The Teacher

The Teacher

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Film d’apertura del Trieste Film Festival, The Teacher del regista ceco Jan Hřebejk torna a parlare della società precedente al crollo del muro, in un microcosmo scolastico turbato dai metodi anomali di una nuova insegnante, che riflette il clima che si respirava all’epoca.

We don’t need no education

Nella Cecoslovacchia degli anni Ottanta, in un istituto scolastico nella periferia di Bratislava, un’apparentemente comprensiva, gentile e amabile insegnante è accusata di usare i suoi studenti per ottenere favori dai genitori… [sinossi]

The Teacher del regista ceco Jan Hřebejk, presentato in apertura al Trieste Film Festival, ci riporta ai nostri anni scolastici e alle nuove professoresse che, arrivate in classe, si presentano, fanno l’appello e cercano di conoscere gli alunni, uno per uno. E magari, in contesti di piccole città o comunità, ci sono già dei legami di conoscenza con qualcuno dei genitori. I nostri ricordi scolastici sono simili forse a quelli di Woody Allen all’inizio di Io e Annie, con quella carrellata di figure di docenti uno più squallido dell’altro; difficile aver avuto professori anticonformisti e carismatici, come l’Alain Delon de La prima notte di quiete, o il Robin Williams de L’attimo fuggente. La professoressa Drazdechová, donna di mezza età piacente, vedova, inizia la sua prima lezione proprio come nei nostri ricordi adolescenziali. In un grande complesso scolastico, di quell’edilizia anonima frequente anche in Italia. Solo che a ciascun alunno chiede anche quale sia la professione dei propri genitori, cosa che sarebbe suonata strana anche ai nostri tempi, per motivi di privacy, o di classismo. Ben presto si scoprono i discutibili metodi della professoressa Drazdechová, che instaura un sistema di scambio di favori con i genitori degli alunni, di richieste di piaceri, finanche cose non permesse come spedire una torta a Mosca contravvenendo alle regole doganali, in cambio di bei voti ai figli. Mentre alcuni degli stessi alunni aiutano la signorina nelle faccende domestiche, per migliorare il proprio rendimento scolastico. Rendimento che in una società come quella aveva una grande importanza e significava avere accesso alle migliori facoltà piuttosto che benefici per la famiglia nei costi scolastici.

Tratto da una storia vera, The Teacher parte dalla riunione tra docenti e genitori in cui viene messa sotto accusa la signorina Drazdechová, i cui sistemi e le cui vicissitudini sono visti in montaggio alternato con la discussione, la cui posta in gioco è l’espulsione della professoressa dall’istituto. Da un lato un tentativo di suicidio da parte di un’alunna, dall’altro ci sono i buoni rapporti con le alte sfere del Partito della professoressa, che si ostina a chiamare le persone con l’appellativo compagna o compagno, evidentemente già desueti anche nella Cecoslovacchia dell’epoca.

Un sistema marcio sul viale del tramonto, un concezione del potere fondata sul do ut des, sugli scambi di favori, una fasulla meritocrazia dove in realtà si va avanti per opportunismo. Questa a una lettura superficiale potrebbe sembrare la tesi di The Teacher, ma Jan Hřebejk riesce a mantenere tutto molto sfumato, a rendere difficile ogni presa di posizione. Raramente la professoressa Drazdechová si lascia andare a scatti di palese prepotenza e a volte questi sembrano giustificati nei confronti di studenti un po’ bulletti. A tratti l’insegnante sembra incarnare una forma istintiva di anticapitalismo, di economia senza denaro basata sugli scambi reciproci, in base alle possibilità e competenze di ciascuno, in una piccola comunità. “Siamo umani, dobbiamo aiutarci l’un l’altro” dice a un certo punto l’insegnante con apparente ingenuità. Un sistema che facilmente può degenerare come in effetti succede in questo caso. Ma anche sulla ribellione nei suoi confronti è difficile dare un giudizio netto. Alcuni alunni che trovano il coraggio di opporsi pure non sembrano del tutto cristallini. E il tentato suicidio appare come la cosa meno credibile del film, buttato lì in modo improvviso. Dipingere semplicemente un’insegnante dispotica sarebbe stata una comoda visione di un sistema dittatoriale, ma evidentemente non era così semplice. Va dato atto al regista Jan Hřebejk di aver reso una realtà in tutte le sue sfaccettature senza adagiarsi al facile manicheismo. “Questo non è un film sul comunismo o sul bullismo.” Ha dichiarato, “Qui l’argomento principale è la paura, l’opportunismo, la dignità umana”.

Info
La pagina dedicata a The Teacher sul sito del Trieste Film Festival.
Il trailer di The Teacher su Youtube.

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1 Commento

  1. daniela trincia 18/09/2017
    Rispondi

    L’insegnante non è zitella bensì vedova. Ad organizzare l’incontro non è il direttore bensì la direttrice. Ai nostri tempi veniva richiesta la professione dei genitori perché gli insegnanti volevano anche capire lo status sociale degli alunni/studenti e non ci è mai venuto in mente di non fornirli perché neanche si sapeva cosa fosse la privacy. Non vuole spedire una torta bensì dei dolci. E parte appunto con la riunione non tra docenti e genitori, bensì tra la direttrice e la vicedirettrice con i genitori. E non sono quisquiglie.

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