Drive

Riuscito approdo hollywoodiano di Nicolas Winding Refn, Drive è un action che a partire da una serie di cliché perfettamente equilibrati riesce a far convivere suggestioni melò con momenti di parossistica violenza. Emblematica la commovente e raggelante sequenza dell’ascensore, in un equilibrio quasi paradossale tra Wong Kar-wai e Quentin Tarantino. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.

L’imprendibile

Uno stuntman tranquillo e anonimo si trasforma quando cala la notte, diventando un inarrestabile pilota per conto della malavita. Ma un giorno incrocia la sua vicina di casa, sposata e con un marito che sta per uscire di galera… [sinossi]

Drive! Comincia decisamente col piede giusto l’avventura hollywoodiana del talentuoso cineasta danese Nicolas Winding Refn, golden boy del cinema europeo che aveva già meritato un affollatissimo omaggio al Torino Film Festival nel 2009. E assai fertile è anche la prima collaborazione tra Winding Refn e un altro cristallino talento, l’attore canadese Ryan Gosling, ex baby-star dell’hip-hop [1] che ha già inanellato numerose memorabili performance – si consiglia di recuperare quantomeno The Believer (2001) di Henry Bean, The United States of Leland (2003) di Matthew Ryan Hoge [2], Half Nelson (2006) di Ryan Fleck, Lars e una ragazza tutta sua (2007) di Craig Gillespie e lo straziante Blue Valentine (2010) di Derek Cianfrance.

Drive ha regalato al Concorso del Festival di Cannes abbondanti dosi di adrenalina e romanticismo, raccogliendo numerosi e convinti applausi, ed è un raro esempio di immediato e fertile adattamento di un regista europeo alle logiche dell’industria hollywoodiana: Winding Refn, indubbiamente a proprio agio col cinema di genere (si veda la trilogia cult Pusher, realizzata tra il 1996 e il 2004), costruisce su una serie di cliché perfettamente equilibrati (qualche dubbio solo sui malavitosi, tenuti in piedi soprattutto dalla presenza scenica di Albert Brooks e Ron Perlman) un action che guarda agli anni Settanta (Gosling che riecheggia Steve McQueen), Ottanta (per luci, colori, colonna sonora e atmosfere à la Miami Vice) e Novanta (le esplosioni pulp). Persino sorprendente, nonostante l’indubbio talento di Winding Refn, è la capacità del regista danese di realizzare un film che, impreziosito dalla delicata e impossibile storia d’amore tra l’Autista (il protagonista, ça va sans dire, non ha un nome) e la dolce e indifesa Irene (l’ottima Carey Mulligan) [3], riesce a far convivere suggestioni melò con momenti di parossistica violenza. Emblematica la commovente e raggelante sequenza dell’ascensore, in un equilibrio quasi paradossale tra Wong Kar-wai e Quentin Tarantino: Winding Refn sospende con un dilatato bacio in ralenti, enfatizzato da luci che sembrano trascinare i due innamorati in una dimensione altra, la discesa infernale del misterioso Autista, pronto a trasformarsi in un inarrestabile e spietato killer. Ma le sequenza tecnicamente rilevanti si susseguono, senza ingolfare un film che racconta benissimo una storia che tutti noi abbiamo già visto.

Tra primi piani che esaltano l’intensa espressività di Ryan Gosling e Carey Mulligan, un utilizzo giudizioso e mai gratuito dei ralenti, la spassosa entrata in scena di Ron Perlman, teste che saltano e sangue che scorre a fiumi, una colonna sonora che omaggia il synth-pop, virtuosi piani sequenza e almeno una memorabile scena di inseguimento (che retromarcia!), Drive irrompe sulla Croisette con tutta la sua carica emozionale. Winding Refn, che deve indubbiamente rinunciare, almeno per il momento, alla libertà creativa e narrativa di opere come l’ipnotico Valhalla Rising, è sbarcato in America con la stessa orgogliosa risolutezza di One Eye [4].

Ora possiamo attendere con meno timore, sperando di non essere smentiti, il secondo progetto del neonato duo Winding Refn/Gosling: il remake de La fuga di Logan (1976), pellicola che chiuse sostanzialmente il florido periodo della fantascienza socio-politica a stelle e strisce [5]. Un progetto rischioso ma affascinante.

Note
1. Gosling, nato a London (Ontario) nel 1980, ha iniziato la sua precoce carriera artistica come cantante, ballerino e presentatore del Mickey Mouse Club nel 1993.
2. Il film è stato distribuito nel mercato home video italiano con il banalissimo titolo Il delitto Fitzgerald.
3. Attrice in crescita esponenziale. Come non attendere con spasmodica ansia The Great Gatsby (2012) di Baz Luhrmann, progetto che la può consacrare?
4. Il protagonista del suddetto Valhalla Rising, interpretato da Mads Mikkelsen, altro attore di strepitosa presenza scenica.
5. Da Cannes a oggi (30 settembre, uscita italiana di Drive), i futuri progetti di Winding Refn e Gosling sono diventati due: il primo è Only God Forgives, in fase di pre-produzione (riprese da gennaio a Bangkok), mentre Logan’s Run è stato rimandato e dovrebbe vedere la luce nel 2014.
Info
Il trailer di Drive.
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