashi
- Fotografia: Nobuyasu Kita
- Montaggio: Kenji Yamashita
- Interpreti: Goro Kishitani, Hirotaro Honda, Kento Nagayama, Kimiko Yo, Masato Ibu, Nanako Matsushima, Takao Ōsawa, Tatsuya Fujiwara, Tsutomu Yamazaki
- Colonna sonora: Koji Endo
- Produzione: Nippon Television Network, Warner Bros.
- Durata: 124'








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