Ricomincio da me

Ricomincio da me

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Con protagonisti Imelda Staunton e Timothy Spall, Ricomincio da me di Richard Loncraine è una commedia inglese per la terza età, buonista e piena di forzata fiducia nel prossimo. Al Torino Film Festival in Festa mobile.

Non ricominciamo

Quando «Lady» Sandra Abbott scopre che il marito, con cui è sposata da quarant’anni, la tradisce con la sua migliore amica, cerca rifugio dalla sorella più grande e separata, Bif. Le due donne non potrebbero essere più diverse e Sandra è un pesce fuor d’acqua accanto alla sorella, uno spirito libero che passa da una relazione all’altra. Ma la diversità è proprio ciò di cui Sandra ha bisogno. Così seppur riluttante si lascia trascinare da Bif a una lezione di community dance, dove comincia a poco a poco a trovare il suo passo e l’amore… [sinossi]

A vedere Ricomincio da me (il cui titolo originale è Finding Your Feet) vien quasi da pensare che il mainstream autoriale inglese non stia messo tanto meglio di quello italiano. Questa commediola sopra le righe e artefatta, azzimata e ipocrita, rivolta esplicitamente a un pubblico della terza età, è il sintomo di un cinema che non ha più voglia di raccontare storie, ma solo pseudo-sentimenti (all’insegna del feel good movie); di un cinema che si dà l’obiettivo non più di intrattenere il pubblico, quanto di rassicurarlo in maniera forzata e con finta ingenuità; di dargli esattamente quello che si pensa che il pubblico possa aspettarsi e cioè un nugolo di attori noti che fanno gli scemi ma non troppo, i simpatici ma non troppo, e – soprattutto – i cattivi ma non troppo. E le similitudini con la nostra commedia contemporanea per l’appunto non mancano: l’attore prima del ruolo, la piacioneria prima del racconto, la strizzatina d’occhio allo spettatore che tende a far cadere la quarta parete e a farci entrare in uno strano limbo teatral-televisivo con set posticci e fotografia pubblicitaria. Un mondo di cartonati che si è dimenticato che dall’altra parte dello schermo esiste qualcos’altro che varrebbe la pena di essere raccontato.
Così vediamo Imelda Staunton, ricca annoiata e irrughita signora dell’alta borghesia, scoprire che il marito la tradisce. La vediamo rifugiarsi in casa della sorella, che ovviamente è una post-fricchettona e, dunque, tra le due all’inizio le cose non vanno troppo bene. Poi la vediamo ri-scoprire il piacere della vita grazie nientepopodimeno che alla danza (che originalità). Infine la vediamo innamorarsi – per la prima vera volta? – di un amico della sorella, scapolo impenitente e blandamente impertinente (interpretato da un molesto Timothy Spall).

Presentato come film di apertura della 35esima edizione del Torino Film Festival, Ricomincio da me è girato senza cura e senza scrittura, con scenette buttate via una dopo l’altra, tutte tese a far esplodere gag fini a se stesse: dallo spogliarello con infarto fulminante al balletto collettivo in strada, fino a risibili schermaglie amorose; tutto virato sul viale del tramonto, di attori invecchiati che vogliono far di tutto per dimostrare che sono ancora pieni di energia e di voglia di non perdersi sul serio. Ma se il non prendersi sul serio è cosa giusta e doverosa, bisogna però almeno saper prendere sul serio il film che si fa, quello che si sta mettendo in scena, e ricordarsi che ogni gioco, ogni scherzo, funziona solo se è portato avanti con serietà e con coerenza. E, invece, capitanati da Timothy Spall, gli interpreti si muovono in scena senza controllo, alla continua esibizione di un inesausto birignao, del compiacimento imbellettato nei confronti dello spettatore.
Peccato, comunque. Anche perché, pur con una carriera molto altalenante, Richard Loncraine ci aveva regalato di recente un altro film sempre sulla terza età, Ruth & Alex – L’amore cerca casa, dove però accanto all’apparente leggerezza si celava un nucleo amaro di dolore del vivere. Caratteristica che purtroppo non si coglie mai in Ricomincio da me, nemmeno per un momento.

Info
La scheda di Ricomincio da me sul sito del Torino Film Festival.
Il trailer di Ricomincio da me.
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