Candidato a sorpresa

Candidato a sorpresa

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Ennesimo colpaccio politicamente scorretto di Jay Roach, Candidato a sorpresa è una commedia demenziale al vetriolo, sboccata quanto basta per chiamare in causa la factory di Apatow, la premiata ditta Sacha Baron Cohen & Larry Charles o il travolgente humour alla Kevin Smith.

Concorrenza sleale

Cam Brady è un onorevole di grande esperienza, che commette però una gaffe poco prima delle elezioni. Una coppia di ultra milionari trama allora contro di lui, spalleggiando il suo ingenuo rivale Marty Huggins, padre di famiglia e direttore del locale Ufficio del Turismo. Inizialmente impacciato, l’uomo guadagna pian piano terreno, sostenuto anche dalle conoscenze politiche della sua famiglia: la campagna elettorale diventa ben presto una gara a colpi bassi tra i due candidati, il cui unico scopo diventerà quello di distruggersi a vicenda… [sinossi]

Cosa si è pronti a fare e fino a che punto ci si arriva a spingere sul fronte dei colpi bassi in piena campagna elettorale pur di affossare pubblicamente il proprio avversario diretto alla corsa per una poltrona politica? In Italia preferiamo stendere un velo pietoso, mentre negli Stati Uniti, più precisamente nel 14° distretto della North Carolina, a giudicare dall’ultima fatica dietro la macchina da presa di Jay Roach, Candidato a sorpresa, tutto e il contrario di tutto. Attraverso la concorrenza sleale tra la coppia di contendenti per un seggio al Senato protagonista della sua nuova e spassosa commedia, il regista messicano mette alla berlina la politica a stelle e strisce, cercando di replicare in scala con i toni di una satira feroce e un umorismo trasbordante ciò che a livelli più alti mette in palio il destino di un’intera nazione. Con il piglio di un instant movie, Roach cavalca alla grande l’onda delle imminenti presidenziali americane con un Mitt Romney, che dopo aver annientato il rivale Rick Santorum alle primarie repubblicane, se la dovrà vedere con un Obama a caccia del secondo mandato, permettendo di fatto al film di fare letteralmente breccia al box office nazionale. Quando si dice carpe diem! E l’attimo, Candidato a sorpresa, nelle sale nostrane a partire dal 21 settembre con la Warner, lo ha saputo davvero cogliere.

Il risultato è una commedia demenziale al vetriolo, politicamente scorretta e sboccata quanto basta per chiamare in causa la factory di Apatow, la premiata ditta Sacha Baron Cohen & Larry Charles o il travolgente humour alla Kevin Smith, ma l’inarrestabile scurrilità a mitraglietta che toglie il fiato e la trivialità dei dialoghi che sommergono lo spettatore sono tutta farina del sacco di Roach, che aveva già affilato in precedenza gli artigli con i tre dimenticabili capitoli di Austin Powers e le disavventure prematrimoniali della coppia Focker-Byrnes a casa dei rispettivi genitori in Ti presento i miei e Mi presenti i tuoi?. Sull’acceso confronto politico, che è stato al centro di un numero incalcolabile di pellicole a tutte le latitudini, il regista messicano non è arrivato a bocca asciutta, dato che ci si era già misurato con discreti esiti ai tempi del film televisivo per la HBO dal titolo Recount (vincitore di due Emmy sia come regista che come produttore), nel quale ripercorreva le fase salienti del broglio elettorale in Florida del novembre 2000 attraverso il processo della Corte Suprema, che cinque settimane più tardi si espresse a favore di George W. Bush contro Al Gore. Con Candidato a sorpresa Roach schiaccia l’acceleratore fregandosene dei falsi moralismi e dei perbenisti non risparmiando niente allo spettatore, così come i due protagonisti non si sottraggono a una battaglia senza sosta dove le regole di una sana e civile competizione vengono sommerse da doppi sensi, maleducazione, scorrettezze varie e via dicendo. La coppia Will Ferrell (Cam Brady) e Zach Galifianakis (Marty Huggins) fa scintille e si presta senza risparmiarsi alla causa, regalando alla platea una serie infinita di gag memorabili ( tra le tante: i dibattiti pubblici con tanto di destri da KO assestati da Brady prima alla mascella di un neonato e poi a quelle del celebre cagnolino Uggie di The Artist, gli spot televisivi poco convenzionali, passando per l’assurda rielaborazione in chiave patriottica del padre nostro).

Un film adatto a tutti coloro che sanno comprendere senza schemi mentali l’esasperazione dei toni portata fino agli estremi per ridere di gusto su ciò che nella vita di ogni giorno, dalla notte dei tempi, ci ha fatto nella stragrande maggioranza dei casi chinare il capo e vergognarci. Bollarlo, al contrario, come paccottiglia da censurare è invece la soluzione più facile per archiviarlo e a nostro avviso da non sposare assolutamente.

Info
Il trailer di Candidato a sorpresa.

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