The English Teacher

The English Teacher

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Esce in sala The English Teacher, opera prima di Craig Zisk presentata al Tribeca Film Festival. Esile commedia d’ambientazione scolastica che prova a fondere il teen movie con Bridget Jones, ma con scarsi risultati.

Una Bridget Jones a teatro

Linda Sinclair è una quarantacinquenne single, insegnante d’inglese nel liceo di Kingston, piccola cittadina della Pennsylvania. Nel suo appartamento non ha alcuna compagnia se non quella di due gatti siamesi e una miriade di volumi di letteratura che Linda ha divorato avidamente negli anni. Quando un suo ex studente, Jason Sherwood, ritorna a Kingston dopo aver cercato inutilmente fortuna a New York come drammaturgo, Linda farà di tutto per creargli una dimensione consona al suo talento, impegnandosi con un altro docente ad adattare per una recita scolastica un testo dello stesso Jason. Le conseguenze, però, saranno del tutto inaspettate… [sinossi]

The English Teacher fa parte di un’area del cinema americano contemporaneo piuttosto ibrida e non classificata: quella che intrattiene non pochi debiti con l’immaginario comico televisivo, i suoi tempi e i suoi linguaggi, fino a farsene un po’ inevitabilmente strangolare. Il regista, Craig Zisk, viene non a caso dalla regia di alcune serie tra le più importanti e influenti degli ultimi anni, non solo comiche: Scrubs, Alias, Nip/Tuck, United States of Tara. Il suo esordio alla regia fatica però a trovare il giusto passo di una narrazione per il cinema, abbandonandosi senza troppa consapevolezza a una forma narrativa per l’appunto debole, che ragiona per sketch e trovatine, senza incontrare in nessuna occasione il respiro compiuto di una progressione davvero ben congegnata. Nelle serie (leggasi: in certe serie) ciò può funzionare agevolmente e costituire uno dei punti di forza dell’oggetto in esame (lavorando su altri aspetti: stasi, umorismo da camera, esasperazione delirante della fissità), ma al cinema è un aspetto che può trasformarsi in una mancanza non da poco, andando ad evidenziare le falle dell’ingranaggio e una sciatteria di scrittura un po’ sempliciotta.

The English Teacher, al di là di questa limitazione che ne compromette fin da subito l’efficacia, offre davvero ben pochi motivi d’interesse: Julianne Moore incarna una sorta di Bridget Jones intellettuale, lettrice avida e professoressa di lettere, che compromette la sua integrità pubblica e il suo buon nome nel tentativo di adattare per una recita scolastica, insieme a un insegnante di teatro un po’ fanfarone, un testo di un suo ex studente che lei giudica a dir poco geniale ma che in realtà è solo l’opera pseudo-rabbiosa e in rotta col mondo di un mezzo cialtrone. Emergeranno però ben presto le sue contraddizioni e i suoi desideri repressi di donna sola: la storia prenderà una piega addirittura erotica, complicando non poco il quadro e il termometro emotivo della situazione. Peccato però che nessuna di queste dinamiche riesca ad interessare per davvero, a nessuna latitudine.

Il personaggio della Moore è derivativo e già visto, mentre lo humour è davvero tristanzuolo e all’acqua di rose. Nella prima parte la satira dell’intellettualismo dell’insegnante di recitazione, ad esempio, è così grossolana e macchiettistica che riesce a stento a guadagnarsi qualche sorriso forzato. Il lavoro sullo stereotipo non genera reale comicità ma è tanto telefonato da risultare insistito, stucchevole e fuori luogo, quasi come le pose enfatiche di quello che potrebbe essere lo sketch di un programma adolescenziale su Disney Channel. E non aiutano per niente le didascalie dei voti sullo schermo e la voce fuori campo in stile Desperate Housewives che fin dall’inizio irrompe sulla narrazione sottolineando il conformismo dilagante di una messa in scena piatta e di un’opera che magari andrà anche bene per una serata disimpegnata davanti alla tv, ma che non si può che ascrivere a un cinema fastidioso, non pervenuto e finto-dotto in cui, guarda caso, per strappare la risata alla fine della scena la si butta in più di un’occasione sulla parolaccia, come nei lazzi del teatro romano o nelle comiche boccaccesche. L’indizio più macroscopico, quest’ultimo, della mediocrità di una commediola con dalla sua molto meno di quel che vorrebbe lasciar sembrare, per giunta ultraconservatrice in modo fin troppo invasivo, nel finale. Si salva giusto l’ironia su qualche influente figura teatrale e non solo (Steven Sondheim, Arthur Miller, Peggy Guggenheim), ma proprio a voler essere diligenti nel trovare una goccia d’interesse nel mare magnum della nullità.

Info
La pagina Facebook di The English Teacher.
Il trailer di The English Teacher.
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