Romeo & Juliet

Romeo & Juliet

di

Carlei sceglie di buttarsi su uno dei grandi classici shakespeariani, ma in questo Romeo & Juliet, per quanto filologicamente corretto, sono proprio le parole a perdere di profondità insieme allo spessore dei personaggi.

I Montecchi e i Capuleti trovano ogni pretesto per litigare pubblicamente per le strade di Verona. Quando i Capuleti danno una festa nella loro tenuta, Romeo Montecchi vi si intrufola. Al ballo, Romeo dimentica all’istante i suoi sentimenti per Rosalina non appena scorge Giulietta. Tra i due scocca immediatamente il colpo di fulmine. Disposti a sfidare l’ira delle rispettive famiglie, Romeo e Giulietta si abbandonano a un folle amore clandestino… [sinossi]

«Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre; e rifiuta il tuo nome: o, se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti». Chissà quante volte avremo sentito questi versi, ora declamati in teatro o sul grande schermo, ora usati per sketch parodici in tv, ora letti su un libro di scuola.
Anche chi non si è mai avvicinato al testo di Shakespeare, non può non conoscere Romeo e Giulietta, i due amanti per eccellenza, uno di quei classici che continua a vivere nei secoli facendo sognare di generazione in generazione; una di quelle storie d’amore nate per il teatro e che ha visto varie forme di rappresentazione – solo al cinema si contano oltre quaranta versioni di cui la prima risalente al 1900 e, tra le più famose, non possiamo non ricordare Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968), Romeo + Juliet di Baz Luhrmann (1996) e Shakespeare in love di John Madden (1998). A segnare i giovani del Terzo Millennio è stato senza ombra di dubbio l’adattamento del regista di Moulin Rouge, ambientato in una bizzarra Verona beach: la coppia Di Caprio-Danes ha colpito milioni di ragazzi e ragazze – e non solo quelli più propensi al romanticismo. Vedendo Romeo & Juliet di Carlo Carlei viene spontaneo ripensare alla pellicola di Luhrmann, che ha saputo dare linfa nuova alle parole del Bardo senza tradirne lo spirito. Nel film del regista calabrese, per quanto filologicamente corretto, sono proprio le parole a perdere di profondità insieme allo spessore dei personaggi (facendo le dovute eccezioni – vedi, ad esempio, Paul Giamatti nel ruolo di frate Lorenzo). Pur trovandoci di fronte a un allestimento scenico perfetto e fedele al tempo in cui si è scelto di far rivivere la storia – non più nel Medioevo ma, questa volta, nel Rinascimento – sin dai primi fotogrammi si ha la sensazione che Romeo & Juliet sia un prodotto ben confezionato, ma che non aggiunge nulla di nuovo e/o diverso a quanto già visto. Al punto che viene da chiedersi quale senso abbia realizzare un altro film sui due amanti, soprattutto se ci si approccia alla loro storia in maniera talmente tradizionale da far dubitare che possa avere presa sui ragazzi di oggi. Può la sola scelta di Ed Westwick (conosciuto per il ruolo di Chuck Bass in Gossip girl) per il personaggio di Tebaldo, attirare uno stuolo di giovani?

Se abboccheranno all’amo, resteranno purtroppo delusi e in particolare dai due protagonisti. Douglas Booth [1], il nostro Romeo di turno, declama i versi in un tono monocorde che non riesce a rendere merito alla musicalità così ben calibrata di endecasillabi sciolti alternati a settenari. La Giulietta di Hailee Steinfeld incarna sì un’adolescente colpita dalla freccia di Cupido, ma è carente nel restituire fino in fondo quel candore lirico, l’umanità e la passione del primo amore che tanto caratterizzano questo personaggio.
Assistiamo alla presa di coscienza di come il loro sia un amore impossibile, alle lotte per coltivarlo, ma non riusciamo ad emozionarci con loro; ciò che a malincuore sentiamo è che stanno recitando, e quando accade questo significa che qualcosa non ha funzionato nel meccanismo di messa in scena e di appropriazione del personaggio.

Lo sceneggiatore Julian Fellowes (vincitore dell’Oscar per la migliore sceneggiatura per Gosford Park nel 2002) ha optato per una fedeltà alle parole sgorgate dalla penna dello scrittore inglese, cercando di asciugare alcuni passaggi del testo originario (vedi il ruolo di Benvolio con un Kodi Smit-McPhee discretamente in parte nel suo essere più un amico fraterno che non un cugino per Romeo – lo vediamo principalmente nelle scene finali dove Benvolio assume i compiti che erano di Baldassarre, il servitore di Romeo).

Dopo essersi guadagnato il favore degli Studios con La corsa dell’innocente (1993) e aver cavalcato quest’onda dirigendo Fluke con Matthew Modine (1995), dal 2000 Carlei ha avuto un periodo intenso di fiction tv e riteniamo che questo abbia inciso sul suo ultimo lungometraggio. Per quanto si possa circondare di star o ricorrere a nomi come quello di Carlo Poggioli per i costumi (la cui ultima fatica è stata The Zero Theorem di Terry Gilliam), la sua regia risulta televisiva tanto da ricordare certi sceneggiati in costume, con inquadrature che strizzano l’occhio allo spettatore per enfatizzare dei punti drammaturgici che dovrebbero emergere invece naturalmente grazie alla bravura del cast e al climax del plot. Probabilmente è proprio in quest’ottica che la colonna sonora è preponderante, corrisponde a quel tipo di scelta che cerca di veicolare le emozioni per – forse – sopperire alle lacune interne.

«Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo»… purtroppo non si può dire la stessa cosa rispetto a ogni adattamento di Romeo e Giulietta. Diceva Calvino: «I classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale». Mentre si susseguono le scene di Romeo & Juliet di Carlei, si ripensa al Romeo + Juliet di Luhrmann che era riuscito a rendere vicine quelle parole così apparentemente lontane fino a far vibrare le corde giuste di chi interpretava quei personaggi e di noi che guardavamo.
Sappiamo che non è facile emozionare con una storia di cui si sa già il finale. Il lavoro profondo da compiere sta proprio lì. Peccato per l’occasione mancata.

Note
1. Incantatore di teenager nella miniserie tv Grandi speranze (2011).
Info
Il trailer italiano di Romeo & Juliet.
Romeo & Juliet su facebook.
Il sito italiano di Romeo & Juliet.
Il sito internazionale di Romeo & Juliet.
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-01.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-02.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-03.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-04.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-05.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-06.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-07.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-08.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-09.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-10.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-11.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-12.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-14.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-15.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-16.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-17.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-18.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-19.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-20.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-21.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-22.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-23.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-24.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-25.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-26.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-27.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-28.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-29.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-31.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-32.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-33.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-34.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-35.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-36.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-38.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-41.jpg
  • Romeo-Juliet-2013-Carlo-Carlei-43.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Roma 2013

    Sdoganando l’Auditorium come luogo d’incontro cinematografico (ma non solo), Müller ha potuto amalgamare alcuni titoli di forte interesse per il grande pubblico con l’interesse per un cinema di ricerca, già cifra stilistica della sua direzione all'epoca di Venezia...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento