Dracula Untold

Dracula Untold

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Un feuilleton senza sangue né erotismo per raccontarci le origini del conte Dracula: Dracula Untold di Gary Shore è un prodotto pensato per conquistare, senza corromperlo, il pubblico dei più giovani.

Padre, marito e vampiro

Il giovane principe Vlad guida la carica per respingere i tentativi dell’impero Ottomano di utilizzare la Romania come un punto d’appoggio per conquistare il resto d’Europa. In un momento di disperazione, Vlad sale su una montagna dove risiede un oscuro potere magico con la speranza di trovare qualcosa che tenga a bada le orde turche. Quel potere lo aiuta a sconfiggere i turchi, ma questo avviene pagando il prezzo della sua trasformazione in una creatura della notte… [sinossi]

Da quando il successo delle grandi saghe young-adult ha riconfermato il fatto che il pubblico in grado di fare la differenza al botteghino è quello dei più giovani, Hollywood si è prodigata in una spietata autocensura pari per rigore al famigerato codice Hays e in grado di mietere via dai film a medio-alto budget, abbattendosi con la sua falce implacabile, due elementi che in un passato non molto lontano godevano di maggiori libertà di movimento e declinazione: sesso e violenza. Ma se ai tempi del codice Hays la sessualità trovava poi la sua forma “alta” di espressione traducendosi in dialoghi brillanti e fortemente allusivi, oggi nemmeno quelli è più dato ascoltare; non sia mai turbino i casti padiglioni auricolari o il subconscio di qualche spettatore benpensante e della sua prole.

In tempi siffatti fare ancora film sui vampiri, creature della notte sempre pronte a sedurre e contaminare esili fanciulle bevendone il sangue, non ha molto senso, eppure il successo planetario della saga di Twilight è pronto, con i suoi stratosferici incassi, a smentire questo assunto. Laddove però la prurigine repressiva del film tratto dai bestseller di Stephenie Meyer si sublimava in una contenzione a suo modo erotica, in Dracula Untold, ennesima rivisitazione delle vicende di Vlad l’impalatore, neanche di questo vi è traccia alcuna. Diretto dall’esordiente Gary Shore, il film mira a ricostruire le origini della sete di sangue di Vlad di Valacchia, questa volta incarnato dal sufficientemente torvo, ma eccessivamente palestrato (anche la tartaruga di addominali è forse un sintomo della deriva dell’erotismo del XXI secolo), Luke Evans.

Padre di famiglia pacifista, il conte transilvano ha deposto l’affilato palo e vive serenamente con la moglie (Sarah Gadon) e il figlioletto nel suo poco prospero regno, pagando regolarmente le tasse all’impero Ottomano. Ma quando gli emissari del perfido sultano Mehmet II (Dominic Cooper) gli chiedono in tributo anche un centinaio di fanciulli, compreso suo figlio, da allevare nel loro esercito, Vlad si oppone fermamente e dichiara guerra. Per non costringere il suo popolo ad imbracciare le armi, chiederà aiuto ad una creatura mostruosa ed ectoplasmica che vive in una caverna sul vicino monte: un vampiro. L’essere è infatti in grado di fornirgli la forza di un intero esercito, basta che lui beva un po’ del suo sangue e riesca poi a resistere almeno tre giorni senza mordere nessuno. Nemmeno la moglie. D’altronde l’algida Sarah Gadon, nonostante la sua innegabile bellezza, in questo Dracula Untold è del tutto priva di attrattive; madre e moglie devota, si limita a pronunciare poche frasi di rito in difesa del marito, ben presto agli occhi di tutti piuttosto bizzarro e incontrollabile, e ad indossare abiti e gioielli che esaltano il candore del suo incarnato.

Non fa molto di più il nostro Vlad, che rifiuta i doveri del talamo per non contagiare l’amata e si prodiga in rapide sortite nel campo avverso, infilzando sobriamente il nemico per lo stomaco come uno spiedino (non ci sono più gli impalatori di una volta!), il tutto agitando il suo mantello fatto di svolazzanti pipistrelli. Anche la regia di Gary Shore non riesce a convincere e meno che mai a “mordere”, dimenticandosi di dare un ruolo ai personaggi di contorno e risolvendo le situazioni in maniera sbrigativa. Si veda in tal senso il primo ingresso di Vlad, accompagnato da due compari nella caverna del vampiro: tutto accade così rapidamente e senza alcun tipo di direzione del movimento, al punto che la morte dei due malcapitati accompagnatori di fatto ci è nascosta alla vista e ne apprendiamo notizia solo in seguito.

Tutto è dunque estremamente edulcorato in Dracula Untold, elegante nulla che rifiuta anche quella natura più schietta da b-movie che apparteneva, ad esempio, al ben più fracassone Van Helsing di Stephen Sommers (2004). Siamo di fatto di fronte ad un melodramma familiare funestato da una imminente infezione vampiresca, che però non ha mai luogo. Dopotutto questo è solo un prologo alle avventure del conte Dracula e dunque finisce quando il bello deve ancora venire, e Gary Shore può anche esimersi dal raccontarlo o mostrarlo, così come dall’alludervi, tanto altri lo hanno già fatto in maniera assai più convincente di lui.

Info
La pagina dedicata a Dracula Untold sul sito della Universal.
Il sito ufficiale del film.
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1 Commento

  1. jonathan 03/11/2014
    Rispondi

    Bella rivisitazione della storia originale di Bram Stoker, personalmente l’ho apprezzato molto. evito qualunque tipo di spoiler ma devo dire che il finale, seppur carino e studiato, non mi ha convinto molto. l’azione e la trama in sè sono stupende, vale la pena di vederlo sopratutto per chi conosce il vero originale Dracula 🙂

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