Errante, affascinante, fulgido esempio di un cinema che ha bisogno “solo” di farsi esploratore dell'umano e del territorio, The Dreamed Adventure della regista tedesca Valeska Grisebach è la conferma di uno sguardo aspro e muliebre, duro come la sua protagonista. Leggi tutto
La bola negra, approdo in Concorso a Cannes degli attori e registi prevalentemente televisivi Javier Ambrossi e Javier Calvo, giustamente vuole ricordare l'abominio della discriminazione contro gli omosessuali, realizzando un parallelismo con il fascismo e il franchismo. Leggi tutto
Bruno Dumont nel suo nuovo lavoro Les roches rouges porta in scena come protagonisti assoluti sei bambini dai 5 agli 8 anni firmando un film distante anni luce dalla prassi del "fare cinema", e dall'estetica dominante. Alla Quinzaine des cinéastes 2026. Leggi tutto
Il regista russo Andrej Zvyagintsev torna con Minotaur, che mescola il privato e il politico per raccontare una volta di più le distonie della Russia contemporanea. Peccato che risalendo nei “piani alti” del regime il film progressivamente perda forza e vigore. Leggi tutto
Il regista e sceneggiatore Arthur Harari (premio Oscar per la scrittura di Anatomia di una caduta di Justine Triet) torna sulla Croisette con L'Inconnue, affascinante viaggio surreale nelle maschere/personalità che parte da una fotografia di Bob Dylan sul muro di una stanza. Leggi tutto
Jeanne Herry con Garance firma un dignitosissimo lavoro fenomenologico, pieno di ironia e ogni tanto cupo, aderente al desiderio tossico della protagonista anziché stigmatizzante. Con una splendida Adèle Exarchopoulos. In concorso a Cannes 2026. Leggi tutto
Yukiko Sode torna alla regia con All the Lovers in the Night adattando per il grande schermo il best-seller dell'acclamata scrittrice nipponica Mieko Kawakami. Un lavoro raffinato, che scava nell'intimità di un personaggio centrale fuori dalle logiche canoniche. Leggi tutto
A quattro anni da As Bestas, Rodrigo Sorogoyen torna magnificamente a Cannes, questa volta in Concorso, con El ser querido, il cui titolo internazionale è The Beloved e che infatti significa "l'essere amato". Una riflessione sul rapporto tra la vita e l'arte e sull'essere registi. Leggi tutto








