Mission: Impossible – Protocollo Fantasma

Mission: Impossible – Protocollo Fantasma

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Tocca ora a Brad Bird sedersi dietro la macchina da presa e raccontare le gesta di Ethan Hunt con Mission: Impossible – Protocollo Fantasma. Un’occasione a dir poco ghiotta e carica di sottotesti interessanti, a partire dal lavoro nelle vesti di produttore di J.J. Abrams.

Spruzza, sparisci e spara…

Dopo che un attentato terroristico ha distrutto il Cremlino, il governo degli Stati Uniti attiva il cosiddetto “Protocollo Fantasma” e l’intera Impossibile Mission Force (IMF) viene accusata dell’attacco. Lasciati senza risorse e sostegno, Hunt e la sua squadra fuggono, per operare al di fuori della loro agenzia e riscattarla, ed allo stesso tempo sventare un altro attacco nucleare… [sinossi]

Chissà se la mente di Bruce Geller, alla cui fervida immaginazione si deve la serie televisiva Missione impossibile in onda dal 1966 al 1973, sarebbe stata in grado di ipotizzare una saga cinematografica come quella sviluppatasi a Hollywood negli ultimi quindici anni. Da quando Brian De Palma ha riportato in auge le incredibili avventure dell’agente speciale Ethan Hunt e della sua squadra di collaboratori il progetto si è sviluppato con un’intelligenza rara per gli standard a cui il pubblico si è oramai abituato: dall’elegante classicismo dell’episodio di De Palma si è passati al furibondo formalismo di John Woo, per approdare quindi al tonitruante blockbuster di J.J. Abrams. Tocca ora a Brad Bird sedersi dietro la macchina da presa e raccontare le gesta di Hunt: un’occasione a dir poco ghiotta e carica di sottotesti interessanti, a partire dal lavoro nelle vesti di produttore del solito Abrams, che affianca Tom Cruise – vero e proprio promotore della (finora) tetralogia – per giungere alla curiosità legata alle capacità di Bird di confrontarsi con un materiale di live-action. Perché finora il cinquantaquattrenne regista nativo del Montana era passato alla storia come uno dei nomi più convincenti del panorama del cinema d’animazione a stelle e strisce: dopo gli esordi, legati in gran parte al nome dei Simpson (per il più celebre dei cartoon televisivi seriali Bird girò alcuni episodi, tra cui l’eccellente Like Father, Like Clown), Bird ha diretto l’ottimo e spesso sottostimato Il gigante di ferro, per poi approdare alla corte di John Lasseter alla Pixar. Per la casa di produzione della lampada ha portato a termine lo splendido Ratatouille e soprattutto Gli incredibili, che oltre a rappresentare una delle vette più alte raggiunte dalla Pixar, appartiene in tutto e per tutto al genere action. E all’action Bird torna oggi, con attori in carne e ossa in scena e un budget multimilionario da dover gestire.

Il punto di forza di Mission: Impossible – Protocollo fantasma risiede proprio nella capacità di Bird di sfruttare al meglio le potenzialità della macchina industriale innervando il lavoro sull’immaginario grazie al ricorso alla propria esperienza nel cinema d’animazione: basterebbe anche solo l’incipit mitteleuropeo per palesare senza troppe possibilità di errore l’approccio ludico e al contempo profondamente consapevole di Bird. Il quarto ritorno in scena di Cruise nella parte di Hunt si risolve in una girandola di situazioni adrenaliniche che hanno il coraggio di non prendersi mai eccessivamente sul serio, trasformando il film in una vera e propria sarabanda, con i protagonisti costretti ad arrampicarsi sulle vetrate del grattacielo più alto del mondo, a lanciarsi nel vuoto, a tentare di saltare su un treno in corsa e via discorrendo. Un film d’azione nel senso più stretto della parola, che abbandona ben presto i rigidi schemi narrativi per concedersi il lusso di esistere come marchingegno cinematico in quanto tale: lo script firmato da Josh Appelbaum e André Nemec, al di là di un buon numero di battute sagaci messe in bocca a un cast in ottima forma (con Simon Pegg a vestire gli inevitabili panni del mattatore), finisce per perdersi dietro il desiderio di stupire in continuazione lo spettatore. Il pre-finale ambientato a Mumbay, se si esclude il bell’inseguimento nel garage costruito su più livelli, non trova una motivazione davvero calzante della propria esistenza. Ma ogni volta che sta per incanalarsi in un tunnel pericoloso, il film viene salvato dall’inventiva di Bird, in grado di costruire almeno tre lunghe sequenze destinate a passare alla storia del genere: l’intrusione nel cuore del Cremlino, l’arrampicata con le ventose lungo le vetrate del grattacielo e l’inseguimento automobilistico nel bel mezzo di una tempesta di sabbia. La regia di Bird si fa qui magistrale, vivificando la speranza della scoperta di un nome nuovo in grado di rappresentare in futuro una certezza per il genere. In attesa che l’agente Hunt e la sua combriccola di agenti segreti decidano di tornare di nuovo in azione…

Info
Il sito ufficiale di Mission Impossible.
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