Charley Thompson
di Andrew Haigh
In concorso a Venezia 74, l’inglese Andrew Haigh con Charley Thompson (Lean on Pete) immerge se stesso e il suo adolescente protagonista nella wilderness americana mettendo in scena una convincente – ma forse troppo controllata – parabola di crescita.
Resta con me, Pete
Charley è un quindicenne abbandonato dalla madre e cresciuto da un padre disattento e sempre nei guai. I due cercano un nuovo inizio a Portland, in Oregon, ma presto Charley dovrà rimettersi in viaggio, stavolta da solo, attraverso l’America profonda: sarà l’amicizia con un vecchio cavallo da corsa, Lean on Pete, a ridargli la speranza in un futuro migliore… [sinossi]
Ciò che forse si può imputare al cinema dell’inglese Andrew Haigh, già autore di Weekend e di 45 anni, è di essere troppo controllato, troppo preciso, troppo ‘esatto’, secondo una concezione totalmente cerebrale e intellettuale della gestione delle immagini. Questo non significa che i suoi film non siano in grado emozionare, come d’altronde succede anche in Charley Thompson (Lean on Pete), presentato in concorso a Venezia 74, ma la sensazione è che gli manchi qualcosa per fare il grande salto autoriale, un qualcosa di potentemente visionario.
L’impressione risulta amplificata proprio dalla visione di Charley Thompson e dall’immersione di Haigh nella wilderness americana, dove accompagna il suo adolescente protagonista, costretto a trovare rifugio nella compagnia di un cavallo da corsa che non vince più.
Charley Thompson è infatti un film tutto di scrittura, capace anche di affidarsi a bellissime immagini ma che non si abbandona mai ad esse, non vi si immerge totalmente, e dove ogni cosa appare sempre al suo posto e sempre “troppo” necessaria, dall’incontro con i veterani dell’ennesima guerra sbagliata a stelle e strisce, passando per la scoperta della violenza da parte del nostro eroe.
Ed è in questo – come dire – la sua grandezza e il suo limite: Haigh ad esempio non sbaglia quando fa deviare improvvisamente il racconto (abbandonando il mondo delle corse e il suo milieu abitato dai fantastici Steve Buscemi e Chloë Sevigny), eppure ci fa rimpiangere amaramente di averlo fatto, da abilissimo sceneggiatore – e scrittore – quale è, che sa giustificare e tenere in piedi ogni sua scelta, anche la più spiazzante.
D’altronde – si sa – l’autore di 45 anni è un abilissimo cesellatore di stratificazioni simboliche, come è sottolineato proprio dal “lean on Pete”, sarcastico nome che è stato affidato al cavallo (elemento comunque già presente nel romanzo di Willy Vlautin da cui è tratto il film), un modo per dire di affidarsi a questa bestia quando non c’è rimasto nient’altro da fare, una sorta di ultima spiaggia, che è quel che poi resta effettivamente nelle mani del protagonista Charley una volta che decide di gettarsi on the road con una vaghissima possibilità di trovare un altro affetto dall’altra parte dell’America.
Haigh ha introiettato perfettamente il mondo del cinema e della cultura americani, li sa dosare e li sa abbracciare – più d’una volta viene in mente ora Giungla d’asfalto, ora proprio Il cavaliere elettrico, presentato in questi giorni in versione restaurata – ma non se ne vuole ‘far abbracciare’. Vale a dire che da europeo – anzi, da inglese – non può abbandonarsi totalmente alla wilderness, gli deve dare una giustificazione narrativa e non solo simbolica.
Così la ‘passione’ del giovane Charley non diventa mai un’epopea malinconica, decadente e debordante. Diventa invece un viaggio nell’ignoto, nell’oscuro della notte, una sfida al termine della quale il ragazzo deve imparare a non appoggiarsi più a nessuno. E in cui Haigh ha fagocitato il mito americano senza farsene fagocitare.
Info
La scheda di Charley Thompson sul sito di Venezia 2017.
Il sito ufficiale di Charley Thompson.
- Genere: avventura, drammatico
- Titolo originale: Lean on Pete
- Paese/Anno: GB | 2017
- Regia: Andrew Haigh
- Sceneggiatura: Andrew Haigh
- Fotografia: Magnus Nordenhof Jønck
- Montaggio: Jonathan Alberts
- Interpreti: Amy Seimetz, Ayanna Berkshire, Bob Olin, Charlie Plummer, Chloë Sevigny, Chris Ihlenfeldt, Craig Kennedy, Dana Millican, Frank Gallegos, Jason Rouse, Joseph Bertót, Julia Prud'homme, Justin Rain, Lewis Pullman, P.E. Ingraham, Rachael Perrell Fosket, Steve Buscemi, Steve Zahn, Thomas Mann, Travis Fimmel
- Colonna sonora: James Edward Barker
- Produzione: Film4, The Bureau
- Distribuzione: Teodora Film
- Durata: 121'
- Data di uscita: 05/04/2018



Venezia 2017 – Minuto per minuto
Venezia 2017
Weekend
45 anni