Ruby Sparks

Sorta di rilettura in chiave contemporanea del mito di Pigmalione, Ruby Sparks segna il ritorno dietro la macchina da presa di Jonathan Dayton e Valerie Faris a sei anni di distanza dal successo planetario di Little Miss Sunshine.

La mente che riscrive

Non è trascorso molto tempo da quando Calvin Weir-Fields (Paul Dano) è stato definito un caso letterario per il suo acclamato primo romanzo. Ma, da allora, il ragazzo è stato colpito da un persistente blocco dello scrittore, esacerbato da una penosa vita sentimentale. In un ultimo, disperato sforzo di riaccendere la scintilla della creatività, Calvin inizia a modellare nella mente un personaggio femminile. Il suo nome è Ruby Sparks (Zoe Kazan) e, dal momento in cui la immagina, Calvin si sente creativamente motivato a scrivere su di lei. Finché Ruby appare nel suo soggiorno. È uno scherzo, un sintomo di follia o un segnale magico? [sinossi]
Con le parole si possono demolire le persone.
– Francis Scott Fitzgerald

Quale scrittore, anche dilettante, non ha desiderato che gli avvenimenti che che si succedevano mentre imbrattava il foglio di inchiostro si trasformassero in realtà davanti ai suoi occhi, così da poter conoscere i personaggi inventati lì per lì? Il potere della scrittura, come ogni forma artistica dell’uomo, basa gran parte della sua essenza sull’immaginazione, non-luogo sognante ed etereo in cui ogni cosa è possibile, universo parallelo nel quale il più insignificante degli ometti ha l’occasione di prendere parte alle barricate parigine con Enjolras, cavalcare a fianco dei rohimmir verso la battaglia dei campi del Pelennor, muoversi furtivamente nella notte per il monastero insieme a Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk, struggersi d’amore e rabbia per Mardou Fox.
Si basa su questo semplicissimo spunto la trama di Ruby Sparks, che approda nelle sale italiane in ritardo rispetto alla maggior parte degli altri paesi occidentali, sfruttando l’onda lunga dei festival in cui è stato presentato (Locarno, Deauville, Amburgo, Stoccola e, nel territorio della penisola, Torino): un giovane scrittore di successo, che ha sbalordito pubblico e critica appena diciannovenne con un esordio folgorante, vive nella più classica delle impasse creative, letteralmente incapace di dar sfogo al proprio talento letterario anche a causa della depressione in cui è caduto al termine di una relazione sentimentale trascinatasi per cinque anni. Nei suoi sogni, di quando in quando, appare una bella e spensierata ragazza, del quale inconsciamente Calvin – questo il nome del protagonista – si innamora al punto da renderla protagonista assoluta del suo nuovo romanzo: lui stesso ignora, però, che la forza del desiderio sarà stavolta così travolgente da materializzare nella realtà la giovane Ruby Sparks.

Sorta di rilettura in chiave contemporanea del mito di Pigmalione descritto da Ovidio ne Le metamorfosi (a sua volta fonte a cui attinse George Bernard Shaw per il suo Pigmalione, e di conseguenza anche Alan Jay Lerner e George Cukor per My Fair Lady, versione teatrale e cinematografica), Ruby Sparks segna il ritorno dietro la macchina da presa di Jonathan Dayton e Valerie Faris a sei anni di distanza dal successo planetario ottenuto con il loro esordio nel lungometraggio di finzione, vale a dire Little Miss Sunshine. Quella fortunata pellicola, addobbata da indie ma prodotta in seno alla Fox Searchlight, aveva immeritatamente monopolizzato l’attenzione sia degli spettatori – che ne avevano decretato il successo commerciale – che degli addetti ai lavori, colpevoli di averne sovrastimato i pregi, senza accorgersi della spessa patina di falsità e di conservatorismo che l’ammantava. La stramba famiglia Hoover, programmaticamente fuori dagli schemi, certificava una volta per tutte il salto della quaglia da parte del sottobosco indie, destinato di lì a pochi mesi a prendere definitivamente possesso di Hollywood, accettandone senza troppa resistenza cliché culturali, estetici e narrativi.

L’attesa per l’opera seconda era dunque giustificata, anche per cercare di comprendere quanta consapevolezza si nascondesse dietro l’operazione portata a termine in Little Miss Sunshine: abbandonato al proprio dorato destino lo sceneggiatore Michael Arndt – tra gli autori, nel 2010, di Toy Story 3 – La grande fuga – i due si sono affidati allo script di un’esordiente nel ruolo come Zoe Kazan, giovane attrice impegnata spesso in ruoli di secondo piano ma già in grado di lavorare per autori conclamati come Richard Linklater, Paul Haggis, Sam Mendes, Kelly Reichardt. Per l’occasione la Kazan, che interpreta la parte della ragazza del titolo, recita a fianco di Paul Dano, tra gli attori statunitensi sotto i trent’anni senza dubbio uno dei più talentuosi: curiosità vuole che i due abbiano già recitato insieme, nella parte di marito e moglie, nell’ottimo Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt, rimasto delittuosamente inedito in Italia.

Al di là della splendida alchimia che si crea quasi naturalmente tra i due attori, riuscendo persino a far apparire digeribile l’ennesima famiglia disfunzionale in cui i genitori vorrebbero comportarsi da hippie e i figli cercano inutilmente di riportarli sulla “retta via” (l’intera sequenza a Big Sur rappresenta il nadir del film), non c’è davvero molto da annotare in Ruby Sparks: una sceneggiatura piuttosto di prammatica, una regia accademica e mai particolarmente inventiva, una storia risaputa fin nei minimi dettagli. Ciò che però prende vita sullo schermo quando Paul Dano e Zoe Kazan attraversano insieme l’inquadratura è così sincero e dolorosamente dolce da rabbonire anche l’animo più censorio: e persino il campo/controcampo finale, così spudoratamente ovvio nella sua circolarità conclusiva, acquista un valore tremante, scosso da timidi fremiti d’emozione. Dano lo si rivedrà a breve in Looper e nel corso del prossimo anno nei nuovi film di Steve McQueen e Denis Villeneuve, mentre la Kazan affiderà la propria verve attoriale a sceneggiature di Neil LaBute e Joss Whedon. Ben minore sarà invece l’attesa per l’eventuale opera terza della coppia Dayton/Faris, ora che i gravosi dubbi sulle potenzialità autoriali del duo proposti da Little Miss Sunshine hanno trovato una triste e (forse) definitiva conferma.

Info
Il sito ufficiale di Ruby Sparks.
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