Il cattivo tenente

Il cattivo tenente

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Esce in DVD per Rarovideo Il cattivo tenente, capolavoro di Abel Ferrara che sconvolse il Festival di Cannes giusto vent’anni fa. Tra gli extra, l’ottimo documentario It all happens here.

Un tenente della polizia statunitense passa il suo tempo a provare ogni tipo di droga e a scommettere al gioco. Quando due teppisti stuprano una suora all’interno di una chiesta, decide di occuparsi del caso. Resta però sconvolto dalla scelta della donna di perdonare gli uomini che hanno abusato di lei… [sinossi]

Quando si parla di Abel Ferrara è quasi naturale identificare la risoluta e magnetica follia dell’autore con quella di una delle sue creature emblematiche, ovvero Il cattivo tenente. A distanza di venti anni dall’uscita del film che folgorò (seppure non vincendo premi) il Festival di Cannes, e consegnò in qualche modo in tempi brevissimi lo statuto di regista di culto al filmmaker newyorkese – si percepiva infatti che la pellicola aveva in sé non solo un impatto immediato, ma anche un seme maledetto che lo avrebbe fatto durare negli anni – la RaroVideo ha deciso di distribuirlo in dvd. L’edizione in questione è una di quelle occasioni, specialmente vista l’evoluzione particolare e schizoide della filmografia ferrariana, per ripercorrere o conoscere per la prima volta uno dei punti focali della poetica dell’autore di Fratelli. Nel bel documentario contenuto nel dvd It all happens here, lo stesso Ferrara di oggi commenta il suo film e si nota da subito l’attaccamento, l’amore filiale che lo lega a un’opera che lo ha profondamente segnato. Paradossalmente il suo autore è invecchiato, ha combattuto i fantasmi di se stesso, della sua nemmeno troppo romanzata dissolutezza che in qualche modo lo guida ma anche lo limita nel suo lavoro, ha provato l’uccisione del plot con New Rose Hotel, è rimasto nemico dello star system fino a rinunciare a Hollywood e partire per l’Italia, mentre invece Il cattivo tenente pare non soffrire affatto del passare degli anni. La strepitosa parabola sul peccato e la redenzione, primo capitolo della cosiddetta trilogia a tema a cui seguiranno Occhi di serpente e The Addiction, con il volto e il corpo, talvolta nudo, di Harvey Keitel non ha perso affatto la sua statura spirituale (Scorsese disse che avrebbe desiderato lo stesso risultato per L’ultima tentazione di Cristo), né si è attenuato l’urlo straziante delle immagini, la perfetta armonia tra povertà di mezzi, iperrealismo spaziale, e sfruttamento in modo personale e anomalo del cinema di genere. Quel cinema di genere (Ferrara tra i tanti tentativi non si nega nemmeno un’incursione nel porno) che attraversa tutta la filmografia di Ferrara, ben quindici lungometraggi dal 1979, con continue iperboli, deviazioni e ossessioni ricorrenti.

In un film epocale e maledetto come Il cattivo tenente, è naturalmente interessante e fonte di ulteriore fascino ripercorrerne la genesi. It all happens here in questo senso è un contributo fondamentale che, seppure nella ristretta durata di 35 minuti, raccoglie le testimonianze di attori, tecnici, operatori,  che sono quasi sempre fedelissimi al regista almeno fino a Il nostro Natale, cioè prima della parentesi italiana di Mary e Go Go Tales, tra cui lo straordinario direttore della fotografia Ken Kelsch.
Si viene così a sapere che il titolo e l’idea del film derivano da una canzone ideata precedentemente dallo stesso Ferrara, ed è solo parzialmente ispirato a un vero fatto di cronaca (l’efferato stupro di una suora in uno dei quartieri suburbani di New York). Viene ricordata l’attrice-sceneggiatrice del film, Zoe Lund, uno di quei personaggi che sembrano condensare quell’ impreciso e spiazzante gioco tra realtà e finzione del cinema di Ferrara; eroinomane nel film e morta realmente di overdose pochi anni dopo, ancora in giovane età. Tutti concordi nell’affermare che Il cattivo tenente fu una specie di salto nel vuoto, a budget ridottissimo, ma che funzionò perché Ferrara, e anche il carisma di Harvey Keitel – che si racconta fosse in un periodo particolarmente problematico – infusero una particolare atmosfera al set, per cui la radice spirituale che traspariva nelle situazioni narrate si coniugava perfettamente al piacere delle riprese “in divenire”.

Altro motivo di interesse è che il dvd esce a distanza di soli due anni dall’omonimo film di Werner Herzog, Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans, un remake molto sui generis. Il personaggio è il medesimo, sempre un tenente corrotto e dissoluto, ma vi sono diverse differenze. Se rimane intatta la perversione, in Ferrara e Keitel è inserita però in un contesto religioso, cristologico,  mentre in Herzog/Cage è lievemente più attenuata e con delle sfumature più infantili e giocose in un contesto molto più legato all’antropologia del territorio statunitense. Ciò che nel regista tedesco si trasfigura e si alleggerisce in satira, comunque dalle parti del capolavoro, nel nostro rimane doloroso e intimista, arrivando a trafiggere impietosamente le viscere dello spettatore.

Info
Il trailer originale di Il cattivo tenente su Youtube
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