Kubo e la spada magica

Kubo e la spada magica

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Certezze e speranze passeggiano a braccetto nella nuova e splendente pellicola in stop motion della Laika, Kubo e la spada magica. La certezza di un’animazione a passo uno minuziosa, impeccabile, in perfetto equilibrio tra arte e artigianato; la certezza della centralità della storia, qui davvero assoluta; la certezza, ad oggi incrollabile, della qualità della Laika Entertainment. La speranza che la stop motion possa (ancora) arginare la straripante voracità della computer grafica più commerciale e dozzinale. La speranza che la Laika sia sempre la Laika. Illuminata, indipendente, ambiziosa.

Kubo Goes to Town

Kubo vive una vita tranquilla in un piccolo villaggio sulla riva del mare e racconta storie fantastiche alla gente del suo paese. Quando accidentalmente evoca un antico spirito in cerca di secolare vendetta, è costretto a fuggire e si unisce a Monkey e Beetle per salvare la sua famiglia e svelare il mistero della morte del padre. Col suo magico strumento, lo shamisen, dovrà combattere contro dèi e mostri… [sinossi]

Prima di immergere occhi e cuore nell’ultimo parto creativo della Laika Entertainment, l’ottimo Kubo e la spada magica (titolo infedele rispetto all’originale Kubo and the Two Strings), bisogna fare qualche passo indietro. Boxtrolls – Le scatole magiche (2014), ParaNorman (2012) e Coraline e la porta magica (2009), oltre al lavoro svolto per La sposa cadavere (2005). Storie. Prima di tutto, storie. Senza tazzine sbaccate che cantano, senza ridondanti e invasive spalle comiche utili solo a riempire scaffali e scaffali dei centri commerciali, senza ammiccanti bullet time o citazioni a uso e consumo di genitori e adulti. Storie. Storie da raccontare. Stratificate, ragionate, scritte e riscritte. Come per lo Studio Ghibli, la Disney d’antan e la Pixar, le pellicole della Laika nascono dalle idee, dalla voglia di raccontare e di trasformare in immagini – e in modellini e splendide ambientazioni in scala ridotta – questi racconti.

Dal punto di vista artistico e commerciale, Kubo e la spada magica è un po’ la storia di Davide contro Golia. Non buoni contro cattivi, non sempre. Più semplicemente, l’animazione a passo uno che si oppone alla mastodontica batteria di fuoco dell’animazione in computer grafica. Le idee contro i dominatori del mercato occidentale. Le idee contro, troppo spesso, la programmatica mancanza di idee.
A decenni di distanza, ma con un destino fortunatamente diverso, il Davide dell’animazione ha le spalle decisamente più robuste e coperte. In un certo senso, quelli della Laika ricordano un po’ i sognatori/innovatori fratelli Max e Dave Fleischer e i loro Fleischer Studios: il rotoscopio, la corsa ad handicap contro la Disney con I viaggi di Gulliver, la pregevole serie di Superman, l’amabile ma fallimentare Hoppity va in città (Hoppity Goes to Town), vera e propria pietra tombale. Ma i due Knight della Laika, Philip e Travis, padre e figlio, possono proseguire dritti per la loro strada senza particolari preoccupazioni: le note di Kubo Goes to Town del bravo Dario Marianelli risuonano beneauguranti e scacciano qualsiasi fantasma. Le Nike, evidentemente, calzano benissimo.

Il Giappone raccontato da Kubo e la spada magica non è quello di Kihachirō Kawamoto, ma è difficile non pensare alle contaminazioni artistiche, ai rimandi, agli omaggi e, soprattutto e finalmente, alla capacità di Travis Knight e soci di non stravolgere/non americanizzare lo spirito nipponico del racconto e dei personaggi. Un viaggio a occidente sui generis, ennesima quest che deve molto allo scimmiotto di pietra, ma che aggiunge una preziosissima riflessione sulla narrazione, sulla passione per il racconto attraverso creazioni artistiche, manuali, artigiane. Kubo e la spada magica è una salutare boccata d’ossigeno per l’animazione da box office, una sorta di manifesto programmatico: la stop motion e le sue potenzialità visive, senza dubbio, ma anche e soprattutto la voglia di raccontare, di ammaliare, di dare spessore e quindi vita ai personaggi, alle emozioni. Ed eccola qui la magia del cinema d’animazione, capace di trasformarsi in cinema del reale sotto i nostri occhi, di farci amare un tratto di matita, un modellino, una manciata di pixel. Capace di trasportarci in luoghi meravigliosamente inesistenti – ma i villaggi, i boschi e le montagne di Kubo e la spada magica e delle pellicole in stop motion esistono davvero, in scala ridotta, e questo li rende luoghi ideali per il 3D, aggiornamenti visivamente affascinanti dei visori stereoscopici che consumavamo da bambini.

Travis e la sua fiumana di collaboratori cercano e trovano la perfetta coesistenza tecnica ed estetica tra passo uno e computer grafica, tra racconto di formazione ed elaborazione del lutto, tra slanci minimalisti e poetici e improvvisi squarci orrorifici e spettacolari. Kubo e la spada magica è un film sulla memoria, sul ricordo delle persone, delle imprese, delle radici: il folklore, l’avventura, la famiglia, lo shamisen, gli origami. E l’eterna lotta tra il Bene e il Male, ma ricca di sfumature, mai banalizzata. Commovente ed epico, Kubo e la spada magica intreccia Ran e i Beatles – While my guitar gently weeps cantata da Regina Spektor – e aggiunge un altro mattoncino alla intramontabile storia di Wladyslaw Starewicz, Willis O’ Brien, Ray Harryhausen, Tadahito Mochinaga, Will Vinton, Jiří Trnka, Jan Švankmajer, Henry Selick…

Certezze e speranze passeggiano a braccetto nella nuova e splendente pellicola in stop motion della Laika, Kubo e la spada magica. La certezza di un’animazione a passo uno certosina, impeccabile, in perfetto equilibrio tra arte e artigianato; la certezza della centralità della storia, qui davvero assoluta; la certezza, ad oggi incrollabile, della qualità della Laika. La speranza che la stop motion possa (ancora) arginare la straripante voracità della computer grafica più commerciale e dozzinale. La speranza che la Laika sia sempre la Laika. Illuminata, indipendente, ambiziosa.

Info
Il trailer italiano di Kubo e la spada magica.
Il sito ufficiale di Kubo e la spada magica.
Kubo e la spada magica su facebook.
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