My Brother’s Name is Robert and He is an Idiot
Philip Gröning porta in concorso alla Berlinale un film che in potenza non sarebbe privo di spunti di interesse e stratificazioni. Ciò che però rende inaccettabile My Brother's Name is Robert and He is an Idiot è lo sguardo dell'autore, nel profondo odio nei confronti dei suoi personaggi. Leggi tutto
Poveri ma ricchissimi
Diretto dall'ormai innominabile Fausto Brizzi, Poveri ma ricchissimi è un fiacchissimo sequel, privo di una vera linea narrativa e infarcito di sottotrame, aggrappato a situazioni ed equivoci che mostrano subito la corda, mai divertente. Leggi tutto
The Broken Key
Louis Nero torna alla ribalta con un thriller in odor di fantascienza a dir poco ambizioso, ma anche pastrocchiato all'inverosimile. Una narrazione episodica e inconcludente, sorretta da una costruzione visiva che non è in grado di reggere il peso delle intenzioni del regista. Leggi tutto
Vittoria e Abdul
Rispolverando, oltre a Judi Dench, anche il meccanismo di Philomena, Stephen Frears con Vittoria e Abdul realizza un inno ai buoni sentimenti ipocrita, eticamente ambiguo e persino - non troppo velatamente - razzista. Leggi tutto
Non c’è più religione
Provando a includere nell'usurato schema comico Nord/Sud anche la coabitazione tra italiani e arabi, Luca Miniero realizza con Non c'è più religione un film paternalista, maldestro e, soprattutto, mai divertente, ad eccezione di una fugace apparizione di Herlitzka. Leggi tutto
American Anarchist
È sempre colpa degli anarchici. Parte da questo vetusto e velenoso assunto, American Anarchist, pseudo-documentario ricolmo di pregiudizi e di toni inquisitori, che fa sua la lezione del cattivo maestro Michael Moore. Fuori concorso a Venezia 73. Leggi tutto
To Live and Die in Ordos
La dimostrazione che in Cina ancora esiste il cinema di regime: un poliziotto si barcamena nella Mongolia Interna tra eroismi inusitati e repressioni di rivolte in nome di leggi non meglio identificate. Al FEFF 2014 Leggi tutto