Gnomeo & Giulietta

Gnomeo & Giulietta

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Sull’onda dello straripante successo dell’animazione in CG, Gnomeo & Giulietta ricicla senza particolare ispirazione, insegue a tutti i costi i gusti del grande pubblico, cerca l’effetto grafico e la gag divertente ma dimentica totalmente la centralità della narrazione. Ennesimo clone variopinto di tanti altri mediocri o pessimi film d’animazione in computer grafica, Gnomeo & Giulietta è poi affossato dal doppiaggio italiano, ancora una volta legato mani e piedi all’utilizzo gratuito e approssimativo dei dialetti.

Amore di plastica

Gnomeo e Giulietta, due gnomi da giardino, vengono coinvolti in una faida tra vicini di casa e devono superare tanti ostacoli quanto i loro quasi-omonimi letterari. Tra fenicotteri di plastica rosa ed emozionanti corse in tagliaerba, riuscirà questa giovane coppia a trovare la vera felicità? [sinossi]
Io non posso accontentarmi
se tutto quello che sai darmi
è un amore di plastica…
Amore di plastica – Carmen Consoli

Bisogna ammettere che l’idea alla base di Gnomeo & Giulietta è quantomeno curiosa. Realizzare una versione contemporanea della celeberrima tragedia shakespeariana Romeo e Giulietta con degli gnomi da giardino vuol dire intrecciare consapevolmente cultura alta e cultura bassa (bassissima), sublime tragedia e gusto kitsch, immortale letteratura e pessimo giardinaggio. E l’operazione, da un certo punto di vista, sembra persino inevitabile: come riciclare per l’ennesima volta, cavalcando la popolarità del Bardo, una vicenda trita e ritrita, già portata sullo schermo grande e piccolo decine e decine di volte? Cosa inventarsi dopo le trasposizioni di George Cukor e Renato Castellani, dopo la rilettura in chiave musical di West Side Story e la versione anglo-italiana di Franco Zeffirelli, dopo il discusso adattamento post-moderno di Baz Luhrmann o, addirittura, dopo la versione punk Tromeo and Juliet prodotta dalla Troma e le suggestioni science fiction della serie nipponica Romeo × Juliet [1], targata Studio Gonzo? Forse erano rimasti solo gli gnomi, coi loro cappelli rossi e blu, con le sgargianti scenografie delle decorazioni dei giardini, con le corse in tosaerba e le love story tra fenicotteri di plastica rosa. Ecco, probabilmente erano rimasti solo gli gnomi.

A sottolineare – qualora ce ne fosse stato bisogno – il lato kitsch dell’operazione, ci pensano le quasi onnipresenti canzoni di  Elton John, da Don’t Go Breaking My Heart e Your Song a Tiny Dancer e Rocket Man. Il cantante inglese, coinvolto anche nelle vesti di produttore esecutivo, ci suggerisce un paio di considerazioni. La prima riguarda il budget di Gnomeo & Giulietta e il livello tecnico del prodotto: non siamo di fronte, infatti, a un modesto filmetto in computer grafica, ma a un progetto commercialmente ambizioso, che non ha risparmiato investimenti sulla colonna sonora e sulla qualità dell’animazione. La computer grafica è apprezzabile, soprattutto nell’accurata simulazione dei materiali (ceramica, plastica, gomma, cemento) di cui sono fatti i vari personaggi e le improbabili strutture ornamentali dei due giardini. La stessa messa in scena, con fluidi movimenti di macchina, si distingue dalla moltitudine di film in CG di seconda e terza fascia. Kelly Asbury, regista e sceneggiatore, non è certo alle prime armi: ha già diretto Shrek 2 (2004) e Spirit – Cavallo selvaggio (2002), è stato story artist per Toy story – Il mondo dei giocattoli (1995) e molto altro. E ha messo a frutto l’esperienza maturata in casa Pixar e DreamWorks. Evidenti, infatti, i rimandi ad alcuni espedienti narrativi dei due colossi dell’animazione in computer grafica: se il grazioso e delicato flashback che ripercorre la storia d’amore tra i due fenicotteri richiama alla mente l’incipit di Up (2009), il gusto citazionista, la scelta della colonna sonora, le tentazioni musical e certe gag rimandano ai tanti successi commerciali della DreamWorks Animation.

Ed eccoci alla seconda considerazione: le canzoni di Elton John, il flashback commovente, l’utilizzo dell’abusato bullet time, le divagazioni ballerine, il 3D assolutamente superfluo e via discorrendo sono la classica somma commerciale che non porta al rispettivo risultato artistico. Sull’onda dello straripante successo dell’animazione in CG, Gnomeo & Giulietta ricicla senza particolare ispirazione, insegue a tutti i costi i gusti del grande pubblico, cerca l’effetto grafico e la gag divertente ma dimentica totalmente la centralità della narrazione. Ennesimo clone variopinto di tanti altri mediocri o pessimi film d’animazione in computer grafica, Gnomeo & Giulietta è poi affossato dal doppiaggio italiano, ancora una volta legato mani e piedi all’utilizzo gratuito e approssimativo dei dialetti. Almeno hanno risparmiato Mercuzio, evidentemente fuori posto in questa rilettura per bimbi senza troppe pretese e per genitori svogliati.

Note
1. La lista è ovviamente assai lunga e comprende trasposizioni davvero fantasiose. Chiudiamo le citazioni con un’altra versione animata: Romeo & Juliet: Sealed with a Kiss (2006) di Phil Nibbelink. In questo caso i due giovani e sventurati innamorati sono due foche…
Info
Il sito ufficiale di Gnomeo & Giulietta.
La pagina facebook di Gnomeo & Giulietta.
Il trailer italiano di Gnomeo & Giulietta.
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