Tokyo Ghoul – Il film

Tokyo Ghoul – Il film

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Tokyo Ghoul, che sarà in sala solo il 6 e il 7 marzo, è il lungometraggio live action che Kentarō Hagiwara ha tratto dal celeberrimo manga di Sui Ishida, già trasposto in passato in forma animata. Un fantasy-horror di prammatica, ma che riesce a disquisire sul tema del ‘diverso’ dimostrando di avere qualche idea.

La fame e la sete (di sangue)

Il film di Kentaro Hagiwara condurrà gli spettatori in una Tokyo contemporanea non troppo dissimile dalla realtà, dove la vita scorre serena nonostante la minaccia dei ghoul, creature simili agli esseri umani ma che non possono nutrirsi di altro che di carne umana. Ken Kaneki, un giovane universitario timido e tranquillo, si trova adescato da una ghoul, Rize. Per un caso, o forse per mano di qualcuno, la caduta di alcune travi d’acciaio travolge lui e la sua carnefice. Ken, in fin di vita e incosciente, viene salvato grazie al trapianto degli organi di Rize e da allora la sua vita cambia totalmente: assumendo le caratteristiche biologiche dei ghoul, diventerà incapace di nutrirsi di cibo normale e ne sperimenta la fame devastante… [sinossi]

Tokyo Ghoul sarà reperibile in sala in Italia solo il 6 e 7 marzo; una scelta, quella delle uscite-evento, che sta consolidando sempre di più Nexo Digital tra i distributori più attivi sul mercato, e che allo stesso tempo sta aprendo le porte a un numero considerevole di opere provenienti dal Giappone che altrimenti molto difficilmente avrebbero potuto raggiungere la sala, uscendo nel migliore dei casi direttamente in dvd o blu-ray. Per quanto si tratti di un film con attori in carne e ossa, anche Tokyo Ghoul rientra nel programma de “La stagione degli anime al cinema”, che segna la collaborazione tra Nexo Digital e Dynit: una sinergia che ha permesso agli appassionati di godere sul grande schermo di opere come In questo angolo di mondo di Sunao Katabuchi, Your Name. e Oltre le nuvole, il luogo promessoci di Makoto Shinkai, La forma della voce di Naoko Yamada. In questo 2018 è già stato distribuito Fate/Stay Night: Heaven’s Feel 1. Presage Flower di Tomonori Sudō, ma l’acme lo si raggiungerà il prossimo 18 aprile, quando si celebreranno i trent’anni di Akira, il capolavoro senza tempo diretto nel 1988 da Katsuhiro Ōtomo.
Tokyo Ghoul, come si è scritto, è un live action, ma la giustificazione della sua presenza nel listino Nexo/Dynit la si può trovare senza faticare più di tanto: il film è tratto infatti da un celeberrimo manga firmato da Sui Ishida, a sua volta ispiratore di un anime seriale per la televisione, prodotto dallo studio Pierrot (responsabile di un buon numero di cartoni animati divenuti famosi anche in Italia negli anni Ottanta, come Lamù, L’incantevole Creamy, Evelyn e la magia di un sogno d’amore, e Magica Emy). L’adattamento live action è dunque solo uno dei molti approdi della storia di Ishida, che si sviluppa mescolando l’horror al fantasy ma cercando di volgere i generi in una chiave sentimentale.

Sentimentale, un termine che sarebbe bene non fraintendere. Per quanto si sviluppi una storia d’amore nel corso del film – e proprio per “colpa” di un sentimento d’attrazione lo sventurato Ken si ritrova a vivere non più come un ragazzo normale ma come un ghoul, creatura quasi in tutto e per tutto simile all’uomo ma incapace di assimilare cibi che non siano la carne umana e il suo sangue – la propensione sentimentale del lavoro di Hagiwara sta tutta nella dimensione di una ricerca costante, del desiderio di non trasformarsi mai davvero in una bestia, in qualcosa di mostruoso e inaccettabile, non solo da un punto di vista biologico, ma filosofico ed etico. È in lotta con se stesso, Ken, e con lui la schiera di ghoul con i quali si ritrova a convivere e che lo educano: un’educazione alla quieta convivenza con l’essere umano, che è al contrario ferale, crudele, deciso a sterminare quella che ritiene essere solo una minaccia. Un discorso di questo tipo, in una nazione come il Giappone che da sempre fatica ad accettare la possibilità di mescolare la propria etnia con quella dei popoli che migrano verso la ricca terra di Yamato (e non solo, si veda il trattamento riservato nei secoli agli ainu, relegati in riserve e cacciati sempre più verso nord fino a isolarli di fatto nell’isola di Hokkaido), non deve essere sottostimato, ancor più se il suo compito è quello di rivolgersi alle giovani generazioni, sempre più pericolosamente affascinate da quel nazionalismo di ritorno insito in ogni crisi economica, a est come a ovest – e lo sta dimostrando il ritorno alla ribalta di rivendicazioni fascistoidi in Italia.

Sotto questo punto di vista il film svolge in pieno il proprio compito, riuscendo a intrattenere con una trama quasi inevitabilmente contorta ma avvincente, per quanto le psicologie dei personaggi siano ridotte al minimo e in ogni caso tagliate con l’accetta. Non che ci sia in fin dei conti da pretendere più di tanto da Tokyo Ghoul, horror screziato di fantasy e fantascienza in cui combattimenti e inseguimenti si susseguono a un ritmo sempre più accelerato, e che sceglie una via estetica ridondante, pur tratteggiando con una certa cura l’universo teen e non scadendo mai nel trash o nel ridicolo involontario. Rapido e indolore, prevedibile ma costruito con una certa professionalità artigianale, Tokyo Ghoul non si radica nella memoria, ma permette ben più di un film d’animazione di comprendere il senso e il gusto del cinema popolare nipponico, che con troppa difficoltà raggiunge gli spettatori italiani. Un discorso vecchio e lungo, e che potrebbe uscire dai soli confini giapponesi per allargarsi all’intero Estremo Oriente e sud-est asiatico. Solo confrontandosi con la loro produzione popolare – come avviene ogni anno dal 1998 a Udine durante le giornate del Far East Film Festival – si potrà davvero arrivare a comprendere il senso intimo della narrazione, e del sentimento che permea la base di ogni racconto. Ma la strada è ancora lunga. Operazioni come Tokyo Ghoul, al di là dei limiti del film – che può ricordare alla lontana La brillante carriera di un giovane vampiro di Jimmy Huston –, si muovono nella giusta direzione.

Info
Il trailer di Tokyo Ghoul.
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