Bella e perduta

Bella e perduta

di

Presentata in concorso al 68° Festival di Locarno, Bella e perduta di Pietro Marcello è una favola e un’opera di impegno civile allo stesso tempo, che ha come protagonisti la maschera di Pulcinella, un bufalo e un pastore realmente esistito ma non per questo meno fiabesco.

Au hasard Sarchiapone

La maschera di Pulcinella viene inviata nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà del pastore Tommaso: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Nella Reggia di Carditello − residenza borbonica abbandonata nel cuore della terra dei fuochi, di cui Tommaso si prendeva cura − Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé. I due intraprendono un lungo viaggio in un’Italia bella e perduta, alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare… [sinossi]

La soggettiva di un bufalo, ricreata con estrema dovizia di dettagli. Una mdp mossa, a mano, ad altezza del muso dell’animale. Lo sguardo della bestia che sembra essere avviata al macello, come è il destino dei bufali maschi che non producono latte nella normale pratica zootecnica. Così è l’incipit di Bella e perduta, nuovo lavoro di Piero Marcello, programmatico e metaforico. Una soggettiva che tornerà ancora. E il piccolo bufalo di nome Sarchiapone, sarà uno dei personaggi del film. Spesso inquadrato nel muso, spesso colto nel suo sguardo che rivela emozioni, una vita interiore, e alla fine lo si vedrà anche lacrimare, piangere. Sarchiapone è la capra dal viso semita di Saba, il bove di Carducci, l’asinello Balthazar, la vacca di Dariush Mehrjui, creatura senziente che osserva il mondo, capace di sentimenti, e specchio di un’umanità dolente.

Marcello realizza una polifonia di voci, personaggi, livelli narrativi, mescolando la cruda realtà alla fiaba. Le manifestazioni contro la camorra, la realtà della terra dei fuochi, una terra un tempo fertile e ora contaminata, divenuta ricettacolo di smaltimenti abusivi gestiti da una criminalità organizzata che funziona come una holding. Un mondo di degrado umano dove non ci si accorge nemmeno della presenza di un bene storico e architettonico, come la Reggia di Carditello, lasciata in totale abbandono. Ma è proprio da questo mondo ancestrale, da questa presenza storica mista alla tradizione e alla saggezza popolare dei contadini che può arrivare la salvezza. Così come gli antichi affreschi che rappresentano dei bufali testimoniano di un legame tra l’uomo e la terra, e la natura, che è antichissimo e la cui armonia è stata spezzata solo di recente, per gli interessi di malfattori.

E così da un iperuranio che è la base dei Pulcinella, uno di questi viene mandato in missione, con tanto di incarico ufficiale protocollato, per diventare un bovaro. Come un angelo di Wenders perde la sua immortalità per mischiarsi nel mondo materico degli esseri umani. La maschera di Pulcinella che fa parlare i morti con i vivi e che, secondo alcune interpretazioni riprese da Pietro Marcello, deriva dalle maschere con lenzuolo che, in terra etrusca, venivamo messe ai cadaveri per la veglia funebre. Ma che, secondo altre interpretazioni, ha un’origine come teriomorfismo, la divinità che assume le fattezze di animale, come potrebbe essere un bufalo. E nella sua missione terrena, Pulcinella si deve occupare di Sarchiapone, il bufalo salvato da Tommaso Cestrone prima di morire. Tommaso è il personaggio su cui il film è stato costruito, l’angelo di Carditello, il pastore esistito veramente, morto durante le riprese, che si occupava volontariamente della reggia e dei bufali, baluardo contro il degrado e la mafia.

I sogni e le fiabe, anche se irreali, devono raccontare la verità, suggella Marcello, che, con Bella e perduta, presentato in concorso a Locarno, ha realizzato la sua opera finora più importante. Ma anche il suo lavoro più ambizioso che non è esente da difetti e slabbrature. Nel tentativo, complessivamente riuscito, di mettere insieme sogno, fiaba e dura realtà, nel raccordare immagini di diversa natura e qualità, a stonare è la voce off, recitata da Elio Germano. A volte è molto meglio lasciar parlare il silenzio.

Info
Bella e perduta sul sito del Festival di Locarno.
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-01.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-02.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-03.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-04.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-05.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-06.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-07.jpg
  • Bella-e-perduta-2015-Pietro-Marcello-08.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    doclisboa-2015-cov932Doclisboa 2015

    Con Bella e perduta di Pietro Marcello ed El botón de nácar di Patricio Guzmán si è aperta e chiusa la tredicesima edizione di Doclisboa, il festival di cinema del reale della capitale portoghese concepito come un viaggio tra i continenti, forte del retaggio ancestrale della città che lo ospita, trait d’union tra vecchio e nuovo mondo, punto di partenza di esploratori e navigatori.

2 Commenti

  1. Trackback: Bella e perduta: rassegna stampa web agosto 2015 | Avventurosa

  2. Trackback: Bella e perduta | entropia^clinica

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento