Una storia senza nome
Una storia senza nome rappresenta il nadir della già non formidabile filmografia di Roberto Andò: una storia scombiccherata e mal scritta, una recitazione completamente fuori controllo e un'ambizione sfrenata che trova scarsi appigli nella realtà. Leggi tutto
Mandy
Mandy dimostra tutta l'irritante vacuità dell'approccio registico di Panos Cosmatos, già autore del futile Beyond the Black Rainbow. Tra idee sgraffignate a Lynch e Raimi (senza capirne il senso) un horror sguaiato e ambizioso allo stesso tempo. Alla Quinzaine des réalisateurs. Leggi tutto
Il mio Godard
Godard interpretato da Garrel pontifica sulla falsità del recitare, sulla rivoluzione, sugli operai e i contadini, e ovviamente sul cinema. È Il mio Godard di Michel Hazanavicius, sbalestrato e reazionario sguardo sul padre della nouvelle vague. Incredibile ma vero, in concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
Collateral Beauty
Il nuovo film di David Frankel con protagonista Will Smith è un dramma hollywoodiano insulso e ricattatorio, che inanella insensatezze e sprezzo del pudore con rara inconsapevolezza dei propri limiti e di una giusta, doverosa misura. Leggi tutto
Sadako vs. Kayako
Le due fantasmesse per eccellenza del j-horror si confrontano. Peccato che il duello non arrivi mai, che la tensione sia ai minimi storici e che l'intera trama risulti un risibile affastellamento di cliché. Leggi tutto
Ustica
La strage di Ustica con l'inabissamento del DC-9 Itavia raccontata da Renzo Martinelli, con poco senso della Storia e una ricerca spasmodica dello scoop. Leggi tutto